Riso Arborio, le migliori marche nei supermercati: la classifica di Gambero Rosso

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Introduzione

Quali sono le migliori marche di riso Arborio, presenti sugli scaffali dei supermercati italiani? A rispondere a questa domanda ci hanno pensato gli specialisti di "Gambero Rosso", stilando una particolare classifica legata alla "varietà che più di tutte riesce a passare con naturalezza dalle minestre invernali ai grandi classici della cucina italiana, come risotti e supplì". Ecco cosa ne è venuto fuori. 

Quello che devi sapere

Il panel di esperti

Per arrivare a stilare questo elenco che comprende le migliori marche di riso Arborio disponibili sul mercato, in rapporto alla qualità ma anche al prezzo, "Gambero Rosso" ha coinvolto sei esperti del settore. Si tratta di Davide Puleio, chef romano, Eugenio Marini, esperto di analisi sensoriale, Giampaolo Iacomino, sommelier del riso, Heros De Agostinis, executive chef, Indra Galbo, curatore della guida "Oli d'Italia" e la giornalista Mara Nocilla. 

Il focus sul riso Arborio

Cosa sapere su questa tipologia di riso? Gambero Rosso spiega come sia nato nel 1946 "grazie all’intuizione dell’agronomo Domenico Marchetti". E' caratterizzato da un chicco lungo e semitondo ed è originario del Vercellese. Spesso, viene spiegato ancora, "è stato relegato dalla grande distribuzione al ruolo di riso da insalata" ma, in realtà, "l’Arborio resta uno dei risi più efficaci per ottenere chicchi al dente, capaci di assorbire bene i liquidi di cottura e regalare una mantecatura cremosa". Tanto che continua ad essere il riso da risotto "più richiesto al mondo".

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I consigli su come riconoscerne la qualità

Per saper comprendere quando un Arborio è di ottima qualità, serve sapere che si tratta di una "varietà da risotto che non va tostata". Lo segnala Giampaolo Iacomino, uno degli esperti coinvolti nella classifica. Attenzione poi all’aspetto, perchè un Arborio interessante presenta "chicchi grandi, chiari e uniformi, privi di rotture, striature o parti gessate. Anche la gemma deve essere ben visibile e consistente, capace quasi di incastrarsi sotto i denti e lasciare una leggera sensazione polverosa quando viene schiacciata", prosegue l'esperto. La tenacità è esattamente la caratteristica che "distingue davvero il riso italiano da risotto dalle varietà estere", ha aggiunto. 

La classifica delle migliori marche - Il dodicesimo posto

Gambero Rosso assegna uno specifico sistema di valutazione in "Gamberi", da uno ad un massimo di tre (buono, molto buono eccellente) e ogni Gambero assegnato rappresenta, dunque, un "sinonimo di eccellenza". Al dodicesimo posto, con un Gambero di valutazione, c'è il Riso Scotti che presenta "chicchi lunghi in parte irregolari e gessati". Questo riso, "alle note di foglia verde" mescola un "registro più classico del cereale, consegnando un complesso aromatico durevole e incisivo". 

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L'undicesimo posto

Il riso Arborio del marchio Selex ottiene di entrare in classifica in quanto "uniforme e apparentemente gessoso, frutto di una lavorazione tra primo e secondo grado", spiegano gli esperti. In bocca appare "decisamente dolce, a differenza della chiusura un pizzico amara che aggiunge complessità a un ventaglio organolettico semplice. Il chicco robusto regala una piacevole masticazione".

Il decimo posto

Entrando nel top ten, con la valutazione di un Gambero, ecco l'Arborio a marchio Coop Italia, che riuslta "più tondeggiante che allungato, di media lucentezza e dalla tendenza gessosa".  Sprigiona un aroma "di cereale che sino alla cottura rimane un pelino fugace". La sua portata aromatica "non aumenta di giri all’assaggio da cui emerge un morso meno scattante eppure, la gemma tiene senza sfaldarsi". 

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Il nono posto

Votazione ancora di un Gambero per l'Arborio di Curtiriso, definito "uno dei marchi storici dell’industria risiera". Soprattutto da cotto, questa varietà di riso "denota i caratteri tipici del cereale, con un finale leggero di fieno. Alla vista risulta sgranato e sotto i denti ha una discreta consistenza", dicono gli esperti. La qualità è buona "se non per qualche rottura e striatura che compare nella tessitura del chicco crudo".

L'ottavo posto

Ancora una valutazione di un Gambero ed ottavo posto per l'Arborio a marchio Esselunga che si affida alla Riseria Cusaro. In questa varietà "le sfumature verdi del chicco si affievoliscono con la cottura, mentre le note vegetali di erba tagliata si ritrovano nel piatto, dove il profumo di amido si arricchisce di sentori rurali.", commentano gli esperti Al palato fa emergere "una buona dolcezza, per quanto un pelino gelatinoso e basico".

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Il settimo posto

Si passa ad una valutazione di due Gamberi e al settimo posto con il Riso Gallo - Riserva da Agricoltura Sostenibile. In questo caso la varietà "spicca per uniformità e tonalità perlacee del chicco" e da crudo propone "un olfatto di cereale tostato e popcorn". Mentre con la bollitura esprime "una coerente anima sulfurea". Al gusto appare "vibrante, date le note vegetali amarognole in aggiunta a quelle più rotonde".

Il sesto posto

Si sale in classifica e si arriva al sesto posto con il riso Arborio Bio a marchio Pam & Panorama che, secondo gli esperti di Gambero Rosso, "ricorda da crudo l’odore di amido e di campo". Propone un "richiamo lattiginoso del riso cotto" che lo rende "dolce e appagante" all'assaggio con un finale "sottilissimo di cereali soffiati". I suoi chicchi sembrano essere "più adatti ad un’insalata che alla preparazione di un risotto".

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Il quinto posto

L'Arborio di Consilia (due Gamberi) conquista la quinta piazza. Appare "leggermente grezzo, come se fosse riso semi-lavorato." mentre in cottura, "si alleggerisce del profilo olfattivo di cereale e foglia verde, quasi a evocare il granturco, ma senza abbandonare la traccia vegetale". I chicchi, "delicati e croccanti, non si incollano fra di loro tanto facilmente, coerentemente con la natura meno amidosa osservata". 

Il quarto posto

Ai piedi del podio (due Gamberi) ecco il riso Gallo - Riserva Chicchi Grossi. Il riso appare "privo di difetti di forma" ed il suo chicco "si mostra intatto e rimanda al profumo di amido, oltre a cenni di lieve tostatura". Nonostante secondo gli esperti il morso sia "consistente, al palato si scopre corto nel sapore lattiginoso e di popcorn con cui si affaccia". 

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Il terzo posto

Terre d'Italia - Carrefour (tre Gamberi) è il marchio che si aggiudica il gradino più basso del podio. Il suo Arborio ha un chicco con "pattern omogeneo e percentuale di rottura bassissima". Difficile, secondo gli esperti, "trovare delle imperfezioni" sebbene a questa varietà si presenti con "un’indole neutra e non così esplosiva" che la priva "di profondità aromatica al di là delle nuance di latte e crosta di pane".

Il secondo posto

L'Arborio a marchio "Le stagioni d'Italia" si colloca sul secondo gradino del podio (tre Gamberi) presentandosi come "lungo, regolare e uniforme" e manifestando "una bella lavorazione di primo grado". Da crudo a cotto emergono "precisione e congruenza olfattiva, centrate sulle sfaccettature morbide di cereale". Emerge anche "un corpo dolce dal ricordo di semi abbrustoliti, di buona tenacità e non particolarmente adesivo né granuloso". Il chicco spicca "per pulizia e delicatezza aromatica".

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Il primo posto

A trionfare è l'Arborio (tre Gamberi) a marchio "Alce Nero", tipico del Vercellese. Si presenta come un riso "bianco perlaceo conforme" e anche da crudo "sprigiona al naso sentori di frutta secca e un’essenza lattica soave, fino a sviluppare con il calore note di latte fieno e cereale soffiato". In bocca propone una "dolcezza e persistenza aromatica di notevole eleganza". Alla masticazione da prova "di avere tenuta ed essere compatto".

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