Pieve Emanuele, morti due operai travolti da una lastra. Si indaga per omicidio colposo

Lombardia
Il luogo dell'incidente (Agenzia Fotogramma)

È successo nella mattinata di mercoledì in un cantiere in via Roma. I lavoratori erano impegnati nella realizzazione di paratie divisorie tra i binari ferroviari e i vicini terreni agricoli

Due operai di 47 e 55 anni, Salvatore Borriello e Salvatore Palumbo, entrambi di origine campana, sono morti schiacciati da una lastra in metallo, che stavano spostando in un cantiere lungo i binari della ferrovia. L’incidente sul lavoro è avvenuto nella mattinata di mercoledì 3 aprile, poco prima delle 11.30, in via Roma, a Pieve Emanuele, in provincia di Milano. La Procura ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.
Nel frattempo, è stata riattivata, a binario unico, la circolazione dei treni sulla linea Milano-Tortona, inizialmente bloccata per consentire gli accertamenti dell'autorità giudiziaria. La barriera di metallo doveva essere costruita per evitare pericolosi attraversamenti pedonali sui binari, ma ha colpito e ucciso i due operai mentre un terzo la stava spostando con una gru per posizionarla lungo la ferrovia a poche centinaia di metri dalla stazione.

La dinamica dell'incidente

I lavoratori della ditta appaltatrice Cefi di Casoria, in provincia di Napoli, erano impegnati nella realizzazione di paratie divisorie tra i binari ferroviari e i vicini terreni agricoli. La squadra di lavoro era composta da tre persone. Nello spostamento, la lastra si è rovesciata, per cause ancora da accertare, e ha travolto due di loro. Uno è morto sul colpo, l'altro è stato trasportato in ospedale in gravissime condizioni ed è deceduto poco dopo. Il terzo operaio è rimasto illeso.
Sono in corso i primi accertamenti da parte della Procura di Milano, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Del caso è stato informato il PM di turno, Danilo Ceccarelli, e se ne occupa il dipartimento guidato dall'aggiunto Tiziana Siciliano. Il PM sta procedendo ai primi atti urgenti, come i sequestri, ma l'inchiesta viene coordinata dagli inquirenti del dipartimento 'Ambiente, salute, lavoro' guidato dall'aggiunto Siciliano. Al vaglio la dinamica dell'accaduto e le eventuali violazioni di normative sulla sicurezza sul lavoro.

Un luogo pericoloso

Ogni giorno decine di lavoratori scendevano alla stazione di Pieve Emanuele, poi percorrevano circa 200 metri lungo i binari e imboccavano una strada nella campagne per per dirigersi nel vicino polo industriale di Siziano, in provincia di Pavia. Per risolvere la situazione ed evitare ai lavoratori di percorrere il pericoloso tragitto, era stato deciso di costruire una barriera che proseguisse oltre la banchina. La ditta che aveva avuto in carico i lavori aveva allestito il cantiere da oltre un mese e doveva chiudere la zona dove, in precedenza, c'era un passaggio a livello, nei pressi di una strada che attraversa le campagne e che veniva ancora utilizzata da numerosi pendolari.
Nell'agosto del 2017 c'era già stato un incidente mortale in cui un uomo era stato travolto da un treno. Dopo l'episodio di due anni fa il Comune aveva chiesto a Rfi di intervenire su un tratto ritenuto estremamente pericoloso.

La nota di Rfi

"Sono morti durante i lavori per la realizzazione di una recinzione nei pressi della fermata di Pieve Emanuele, fra Locate Triulzi e Villamaggiore", spiega in una nota Rfi, rete ferroviaria italiana, riferendosi ai due operai. La nota prosegue esprimendo "il proprio cordoglio e la propria vicinanza ai familiari". Le cause dell'incidente, si legge nella nota, "sono in corso di accertamento".

Le parole del sindaco di Pieve Emanuele

"È una tragedia". Sono le parole di Paolo Festa, sindaco di Pieve Emanuele, accorso nel cantiere di via Roma dopo l'incidente. "Sono rimasti schiacciati - ha dichiarato - mentre costruivano un muro di sostegno per separare la strada dai binari ed evitare che venissero attraversati. Due anni fa c'era già stato un morto". Un operaio, deceduto nell'agosto 2017, proprio mentre stava attraversando. "Qui c'era una vecchia strada poi chiusa, quando ne è stata creata una parallela. È stato chiuso anche il passaggio a livello ma non si è creata un'alternativa per i pedoni". In particolare per le persone che lavorano nell'area industriale di Siziano e che prendono i mezzi pubblici a Pieve perché il percorso per la stazione di Villamaggiore è ancora più pericoloso.
"Rfi aveva iniziato a costruire un muro di separazione. Non erano sicuramente i lavori che avevamo chiesto noi - ha spiegato il sindaco -, il cantiere non aveva interrotto il passaggio dei lavoratori diretti a Siziano e ci siamo accorti che stavano lavorando solo quando li abbiamo visti. Si doveva fare un percorso alternativo per i pedoni e aspettavamo di sottoscrivere un accordo con Rfi. Avevo chiesto la costruzione di una ciclopedonale di collegamento fra la vecchia strada e il sottopasso". Per l'opera sono stati fatti i primi passi. "Rfi ha inviato una lettera di intenti" e ora si doveva sottoscrivere l'accordo. "Tutta la mia solidarietà - ha concluso Festa - va ai familiari degli operai".

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