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Festival Salerno Letteratura, Erri de Luca escluso per le sue frasi su Israele e Gaza

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©IPA/Fotogramma

Lo scrittore è stato escluso dalla prolusione che avrebbe dovuto tenere nel corso della kermesse campana, in programma dal 13 al 20 giugno a Salerno. "La prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona", ha riferito il condirettore artistico del festival, Gennaro Carillo. "Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me", ha replicato De Luca

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Lo scrittore Erri De Luca è stato escluso dal Festival Salerno Letteratura a seguito delle sue dichiarazioni su Israele, sionismo e genocidio in Palestina. L'autore avrebbe dovuto tenere una prolusione nel corso della kermesse, in programma dal 13 al 20 giugno nella città campana. "La prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza", ha riferito il condirettore artistico della manifestazione, Gennaro Carillo, citato dal Mattino. "La prolusione è l'atto che apre il festival e in un certo senso ne detta la linea", spiega ancora Carillo, sottolineando che "per questo abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni". Secondo il condirettore artistico del festival, "non c'è nessuna censura" perché "De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare". Lo scrittore ha replicato dicendo che "non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me". 

L'esclusione di Erri De Luca

Tra le dichiarazioni di De Luca finite al centro delle polemiche vi è quella pronunciata in un'intervista all'Ansa lo scorso 26 maggio: "Sionismo è diventato un termine dispregiativo per la politica di Israele. Invece per me è quel movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele. Sionista è chi crede a questo diritto. Chi parla di una soluzione a due Stati riconosce che uno di questi è Israele. Sionismo non è espansionismo, che invece lo tradisce". De Luca aveva replicato anche a chi gli contestava di non utilizzare il termine "genocidio" rispetto alla tragedia di Gaza. "Non uso questo termine per definire la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge dentro centri abitati. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l'avrebbe lasciata sul posto. Oppure estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo", aveva detto lo scrittore.

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