Milano, inquinamento area Montecity: condannato dirigente Arpa

Lombardia
Foto di archivio (Agenzia Fotogramma)

Secondo la Cassazione era “a conoscenza dello stato di inquinamento del sito Montecity-Rogoredo-Santa Giulia”, la maxi area a sud di Milano che è stata sequestrata nel 2010

Confermata in Cassazione la condanna a 8 mesi per Paolo Perfumi, ex responsabile dell’Ufficio bonifiche dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Era “a conoscenza dello stato di inquinamento del sito Montecity-Rogoredo-Santa Giulia”, la maxi area a sud di Milano che è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel 2010 per presunte irregolarità nelle bonifiche. Non intervenendo ha “contribuito ad agevolare lo smaltimento abusivo di rifiuti speciali” nell’area anche chiamata ex Montedison e la “costituzione di discariche abusive”. Con queste motivazioni la Cassazione ha confermato la condanna.

Condanna emessa nel dicembre 2017

La Suprema Corte ha confermato la condanna emessa dalla Corte d'Appello milanese nel dicembre 2017 a carico dell'imputato, difeso dal legale Angelo Leone e che ha rinunciato alla prescrizione nel processo in cui era parte civile anche il Comune di Milano con l’avvocato Marco Dal Toso. Nelle motivazioni del verdetto la terza sezione penale, presieduta da Aldo Cavallo, spiega che l’ex funzionario Arpa non ha “messo sull'avviso il Comune circa la necessità di una rivisitazione critica del sito, con una indagine preliminare”, dati gli “imponenti interventi di riqualificazione urbanistica programmati su un'area ex industriale su cui aveva operato in precedenza una delle maggiori società chimiche italiane”.

I procedimenti giudiziari

L’imputato ha valutato che non era necessaria “una nuova bonifica dell'area ex Montedison”. Nel frattempo però gran parte della zona è passata da industriale a residenziale “con realizzazione di edifici, di un asilo, di aree verdi”. Nel luglio 2015 tuttavia l’immobiliarista Luigi Zunino, ex presidente di Risanamento che aveva un progetto di sviluppo immobiliare nell'area, e altri 9 imputati sono stati prosciolti per prescrizione dai reati ambientali dal Tribunale milanese. Nel 2014 Zunino e altri sono stati assolti anche dall’accusa di aver avvelenato le falde acquifere. Nel frattempo, un centinaio di residenti e proprietari di abitazioni hanno però ottenuto risarcimenti con transazioni extragiudiziali.

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