Milano, terrorismo: PM chiede sorveglianza per italiano radicalizzato

Lombardia
Immagine d'archivio (ANSA)

L’uomo, un 52enne residente a Monza e convertitosi all'Islam, è ritenuto dagli inquirenti socialmente pericoloso

“In data 29 maggio 2019 il Tribunale delle misure di prevenzione di Milano ha respinto la richiesta di applicazione della misura preventiva, proposta dalla Procura della Repubblica di Milano, nei confronti del Sig. Marco Valentino. In data 10 luglio 2019, accogliendo la richiesta avanzata dal PM dott. Pavone, è stata disposta anche l’archiviazione del procedimento penale iscritto a suo carico”. 

 

Sorveglianza speciale per tre anni, obbligo di residenza a Monza e divieto di utilizzare e detenere computer e cellulari: è quanto ha richiesto il PM di Milano Enrico Pavone per Marco Valentino, italiano di 52 anni residente a Monza e convertitosi all'Islam. Convivente di una donna marocchina, si fa chiamare 'Muhammad Nur Al Haqq'. Nei suoi confronti sono stati sequestrati 13 dispositivi informatici contenenti foto, video e documenti che inneggiano all'Isis. La richiesta è stata avanzata dal PM di Milano alla Sezione misure di prevenzione del tribunale, presieduta da Fabio Roia, e sarà valutata dai giudici dopo un'udienza fissata per il prossimo 9 maggio.

I precedenti

Valentino, già indagato in passato in due procedimenti per terrorismo internazionale delle Procure di Milano e Cagliari, ma la cui posizione poi è stata archiviata, sarebbe socialmente pericoloso perché si muove in un circuito relazionale, anche sul web, con comportamenti che si ispirano all'estremismo radicale. Dal materiale informatico sequestrato lo scorso ottobre a casa sua, e analizzato dalla Digos di Milano, sono emersi, infatti, foto e video pro-Isis oltre a dei documenti che inneggiano al jihad con le armi, tra cui, ad esempio, un file chiamato 'Miracles in Syria', un testo celebrativo dello 'Stato islamico' e che fa parte anche di una serie di e-books editi proprio dall'Isis e con contenuti propagandistici del Califfato.

I contenuti propagandistici sui social

L'uomo, che in Rete si fa chiamare anche 'Abu Omar', ha aperto anche una pagina Facebook col nome di 'Muhammad Nur Al Haqq', la cui immagine di copertina riporta una scultura raffigurante il motto della guerra santa islamica. Sul web, secondo gli inquirenti, Valentino avrebbe anche pubblicato numerosi post di chiaro stampo anti-occidentale. Tutti segnali che, per la procura, indicano un potenziale pericolo per la sicurezza pubblica o di favorire altri presunti terroristi. Da qui la richiesta della misura di prevenzione.  

Le indagini

Secondo gli inquirenti, tra gli 'amici' della pagina Facebook 'Muhammad Nur Al Haqq', amministrata da Marco Valentino, figurava anche Ajsha Barbara Farina, moglie del noto ex imam di Carmagnola (Torino) Fall Mamour, espulso dall'Italia nel 2002, oltre a tale Mehdi Halili, indagato in un'inchiesta della Procura di Torino. L'inchiesta a carico di Valentino è stata aperta nell'estate del 2017 dal PM Enrico Pavone del pool antiterrorismo guidato da Alberto Nobili. L'indagine è nata da accertamenti della polizia postale proprio sulla pagina Facebook di Valentino, dove erano presenti post di adesione all'estremismo islamico e alla guerra santa. Tra il materiale informatico sequestrato a casa sua lo scorso autunno, anche fotogrammi di 'martiri' caduti in combattimento e fotografati, da morti, con il sorriso sulle labbra, oltre ai programmi dell'Isis in varie aree geografiche, e a più di cento documenti di propaganda jihadista.

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