Lo speciale sull'Odissea di Christopher Nolan
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Chi era Omero? Il giallo dell'autore di Iliade e Odissea

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©Getty

Introduzione

Il 16 luglio è uscito nelle sale italiane Odissea (The Odyssey) di Christopher Nolan, e con il kolossal torna d'attualità una domanda vecchia di oltre duemila anni: chi era davvero l'autore dei due poemi che hanno fondato la letteratura occidentale? La cosiddetta "questione omerica" divide gli studiosi dal Settecento e, prima ancora, aveva incuriosito già i filologi dell'antica Alessandria. Un poeta cieco realmente esistito, due autori diversi, oppure il nome collettivo di una tradizione orale durata secoli: ecco cosa sappiamo - e cosa probabilmente non sapremo mai - su Omero.

Quello che devi sapere

L'Odissea torna al cinema (e Omero torna d'attualità)

Il 16 luglio Odissea di Christopher Nolan ha debuttato nelle sale italiane, un giorno prima che in quelle statunitensi. Con un budget di circa 250 milioni di dollari è il film più costoso della carriera del regista, oltre che il primo nella storia girato interamente con cineprese IMAX 70mm. Protagonista è Matt Damon nel ruolo di Ulisse, in viaggio verso Itaca dopo la guerra di Troia. Ma dietro il poema che ha ispirato il kolossal si nasconde un enigma che la filologia non ha mai sciolto: chi era Omero?

Chi era Omero per gli antichi

Per i greci Omero era il poeta per eccellenza: un aedo - il poeta-cantore che nella Grecia antica componeva ed eseguiva i versi accompagnandosi con uno strumento a corde - cieco e girovago, vissuto secondo le stime antiche tra il IX e l'VIII secolo a.C. Ben sette città se ne contendevano i natali, tra cui Smirne, Chio, Colofone, Rodi e Atene. L'Inno ad Apollo, attribuito a lui stesso, parla di un "uomo cieco che abita nella rocciosa Chio", isola dove operava la corporazione degli Omeridi, recitatori professionisti che si dicevano suoi discendenti. Le "Vite" antiche che lo riguardano sono però leggendarie, compilate secoli dopo: nessuna fonte contemporanea ne attesta l'esistenza.

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Iliade e Odissea, i poemi che fondano la letteratura occidentale

L'Iliade racconta in circa 15.700 versi l'ira di Achille in poche settimane dell'ultimo anno della guerra di Troia. L'Odissea, circa 12.100 versi, segue il decennale ritorno di Ulisse a Itaca, tra Polifemo, Circe, le Sirene e la strage dei Proci, i pretendenti che in sua assenza assediano la moglie Penelope. Entrambi i poemi sono composti in esametri - il verso lungo, di sei "battute", tipico dell'epica greca - e in una lingua artificiale che mescola dialetti diversi. Per i greci furono la base dell'educazione e dell'identità collettiva: "il poeta", senza altre specificazioni, era sempre Omero.

La nascita della "questione omerica"

I primi dubbi sono antichi: ad Alessandria i cosiddetti chorizontes ("separatori"), come i grammatici Xenone ed Ellanico, sostenevano che Iliade e Odissea avessero autori diversi. In età moderna l'abate francese d'Aubignac arrivò a negare l'esistenza di Omero, e Giambattista Vico vide nel poeta un simbolo del popolo greco stesso. Ma la questione esplode nel 1795, quando il tedesco Friedrich August Wolf (filologo, cioè studioso della ricostruzione e della storia dei testi antichi) pubblica i Prolegomena ad Homerum: i poemi sarebbero il frutto della cucitura di canti orali più antichi, impossibili da comporre in un'epoca senza scrittura.

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La svolta di Milman Parry

Negli anni Venti e Trenta del Novecento il filologo americano Milman Parry cambia i termini del problema. Studiando gli epiteti fissi ("Achille piè veloce", "l'Aurora dalle dita di rosa") dimostra che i poemi sono costruiti su un sistema di formule tipico della poesia orale. Poi, registrando sul campo i cantori epici della Jugoslavia insieme all'allievo Albert Lord, prova che un aedo analfabeta può improvvisare migliaia di versi. Conclusione: Iliade e Odissea nascono da una tradizione orale secolare, di cui "Omero" sarebbe l'erede o semplicemente il nome.

Un autore, due autori, nessun autore: le ipotesi oggi

Oggi molti studiosi ritengono che i due poemi abbiano mani diverse: l'Odissea mostra una lingua più recente e un mondo più fiabesco e "domestico", tanto che già il critico antico noto come Longino la definiva l'opera di un Omero al tramonto. C'è chi vede nell'Iliade un singolo grande poeta dell'VIII secolo, chi considera "Omero" un'etichetta collettiva, e non mancano le ipotesi eccentriche: nel 1897 lo scrittore Samuel Butler attribuì l'Odissea a una giovane donna siciliana. Curiosamente, proprio in Sicilia Nolan ha girato parte del suo film.

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Quando i poemi diventarono testo scritto

L'alfabeto greco, adattato da quello fenicio, si diffonde proprio nell'VIII secolo a.C.: è il periodo in cui i poemi avrebbero preso forma. Secondo la tradizione, nel VI secolo il tiranno ateniese Pisistrato ne avrebbe fatto preparare una redazione ufficiale per le feste Panatenee, dove i rapsodi, i recitatori di professione che declamavano i poemi in pubblico, li eseguivano integralmente. Il testo che leggiamo oggi, diviso in 24 canti per poema, è però frutto del lavoro dei filologi della Biblioteca di Alessandria (da Zenodoto ad Aristarco) tra III e II secolo a.C.

Cosa dicono archeologia e linguistica

Nel 1871 Heinrich Schliemann, scavando sulla collina di Hissarlik in Turchia, riportò alla luce una città che identificò con Troia, dando base storica allo sfondo dei poemi. La decifrazione nel 1952 della Lineare B (l'antica scrittura sillabica incisa su tavolette d'argilla nei palazzi del II millennio a.C.) ha poi rivelato che quella civiltà, la micenea, parlava già greco. I poemi mescolano ricordi di quell'età del bronzo, come l'elmo con zanne di cinghiale descritto nell'Iliade, con usi e oggetti dell'VIII secolo: una stratificazione di secoli che conferma la lunga gestazione orale e complica ogni ipotesi su un singolo autore.

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Da 2.700 anni di mistero all'IMAX

Qualunque cosa sia stato Omero uomo, coppia di poeti o tradizione, la sua opera continua a generare racconto. Nel film di Nolan, accanto a Damon, recitano Anne Hathaway (Penelope), Tom Holland (Telemaco), Robert Pattinson e Zendaya, mentre Travis Scott interpreta un aedo, il cantore che nella Grecia antica tramandava oralmente le gesta degli eroi; una figura che il regista ha voluto accostare al rap come forma di poesia orale. Le riprese hanno toccato anche l'Italia, tra Favignana e le Eolie. E c'è un cerchio che si chiude: vent'anni fa a Nolan era stata offerta la regia di Troy, tratto proprio dall'Iliade. 

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