Milano, falsi biglietti lotteria: 28 arresti per banda 'tocomocho'

Lombardia
Foto di archivio
lotteria

La truffa consiste nell’avvicinare le vittime offrendogli il biglietto della lotteria a un valore inferiore alla presunta vincita, dicendo di essere impossibilitati a ritirare la somma

Fermata la banda del ‘tocomocho’: con il trucco del finto biglietto vincente della lotteria ha truffato decine di anziani in tutta Italia. Dall’alba i carabinieri della compagnia di Rho in provincia di Milano stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 28 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, borseggi, rapine, furti in abitazione e ricettazione. Il provvedimento emesso dal gip del tribunale di Milano ha disposto per 21 persone il carcere, per 6 i domiciliari e per una l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I destinatari erano sparsi tra le province di Milano, Roma, Firenze e Mantova.

Il sistema del ‘tocomocho’

L'indagine è iniziata nel gennaio 2018 e ha consentito di accertare l’esistenza di una organizzazione, con base operativa a Milano, che pianificava i colpi in tutta Italia. Il sistema del ‘tocomocho’ consiste nell’avvicinare le vittime, per lo più anziani soli, offrendogli il biglietto della lotteria vincente perché impossibilitati a ritirare la somma in quanto sprovvisti di documenti. Il trucco è proporre un prezzo di vendita inferiore alla presunta vincita che l’anziano incasserebbe senza problemi.

L'indagine

"Alcuni membri della banda del 'tocomocho', soprattutto donne, utilizzavano l'ipnosi per convincere le vittime a farsi consegnare il denaro". A dirlo è il pm David Monti che ha coordinato l'indagine dei carabinieri della compagnia di Rho in provincia di Milano iniziata nel gennaio 2018 e terminata a luglio. "Le truffatici usavano il modo di parlare e il contatto fisico per incantare le vittime - ha continuato Monti durante la conferenza stampa - La tecnica del tocomocho è molto diffusa in Sudamerica e ci sono anche tracce in Spagna. In alcuni casi è stato usato il Ghb o Gbl, detto l'alito del diavolo, la cosiddetta droga dello stupro che cancella la memoria di chi la assume".

Commessi 49 furti e 40 rapine

"Nell'indagine di cui ci siamo occupati, - ha sottolineato Monti - non sono stati accertati episodi, ma sospettiamo che siano avvenuti perché alcune vittime, una volta interpellate, non ricordavano in che modo avessero potuto consegnare i risparmi di una vita a sconosciuti". Non è stato possibile quantificare esattamente il bottino della banda, che comunque coordinava da Milano i colpi in tutto il nord e centro Italia, ma i reati contestati sono 49 furti e 40 rapine. Le vittime erano avvicinate nei mercati rionali o in strada, i truffatori puntavano sudamericani come loro per abbattere il muro della diffidenza.

Ricercate sei persone, coinvolti tre italiani

I destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare sono 28 (quasi tutti peruviani) ma ne sono state eseguite 22, gli altri sono ricercati. Il magistrato ha definito "fantasmi" molti dei membri della banda, spesso incensurati che venivano reclutati in Perù, passavano per la Spagna e transitavano in Italia per brevi periodi, in una sorta di nomadismo delle truffe. Tra i coinvolti ci sono tre italiani: una donna di 37 anni (che ha ottenuto l'obbligo di firma) e due titolari di compro oro in viale Monza (a Milano), un uomo di 64 anni e uno di 56 che sono stati invece arrestati.

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