Treno deragliato Pioltello, consulenti PM: manutenzione insufficiente

Lombardia
Il pezzo di rotaia che causò l'incidente (ANSA)

Secondo quanto si legge nella relazione finale, l'assenza dei controlli ultrasonori non permise di monitorare l'usura progressiva del pezzo di rotaia che, rompendosi, causò il deragliamento del treno e la morte di tre persone

Il disastro ferroviario di Pioltello (Milano) del 25 gennaio 2018, in cui morirono tre persone e altre cinquanta rimasero ferite, fu causato dallo "spezzone di rotaia", che "si è fratturato" per "un danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione". È quello che scrivono gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D'Errico, incaricati dall'aggiunto Tiziana Siciliano e dai PM Maura Ripamonti e Leonardo Lesti della maxiconsulenza sulle cause dell'incidente. Nell'inchiesta, che si avvia alla chiusura, sono indagati due manager e quattro tecnici di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), e due manager di Trenord.

La relazione finale

Dopo i complessi accertamenti svolti in questi mesi, i consulenti hanno depositato agli inquirenti la loro relazione sulla "dinamica del deragliamento del treno". Alla fine di un elaborato di oltre 80 pagine, gli ingegneri spiegano che la causa del deragliamento fu "la sopraelevazione della ruota destra" del terzo vagone del convoglio, dovuta alla "interposizione dello spezzone di rotaia", quello da 23 centimetri, che si staccò nel cosiddetto 'punto zero', "tra il binario di corsa e la ruota stessa". Pezzo di rotaia che "si è fratturato in seguito al propagarsi di un danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione" di quel tratto di binario. 

L'assenza di controlli ultrasonori

Secondo gli esperti, "l'assenza dei controlli" ultrasonori "ai fini della prevenzione della finale rottura" non ha consentito "di monitorare accuratamente la progressione irreversibile del danneggiamento del giunto". Inoltre, la mancata "istruzione delle richieste di sostituzione" del giunto "secondo quanto le procedure Rfi (Rete ferroviaria italiana, ndr) imponevano" e i "ritardi nella programmazione delle attività di sostituzione dei giunti sinistro e destro" ha permesso "all'irreversibile ammaloramento del giunto di procedere fino al cedimento finale". 

Mancò la manutenzione

Gli ingegneri fanno notare che "l'attività di sostituzione sarebbe dovuta avvenire ad aprile 2018, cioè dopo più di sei mesi rispetto all'ultima segnalazione" del problema "da parte dell'unità manutentiva" di Rfi. L'assenza dei controlli ultrasonori, si legge ancora, "mostra una condizione di controllo e manutenzione della linea" non idonea per la "prevenzione" di disastri simili, "nonostante si tratti di una linea ad alto carico e ad altra frequenza". 

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