Pérez-Reverte: "Un buon giallo? Una sfida d'intelligenza tra autore e lettore"
Lifestyle ©GettyNella nuova puntata di "Incipit", il programma di libri di Sky TG24, uno dei più apprezzati scrittori europei racconta il suo ultimo romanzo, "Il problema finale", soffermandosi anche sul fascino del crepuscolo nella letteratura
"Negli ultimi decenni, il poliziesco si è orientato verso il sangue e i serial killer, dimenticandosi del classico romanzo a enigma, fondato sul ragionamento e l'intelligenza. Ho pensato che fosse una buona idea provare a recuperarlo". Nella nuova puntata di "Incipit", Arturo Pérez-Reverte parte del suo ultimo libro ("Il problema finale", pubblicato dalle edizioni Settecolori nella traduzione di Bruno Arpaia) per raccontare come è cambiato il rapporto con il giallo da parte dei lettori e degli editori contemporanei. "Volevo scrivere una storia in cui fosse più importante la ragione dei fatti di sangue", spiega, "un duello d’intelligenza tra autore e lettore".
In questa intervista, Pérez-Reverte racconta il suo rapporto con la scrittura e con il lettore ("un amico, un complice, un compagno di giochi"), soffermandosi tra l'altro sul fascino del crepuscolo nella letteratura: "La fine di un'epoca produce sempre opere molto significative. È nella decadenza che il talento diventa più brillante ed esplicito".
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