Aggressioni acido, pg Cassazione: “Non è associazione a delinquere”

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Il procuratore generale ha chiesto alla Suprema Corte di concedere un lieve ritocco di pena per Martina Levato, Andrea Magnani e Alexander Boettcher

Ritoccare lievemente la pena a Martina Levato, Andrea Magnani e Alexander Boettcher, perché non sussiste il reato di associazione a delinquere. È la richiesta avanzata dal procuratore generale della Cassazione, Luigi Birritteri, alla quinta sezione penale della Suprema Corte, chiamata a decidere sulle aggressioni della cosiddetta ‘banda dell’acido’. Per il resto vanno confermate le condanne inflitte a Martina e Magnani, giudicati a Milano con rito abbreviato, e a Alex, giudicato con rito ordinario. La trattazione dei due procedimenti è stata unificata. Martina e Alex, sono accusati di aver compiuto a Milano con l'aiuto di Magnani le aggressioni con l'acido a Stefano Savi, Giuliano Carparelli e Pietro Barbini. Boettcher è stato già condannato un anno fa in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni per l'aggressione a Barbini. 

Accusa riqualificata

ll pg, ritenendo che l'accusa vada riqualificata in concorso in reato continuato, ha chiesto di annullare senza rinvio le condanne pronunciate dalla Corte d'appello di Milano, il 21 febbraio 2017 e il 13 luglio 2017, e di rideterminare la pena. Per Martina, da 20 anni a 19 anni e 6 mesi, per Magnani da 9 anni e 4 mesi a 8 anni 9 mesi e 10 giorni, per Alexander Boettcher da 23 a 21 anni.

Pg: “Legame malato non allevia colpe Martina”

"Il rapporto malato di dominazione di Alexander Boettcher su Martina Levato non ha alcuna incidenza sull'intensità del dolo". Lo ha precisato il pg della Cassazione,Luigi Birritteri, nella sua requisitoria davanti alla quinta sezione penale, replicando alla difesa di Martina che nel ricorso rileva l'assenza dell'elemento psicologico del reato. Tra le altre cose, la difesa contesta "l'erronea valutazione degli elementi di prova" relativi al caso di Stefano Savi, studente che venne sfigurato nel novembre del 2014. Un episodio che sembra essere un tragico scambio di persona, per il quale manca la confessione. Il pg ritiene che la ricostruzione proposta dalla difesa, che attribuisce la responsabilità a un terzo, è "fantasiosa e illogica", inoltre, a tale proposito, "identificare l'autore o l'autrice del lancio è, dal punto di vista giuridico, irrilevante".

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