Perché sono soprattutto le donne a viaggiare in gruppo?

Lifestyle
Giulia Mengolini

Giulia Mengolini

©Getty

Il 60% delle persone che viaggiano con WeRoad sono donne. Un trend che racconta un cambiamento culturale? “Sempre più donne scelgono di non aspettare più il momento perfetto o il gruppo perfetto per partire. È un modo per essere autonome, ma vivere un’esperienza condivisa”, spiega a Sky TG24 Fabio Bin, co-founder della piattaforma. Un modello di viaggio che unisce due esigenze solo apparentemente opposte: indipendenza e socialità. Insieme a un altro elemento centrale: la sicurezza

ascolta articolo

Non è un paradosso: più le donne viaggiano, più scelgono di farlo insieme. Sono soprattutto loro, infatti, a scegliere di partire in gruppo, e non si tratta di una tendenza passeggera. Secondo i dati di WeRoad, rappresentano il 60% degli oltre 300mila partecipanti partiti negli ultimi anni, una quota rimasta stabile nel tempo. E per chi sceglie questo tipo di esperienza pesano soprattutto la possibilità di socializzare e la comodità di non dover organizzare il viaggio: si ha voglia di partire, ma non sempre qualcuno con cui farlo. E organizzare con amici è spesso più difficile di quanto sembri. Ma anche il tema della sicurezza, soprattutto per le donne, è centrale: dalla ricerca Room for Her, condotta su 2mila donne in Europa, è emerso che quasi il 90% delle italiane non si sente completamente al sicuro quando viaggia da sola. E in questo senso, il viaggio di gruppo è una soluzione soddisfacente.
 

“Mi sono avvicinata ai viaggi di gruppo per conoscere nuove persone. L'idea di visitare i luoghi che sognavo con un gruppo di sconosciuti mi incuriosiva. Ma oltre a questo, mi sono sentita più sicura a volare in posti lontani con altri viaggiatori: sapevo che, anche se mi fossi trovata in una situazione di difficoltà, avrei avuto un supporto”, racconta Martina, 29 anni, che ha alle spalle due viaggi WeRoad, uno in Turchia e uno in Marocco. “Ed è stato così quando a Marrakech ho ricevuto commenti volgari da parte di un uomo in una piazza. In quella circostanza i miei compagni di viaggio mi hanno dato un grande aiuto. Non credo che sarei mai volata a Marrakech da sola, mentre mi è capitato per viaggi in Portogallo o in Scozia",  spiega. Il tema della sicurezza in viaggio pesa anche per Giada, 31 anni, anche lei con due esperienze di gruppo all'attivo, entrambe in Europa: “È un fattore importante. In questo periodo sto progettando di fare un nuovo viaggio e il primo pensiero è stato proprio trovare una meta dove da sola non andrei. Perché è innegabile che ci siano posti del mondo, ma anche alcune tipologie di viaggio, che da sola non sceglierei”.


Il tema della sicurezza, però, non è ovviamente l’unico motivo che spinge le donne a partire in gruppo: “Di solito mi piace avere tutto sotto controllo. Quell'anno avevo voglia di fare qualcosa di diverso, lasciarmi andare, provare ad affidarmi a qualcuno che organizzasse le cose per me. E conoscere persone nuove”, aggiunge Giada. Ed è proprio in questo equilibrio che si inserisce il successo dei viaggi 'con sconosciuti'. “Sempre più donne scelgono di non aspettare più il momento perfetto o il gruppo perfetto per partire. È un modo per essere autonome, ma vivere comunque un’esperienza condivisa”, spiega a Sky TG24 Fabio Bin, co-founder della community di viaggiatori WeRoad. Il risultato è un modello di viaggio che tiene insieme due esigenze solo apparentemente opposte: indipendenza e socialità, insieme alla sicurezza. “Il viaggio diventa una pausa dalla vita quotidiana, ma anche un modo per ricaricarsi e tornare con nuove idee, nuove amicizie e nuove prospettive. Si parte da soli, ma non si è mai soli”.

 

Il 60% delle persone che viaggiano con voi sono donne. Una tendenza?
Sì, è un dato che osserviamo ormai da diversi anni e che nel tempo è rimasto piuttosto stabile. Se guardiamo alle oltre 300mila persone partite con WeRoad, circa il 60% sono donne. Non si tratta di una tendenza momentanea, ma una costante che vediamo ripetersi nel tempo. Circa l’82% dei partecipanti dei nostri viaggi parte da single, quindi senza conoscere già qualcuno nel gruppo. La percentuale aumenta tra le donne, arrivando all’88%.
 

Cosa racconta questa tendenza?
All’inizio questo dato ci aveva sorpreso un po’, poi abbiamo capito che indica qualcosa di più ampio: il modo in cui stanno cambiando le abitudini di viaggio e il rapporto delle persone, in particolare le donne, con il tempo libero. Sempre più donne scelgono di non aspettare più il momento perfetto o il gruppo perfetto per partire. Il viaggio di gruppo diventa un modo per partire in autonomia ma vivere comunque un’esperienza condivisa.
 

Quali sono le motivazioni principali che spingono le persone a viaggiare in gruppo?
Si ha voglia di viaggiare, ma non sempre si ha qualcuno con cui farlo. E organizzare un viaggio con gli amici oggi è più difficile di quanto sembri: ognuno di noi ha ferie diverse, stili di viaggio diversi, spesso si trova anche in fasi della vita diverse. Molte viaggiatrici arrivano a un certo punto in cui pensano: “Ok, questo viaggio lo voglio fare comunque”. Il viaggio di gruppo permette proprio questo: partire lo stesso, ma in un contesto sociale dove puoi conoscere persone nuove e vivere esperienze insieme a una quindicina di persone.
 

Questa maggioranza femminile forte racconta (anche) un cambiamento nel modo in cui le donne vivono l’indipendenza?
Sicuramente. Abbiamo osservato che le donne sono molto più intraprendenti degli uomini quando si tratta di viaggi. Allo stesso tempo, per molte donne il solo travel è anche una forma molto concreta di indipendenza: significa poter scegliere in autonomia, muoversi liberamente e uscire da schemi più tradizionali. Non è però una ricerca di isolamento, quanto piuttosto di equilibrio tra libertà e sicurezza. Secondo il nostro osservatorio interno, il tema della sicurezza è cruciale per le donne. E viaggiare con noi significa sì partire da sole, ma non stare mai da sole.
 

Quanto impatta il tema sicurezza per le donne?
È sicuramente uno dei fattori che emergono spesso nelle conversazioni con le viaggiatrici. Sapere che si viaggia con un gruppo e con una persona che coordina il viaggio rende l’esperienza più serena e semplice da affrontare. In generale, diversi studi sul turismo mostrano che molte donne si sentono più sicure e più confidenti quando affrontano esperienze nuove all’interno di un gruppo. Detto questo, la sicurezza non è l’unico motivo.
 

Quali altre ragioni avete individuato?
Spesso la scelta nasce anche dalla voglia di fare nuove esperienze, conoscere persone nuove e vivere qualcosa di diverso dalla routine quotidiana. C’è poi un secondo livello molto forte: quando si viaggia da soli in gruppo, le persone dicono di sentirsi più sicure di sé, più aperte a nuove esperienze, meno sole e più connesse, oltre a provare un senso di appartenenza che spesso manca nella vita di tutti i giorni. Questo, per le donne, è particolarmente rilevante, perché il solo travel mette insieme due elementi che raramente convivono nella vita quotidiana: indipendenza e rassicurazione.

Le donne sono più inclini a esperienze di socialità con sconosciuti?
Non parlerei di una differenza netta tra uomini e donne. Piuttosto, quello che vediamo è che il viaggio di gruppo rende molto più naturale una cosa che nella vita quotidiana spesso è difficile: entrare in relazione con persone nuove. Il contesto aiuta, perché si condivide fin da subito un’esperienza, un ritmo e un obiettivo comune. Questo crea legami in modo molto spontaneo. Più che una questione di genere, ci sembra quindi una questione di format: quando si crea il contesto giusto, conoscersi e fare amicizia diventa qualcosa di molto naturale. Detto questo, vediamo che questo tipo di contesto viene intercettato in modo particolarmente forte da molte donne, che cercano proprio questo tipo di esperienza.

Avete notato differenze nelle destinazioni scelte tra uomini e donne?
In generale no, non osserviamo differenze particolarmente marcate nelle destinazioni scelte. Quello che conta di più è il tipo di esperienza che le persone cercano: c’è chi preferisce viaggi più avventurosi, chi esperienze culturali o naturalistiche, e chi invece mete più di relax. Preferenze che riflettono interessi personali, curiosità e il tipo di viaggio che una persona ha voglia di vivere in quel momento.
 

Qual è l’età media dei viaggiatori e viaggiatrici che scelgono di viaggiare con WeRoad? 
La maggior parte delle persone che viaggia con noi ha un’età tra i 25 e i 40 anni. All’inizio ci eravamo rivolti soprattutto a una fascia molto precisa, tra i 25 e i 35 anni. Poi ci siamo resi conto abbastanza presto che lo stesso bisogno esisteva anche per persone un po’ più grandi, e per questo abbiamo creato anche la fascia 35+. Queste due sono le principali fasce di età dei nostri viaggi, e valgono allo stesso modo sia per donne che per uomini. La logica, però, non è tanto anagrafica quanto sociale: cerchiamo di mettere insieme persone che si trovano in fasi di vita simili, con un background e riferimenti generazionali vicini, perché questo facilita molto la creazione di connessioni durante il viaggio.
 

Anche le coordinatrici WeRoad sono a maggioranza donne: il 56%.
Sì, ed è un dato che racconta bene come si sia evoluto il ruolo del coordinatore. In WeRoad il coordinatore è un po’ come quell’amico organizzato che tutti abbiamo nel gruppo: quello che ama tenere tutto sotto controllo, proporre attività, far conoscere le persone tra loro e assicurarsi che l’esperienza funzioni per tutti. È un ruolo che richiede presenza, capacità di ascolto, gestione del gruppo e molta energia relazionale. Probabilmente questo spiega perché tante donne si riconoscano in questo tipo di esperienza e scelgano di viverla anche da coordinatrici.

Qual è l’età media delle donne che scelgono di viaggiare con WeRoad? E degli uomini?
La maggior parte delle persone che viaggia con WeRoad ha un’età tra i 25 e i 40 anni. All’inizio ci eravamo rivolti soprattutto a una fascia molto precisa, tra i 25 e i 35 anni. Poi ci siamo resi conto abbastanza presto che lo stesso bisogno esisteva anche per persone un po’ più grandi, e per questo abbiamo creato anche la fascia 35+. Queste due sono le principali fasce di età dei nostri viaggi, e valgono allo stesso modo sia per donne che per uomini. La logica, però, non è tanto anagrafica quanto sociale: cerchiamo di mettere insieme persone che si trovano in fasi di vita simili, con un background e riferimenti generazionali vicini, perché questo facilita molto la creazione di connessioni durante il viaggio. In fondo molte persone arrivano a WeRoad per lo stesso motivo: hanno voglia di viaggiare ma trovano sempre più difficile organizzarsi con il proprio giro di amici, tra ferie diverse, ritmi di vita differenti o semplicemente interessi di viaggio non allineati.
 

Quali sono le motivazioni principali che spingono le persone a viaggiare con voi?
Ce ne sono diverse, ma la prima è molto semplice: organizzare un viaggio con gli amici è sempre più complicato. Il viaggio di gruppo permette quindi di non rinunciare a partire. Scegli una destinazione, scegli una data e parti. Ma negli ultimi anni vediamo anche un’altra motivazione molto forte: la voglia di uscire dalla routine e fare esperienze vere, non solo visitare un posto. Sempre più persone cercano esperienze che permettano di conoscere culture diverse, fare attività nuove e condividere momenti con altre persone. Il viaggio diventa quasi una pausa dalla vita quotidiana, ma anche un modo per ricaricarsi e tornare con nuove idee, nuove amicizie e nuove prospettive.

Anche le coordinatrici WeRoad sono a maggioranza donne: il 56%.
È un dato che racconta bene come si sia evoluto il ruolo del coordinatore. In WeRoad il coordinatore è un po’ come quell’amico organizzato che tutti abbiamo nel gruppo: quello che ama tenere tutto sotto controllo, proporre attività, far conoscere le persone tra loro e assicurarsi che l’esperienza funzioni per tutti. È un ruolo che richiede presenza, capacità di ascolto, gestione del gruppo e molta energia relazionale. Probabilmente questo spiega perché tante donne si riconoscano in questo tipo di esperienza e scelgano di viverla anche da coordinatrici.

Approfondimento

Donne in viaggio, le Queen-Agers rivoluzionano il turismo mondiale

Lifestyle: I più letti