Dalla Puglia alla Campania, passando per Marche ed Emilia-Romagna. Ecco alcune delle sagre italiane dove assaporare la cultura ma, soprattuto, dove la cucina regionale diventa un'esperienza da vivere
Le sagre, ovvero quelle storiche feste locali che vengono organizzate periodicamente nei borghi di gran parte dell'Italia specialmente durante l'estate, rappresentano una modalità unica per viaggiare ma soprattuto assaporare la cucina e la cultura tipica regionale. Un articolo pubblicato dal "The Guardian" passa in rassegna alcune di quelle che vengono considerate come le migliori in assoluto. Ecco quali sono.
Due sagre da non perdere in Puglia
Vicino a Taviano, un piccolo paese a sud di Lecce, si trova Mancaversa, dove la "Sagra tu Furese" va in scena di solito a metà agosto. In dialetto salentino significa "festa del contadino" e vi si possono trovare tante bancarelle di varia natura e soprattuto tanto cibo, dalle salsicce sulle griglie allo spezzatino di carne di cavallo nel sugo di pomodoro, oltre agli "gnummareddi" (involtini di frattaglie d'agnello). E i prezzi non sono nemmeno proibitivi. A Cannole, piccolo paese di poco più di 1.500 abitanti che si trova dall'altra parte della provincia di Lecce, verso Otranto e i laghi di Alimini, dal 1985 l'associazione locale di volontariato Pro Loco Cerceto organizza la "Festa della Municeddha" (10-14 agosto), dedicata alla piccola lumaca che da sempre fa parte della cucina locale. La si può mangiare in salsa di pomodoro, stufata con cipolla e olio, oppure arrostita. La sagra, oltre al cibo, prevede musica, bancarelle e tante tavolate.
La cucina delle Marche e della Campania
A circa 650 Km lungo la costa adriatica, nelle Marche, c'è il borgo di Campofilone, sulle colline sopra la valle dell'Aso. Qui da anni si svolge la sagra dei Maccheroncini di Campofilone IGP (7-10 agosto). Si tratta di una pasta locale sottilissima, fatta con semola e uova e cotta in un minuto. Appena scolata, viene condita con un ragù rosso di carne mista su grandi taglieri di legno, dove questi fili sottilissimi diventano una massa compatta, pregna di sugo, pronta per essere consumata. Ecco, poi, la sagra del fusillo felittese (13-23 agosto), in Campania, dove bisogna spingersi fino a Felitto (Salerno) e alle Gole del Calore. Anche qui domina la pasta, fatta con uova fresche, lunga e cava, arrotolata a mano attorno a una sottile asta di ferro. Viene servita con ragù di castrato oppure con ragù di vitello.
Il tortellino in Emilia-Romagna
Nei dintorni di Modena o Bologna, c'è Castelfranco Emilia, dove protagonista è il tortellino. La leggenda narra che sia nato proprio da queste parti, presso la Locanda Corona, "quando un oste scorse l'ombelico di Venere attraverso la serratura e lo prese come modello", segnala ancora il Guardian. Si tratta di una pasta all'uovo sottile, ripiegata a mano intorno ad un ripieno di lonza di maiale, ma anche di prosciutto di Modena, mortadella di Bologna, parmigiano reggiano, uovo e noce moscata. Qui viene servito in un brodo di cappone caldo.