Carbonara Day, Osteria Da Fortunata: "No alle turbo-creme. Usate ingredienti DOP"

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Un appuntamento globale necessario, considerando i numeri impressionanti che circondano questa ricetta: la Carbonara è oggi il piatto di pasta più cliccato al mondo con oltre 500 milioni di interazioni annue sui social e una presenza fissa nei menu di oltre un milione di ristoranti tra Europa, America e Asia

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La celebrazione del Carbonara Day quest'anno non conosce confini: la storica osteria romana "Da Fortunata" festeggerà l'evento contemporaneamente nella Capitale e nel suo locale di Miami, portando l'autentica tradizione del guanciale e del pecorino nel cuore della Florida. In occasione della ricorrenza, Marta Di Battista, volto dell’osteria, lancia un monito contro lo snaturamento del piatto. “Oggi sentiamo parlare di "turbo-creme" pastorizzate e tecniche da laboratorio per rendere il piatto fotogenico sui social” sottolinea. “Ma la Carbonara non è un esperimento chimico, è la storia di Roma. Vedere che all’estero si usa ancora la panna, il pollo o il bacon affumicato è un colpo al cuore. La vera Carbonara è un rito che si compie con tre ingredienti poveri ma nobili: guanciale, pecorino e uova fresche. Chi aggiunge altro non sta cucinando, sta solo imitando male un capolavoro”.

Il paradosso del successo della Carbonara

Secondo Di Battista, il successo globale della ricetta ha generato un paradosso economico: sebbene il mercato delle salse "Carbonara-style" cresca del 6,8% annuo, l'uso di ingredienti sostitutivi sottrae valore reale ai produttori di Pecorino Romano DOP e Guanciale del Lazio. “I dati che vedono la pancetta battere il guanciale nelle vendite ci dicono che c’è ancora tanto da lavorare sull'educazione al gusto”, continua Marta. “Da noi la pasta si fa ancora a mano, con la farina e le uova sul bancone, perché la porosità della sfoglia è l'unica base capace di accogliere la crema d'uovo senza farla scivolare via”.

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Solo guanciale tagliato a strisce e rosolato fino a diventare trasparente, Pecorino Romano autentico dal sapore sapido, pepe nero macinato al momento e uova unite rigorosamente lontano dal fuoco, sfruttando solo il calore residuo della pasta. “La crema deve nascere dall'incontro tra l'uovo e il grasso del guanciale, senza scorciatoie liquide o addensanti”, conclude Marta. “In un momento in cui i prezzi a Roma oscillano tra i 12€ e i 20€, il nostro impegno è mantenere l'accessibilità del piatto senza mai scendere a compromessi sulla qualità della materia prima, unica vera barriera contro il falso 'Made in Italy' che ci sottrae miliardi di euro ogni anno”.

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