Harley Quinn, 30 anni di cambiamenti ed evoluzione

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Gabriele Lippi

Nata come spalla e interesse amoroso (tossico) del Joker nel settembre del 1992, Harleen Quinzel è diventata presto popolare e ha seguito un percorso di emancipazione, diventando un'icona LGBT

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In principio fu un cartone animato, e la mente geniale di due grandi autori. Vestita da giullare, in una tuta attillata rossa e nera che non ci avrebbe messo molto a diventare iconica, Harley Quinn faceva il suo esordio nella serie animata Batman di Paul Dini e Bruce Timm l’11 settembre del 1992, un personaggio di contorno, sidekick e spalla comica del Joker, alter ego in versione villain di ciò che Robin è per Batman. E, ça va sans dire, interesse amoroso del Principe pagliaccio del crimine. Sono passati 30 anni da allora e Harley è probabilmente il personaggio di Gotham City che ha avuto l’evoluzione più interessante e spettacolare, tanto in termini di caratterizzazione quanto in termini di popolarità.

L'esordio a fumetti in Amore Folle

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Un anno e mezzo dopo l’esordio animato nell’episodio Un piccolo favore, Harleen Frances Quinzel debuttò anche su carta, ancora una volta grazie alla penna e alle matite di Dini e Timm, nella storia a fumetti Amore Folle (Mad Love), oggi considerata un classico del genere supereroistico. Ed è qui che scopriamo qualcosa in più di lei: psichiatra, Harley ha conosciuto il Joker lavorando coi detenuti dell’Arkham Asylum, finendo per invaghirsi di lui e perdere letteralmente il lume della ragione.

Un carisma naturale

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Background appena accennato, design e nome ispirati all’attrice Arleen Sorkin (Dini ebbe l’idea del personaggio vedendo proprio la Sorkin recitare vestita da pagliaccio in una sequenza onirico della soap Il tempo della nostra vita) e totale sottomissione al Joker furono i tratti distintivi dei suoi primi anni. Completamente soggiogata dal carisma del criminale più spietato e pazzo di Gotham, Harley agisce in modo bizzarro ma, fin da subito, si fa notare per una vena ironica diversa, più pungente. Harley, insomma, è simpatica. Anche quando uccide. E con questi presupposti non può che essere destinata a una storia diversa.

L'emancipazione di Harleen

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I panni del love interest (peraltro imbrigliata in una relazione altamente tossica, fatta di violenze fisiche e psicologiche, di botte e manipolazioni) cominciano a starle stretti, Jim Lee arriva a definirla il quarto pilastro della DC Comics subito dietro la triade composta da Batman, Superman e Wonder Woman, e Harleen comincia ad avere un’identità propria sempre più definita e via via sempre più distante dal Joker. Impossibile da imbrigliare dentro le categorie, Harley sfonda la barriera tra buoni e cattivi, camminando spesso sulla linea di demarcazione tra bene e male, si scopre presto bisessuale, finisce per innamorarsi perdutamente di Poison Ivy che la ricambia, diventa, naturalmente, icona LGBT. È capace di uccidere senza alcun rimorso ma dimostra anche di saper provare pietà.

Un personaggio dai molti volti

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Negli anni l’abbiamo vista in mille versioni, da quella originaria e cartoonesca di Dini e Timm all’ultima versione più scanzonata e sessualmente esplicita della serie animata dedicata a lei e dei fumetti a essa collegati. L’abbiamo vista allontanarsi dal Joker, riavvicinarsi a lui, emanciparsi completamente. L’abbiamo vista lavorare per la polizia e al fianco di Batman nella saga Il Cavaliere Bianco di Sean Murphy e comporre uno straordinario team up con Poison Ivy e Catwoman in Le Sirene di Gotham City. Ne abbiamo poi riapprezzato l’origin story ripensata in forma più matura e complessa in Harleen di Stjepan Šejic.

La versione cinematografica

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Naturalmente l’abbiamo vista al cinema, interpretata da Margot Robbie, esordire e tenere a galla col suo carisma un film decisamente traballante come il primo Suicide Squad, tanto di valersi una riconferma a furor di popolo di altri due lungometraggi: Birds of Prey e la Fantasmagorica Rinascita di Harley Quinn e The Suicide Squad – Missione Suicida. E la vedremo ancora, col volto di Lady Gaga nel sequel del Joker di Todd Phillips, cambiare forma e look senza perdere mai quella leggerezza e quel senso dell’umorismo che ne hanno fatto un caposaldo della cultura pop. Tutto questo, in appena 30 anni.

Letture consigliate

Paul Dini e Bruce Timm, Amore Folle, Panini Comics (144 pagine, 19 euro)
Stjepan Šejic, Harleen, Panini Comics (208 pagine, 26 euro)
AA VV, Birds of Prey Collection: Harley Quinn e le Sirene di Gotham City (RW Lion, due volumi da 33,50 euro e 32,95 euro)
Sean Murphy e Matteo Scalera, Batman Cavaliere Bianco presenta: Harley Quinn, Panini Comics (168 pagine, 19 euro)
AA VV, Il Grande Libro di Harley Quinn, Panini Comics (384 pagine, 25 euro)
Mariko Tamaki e Steve Pugh, Harley Quinn. Gotham Arrivo!, Il Castoro (200 pagine, 16,50 euro)
Tee Franklin e Max Sarin, Harley Quinn, la serie animata. Il Tour “Mangia. Frega! Ammazza.”, Panini Comics, 144 pagine, 17 euro)

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