Carnevale a Milano, ecco perché nel rito ambrosiano la ricorrenza inizia dopo

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La differenza deriva dal modo in cui il rito ambrosiano e quello romano calcolano l'inizio della Quaresima. Questa particolarità liturgica affonda le radici nella tradizione di Sant'Ambrogio e nel desiderio storico di non digiunare mai di domenica

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Il Carnevale milanese si distingue nel panorama nazionale per l'unicità del rito ambrosiano, una tradizione che sposta la fine dei festeggiamenti di quattro giorni rispetto alla consuetudine italiana. Mentre nel resto del Paese la festa si chiude con il Martedì Grasso, a Milano si prosegue fino al sabato successivo, una differenza che affonda le radici in un diverso calcolo liturgico della Quaresima.

I due riti a confronto 

Nel rito romano, il Carnevale inizia ufficialmente con il Giovedì Grasso (12 febbraio 2026) e si conclude il Martedì Grasso (17 febbraio). Il giorno successivo, il Mercoledì delle Ceneri, segna l'avvio della Quaresima.

Al contrario, il rito ambrosiano posticipa l'inizio alla domenica successiva. Questa discrepanza non è un semplice vezzo locale, ma una precisa scelta liturgica e storica difesa dalla Diocesi di Milano, che preserva consuetudini antiche risalenti all'epoca successiva a Sant'Ambrogio (vescovo e patrono della città tra il 374 e il 397).

Dove si festeggia il Carnevale Ambrosiano 

Il rito ambrosiano non riguarda solo il capoluogo, ma coinvolge circa mille parrocchie. La sua influenza si estende nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lecco; nella maggior parte del territorio di Varese e Como; in alcune zone delle diocesi di Bergamo, Lodi, Novara e Pavia; in diverse aree del Canton Ticino, in Svizzera. Non si tratta di una liturgia contrapposta a quella di Roma, ma di una variante locale che integra elementi di diverse tradizioni latine.

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L'origine dell'usanza milanese

Il prolungamento del Carnevale nasce dal desiderio di conciliare la festa con il precetto di non digiunare mai nel "giorno del Signore" (la domenica). Seguendo gli insegnamenti di Sant’Ambrogio, i milanesi scelsero di non far coincidere il "saluto alla carne" (da cui il termine carnevale) con la prima domenica di Quaresima, estendendo i festeggiamenti fino alla notte tra la domenica e il lunedì.

Questa "Domenica Grassa" è documentata nei secoli e non sono mancati, nel corso della storia, tentativi di regolarne gli eccessi. Già alla fine del Quattrocento, sotto il governo di Ludovico il Moro, le autorità civiche dovettero intervenire per limitare gli abusi e i disordini che accompagnavano questi giorni di libertà prolungata.

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