Dal 22 ottobre al 1° dicembre la mostra dedicata alla ricerca dell'artista romano sul tatuaggio come linguaggio dell'arte contemporanea arriva all'Hilton Rome Eur La Lama. In esposizione lastre artistiche, sculture e un'opera di video art realizzata con l'intelligenza artificiale
Dal 22 ottobre al 1° dicembre la Library dell'Hilton Rome Eur La Lama ospita "Marco Manzo. Esistere è cambiare", mostra dedicata al percorso dell'artista romano noto per la sua ricerca sul tatuaggio come linguaggio dell'arte contemporanea. L'esposizione, a ingresso libero, rientra nel progetto culturale "LamArte".
Le lastre
Al centro della mostra ci sono le celebri lastre artistiche di Manzo, opere che sovrappongono il segno del tatuaggio alle immagini dello scheletro umano, trasformando le radiografie in superfici di ricerca visiva. Un progetto nato in occasione della 18ª Biennale di Architettura di Venezia, che ha raggiunto uno dei suoi traguardi più significativi nel 2024, quando 66 prove d'autore sono entrate nella collezione permanente del Metropolitan Museum of Art di New York, il Met. Accanto alle lastre saranno esposte sculture in alluminio, bronzo, terracotta e marmo, incise con il linguaggio del tatuaggio. Per la prima volta a Roma, il percorso presenterà inoltre un'opera di video art realizzata con l'intelligenza artificiale, nella quale le lastre si trasformano in strutture architettoniche in movimento.
Corpo, identità e cambiamento
Il titolo della mostra richiama il pensiero del filosofo Henri Bergson e la sua riflessione sul cambiamento come processo continuo di creazione di sé. Il corpo diventa un'architettura da leggere, mentre il tatuaggio si trasforma in un segno capace di raccontare identità, memoria ed esistenza. Privato della pelle e connotato solo della struttura scheletrica, il corpo assume nelle lastre una dimensione simbolica. Il segno inciso non è soltanto decorazione, ma una traccia permanente che mette in relazione la persona con la propria storia, oltre il presente. Una riflessione che, nell'epoca delle immagini digitali e dei corpi filtrati dai social network, interroga il rapporto tra identità individuale e rappresentazione. "In una società liquida dove le idee e le posizioni cambiano con la velocità di un click, il tatuaggio assume un aspetto simbolico, equivale a prendere possesso di se stessi, a stringere un patto con l'opera, il messaggio sotteso e l'artista", ha dichiarato Manzo. "Il soggetto destinatario del tatuaggio mette a disposizione la propria esistenza a quest'ultimo, senza pentimenti. Il tatuaggio inoltre è una forma d'arte da conservare e studiare".
La mostra all'Eur
L'esposizione rientra nella quinta edizione del progetto "LamArte", promosso dall'Hilton Rome Eur La Lama per fare dell’hotel uno spazio di incontro tra architettura, arte contemporanea e sperimentazione. La struttura, firmata da Massimiliano Fuksas, ospita già opere e interventi artistici, tra cui la stele monumentale di Arnaldo Pomodoro all’ingresso della hall e il mosaico di Marilù Rebecchini dedicato alla Roma antica.