Annihilator, l'edizione definitiva del fumetto Grant Morrison

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Gabriele Lippi

La miniserie in sei capitoli dell'autore scozzese torna in una edizione cartonata con un formato che ne valorizza l'impatto visivo affidato ai disegni di Frazer Irving

In oltre 40 anni di carriera, Grant Morrison è stato capace di affermarsi come uno degli autori più eccentrici ed eclettici del fumetto mainstream anglosassone. Annihilator, mini-serie di sei numeri pubblicata tra il 2014 e il 2015 da Legendary Comics e approdata in Italia nel 2015, non fa eccezione. La storia di Ray Spass (si legge Speis, come spazio, è lo stesso protagonista a dirlo e non è un caso) e di Max Nomax è un’opera di fantascienza capace di essere surreale e allo stesso tempo estremamente realistico nel raccontare il dramma di un uomo e dell’umanità tutta, potenziata dai brillanti disegni di Frazer Irving.

Annihilator
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Una nuova edizione in volume unico

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Recentemente ristampata e distribuita da Saldapress in un elegante volume unico cartonato che ne valorizza il potenziale, Annihilator sfrutta quella che solo apparentemente è una struttura narrativa a matrioska, con la storia di Max Nomax che si sviluppa all’interno di quella di Ray Spass, sceneggiatore hollywoodiano precipitato nella perdizione e nella depressione, alle prese con la scrittura del film che dovrebbe riportarlo sulla cresta dell’onda dopo un paio di sfavillanti successi, fino a quando i due piani narrativi si fondono del tutto.

Annihilator
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Due piani narrativi che si uniscono e confondono

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Eppure si fa fatica, almeno per i primi libri, a capire se ciò che leggiamo sia vero (si fa per dire) o frutto delle allucinazioni procurate a Spass da un cancro al cervello allo stadio terminale. Difficile anche capire chi sia il vero protagonista, se lo sceneggiatore rovinato dagli abusi o Max, il più grande artista/criminale/latitante di una galassia dominata dalla divinità tecnologica Vada, un universo in cui tutti stanno bene e sono felici meno lui.

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Un antieroe ribelle e anticonformista

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Alla disperata caccia del libero arbitrio e dell’affermazione personale, Max commette il più grave dei crimini e si ritrova imprigionato in una stazione orbitante intorno a un buco nero, riesce a evadere per proseguire la sua ricerca della cura contro la morte, e in un atto di sfida estrema alla divinità suprema, finisce persino per creare il nostro universo, così sporco, imperfetto, pieno di dolore: in una parola, bellissimo.

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Una storia, tanti temi

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Nelle 224 pagine di Annihilator (Saldapress, 24,90 euro), Morrison sembra aver voluto racchiudere alcuni tra i più grandi temi che affliggono l’umanità. La sofferenza, la morte, il senso di una vita disseminata di dolore, la ribellione alle imposizioni sociali, la capacità di auto affermarsi. In una storia che non ha eroi ma che all’universo supereroistico deve parecchio, sembra affermarsi, alla fine, la vita. In tutta la sua affascinante imperfezione.

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