Bergamo, falsificano certificati vaccinali della figlia: indagati

Lombardia
Foto di archivio (Getty Images)

La coppia si rifiuta di vaccinare la figlia perché, a loro dire, un famigliare sarebbe rimasto gravemente danneggiato a seguito delle vaccinazioni

Una coppia residente nel Bergamasco è finita sotto inchiesta per aver postdatato la lettera con cui erano stati convocati per sottoporre la loro bimba di 3 anni alle vaccinazioni previste dalla legge, in vista dell'iscrizione in una scuola materna che si trova nella provincia di Lecco. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani locali, la Procura di Lecco ha aperto un'indagine. La coppia deve rispondere di falsità materiale commessa dal privato, in quanto avrebbe alterato le date sui certificati per iscrivere la piccola in un asilo del Lecchese.

Le indagini

Le indagini sono scattate dopo alcuni controlli a campione per accertare il rispetto della legge sull'obbligo vaccinale. Dalle verifiche incrociate, sono risultate diverse le date della documentazione rilasciata dall'Ats (Agenzia di Tutela della Salute) e quelle presentate dai genitori alla scuola materna. Nel secondo caso era posticipata la data della lettera ricevuta e dell'appuntamento all'Ats dove si sarebbero dovuti presentare con la bimba. Da qui l'avvio dell'inchiesta, coordinata dal Procuratore Antonio Chiappani. 

Legale della coppia: "Precedente grave in famiglia"

Il legale della coppia ha spiegato che i due genitori hanno "cercato di posticipare il termine delle vaccinazioni per tutelare la figlia" dai presunti rischi che, a loro dire, la bimba potrebbe correre, in quanto in famiglia sarebbe stato riconsciuto "un danno grave e permanente da vaccino" a una zia (la sorella della mamma). Per tale precedente, la coppia aveva chiesto all'Ats un consulto specifico, senza però ricevere risposta. Da qui la decisione di modificare le date sui certificati vaccinali della figlia. Se la piccola non verrà vaccinata entro il 27 marzo, dovrà lasciare l'asilo.

Assessore al Welfare: "Manomettere certificati vaccinali è reato"

"Ci sono tutti gli strumenti per verificare se i propri figli sono incompatibili con le vaccinazioni. Chi commette atti come la falsificazione dei certificati corre rischi inutili e assurdi che hanno anche conseguenze penali", commenta Giulio Gallera, assessore lombardo al Welfare. L'assessore, oltre a ricordare che "manomettere" un certificato vaccinale o rilasciare una autocertificazione non veritiera "è un reato", ha sottolineato che, come prevede la legge, "tutti coloro che hanno problemi non vengono vaccinati. È sufficiente la dichiarazione del pediatra" con cui si attesta che possono insorgere reazioni gravi. Oltre a ciò, a tenuto a precisare il responsabile della sanità regionale, le Asst della Lombardia sono dotate di ambulatori nei quali "specialisti sono a disposizione dei genitori per aiutarli ad approfondire le problematiche che pongono e a risolvere qualsiasi dubbio". Quindi, ha proseguito l'assessore, se i genitori ora sotto indagine si fossero rivolti a tali ambulatori "avrebbero avuto in mano un foglio con un appuntamento con gli esperti deputati a chiarire ogni dubbio".

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