Buzzkill, un geniale fumetto tra supereroi e dipendenze

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Gabriele Lippi

Saldapress

Un libro autoconclusivo diviso in quattro capitoli racconta le avventure di Ruben, che ottiene i suoi superpoteri da alcol e altre sostanze, e che sta cercando di smettere: di bere, drogarsi e combattere i cattivi. Un piccolo gioiello portato in Italia da Saldapress

Ruben è un alcolista anonimo. Solo che non si chiama Ruben e non è nemmeno un alcolista. O meglio, è convinto di non esserlo. Perché quando beve, o assume qualsiasi altra sostanza che vada dalla caffeina in su, ottiene dei superpoteri che gli permettono di sfidare il crimine. Non il morso di un ragno, non l’esposizione alle radiazioni di rifiuti tossici, non un qualche siero progettato dal Pentagono. No, l’eroe di Buzzkill, il fumetto di Donny Cates, Mark Reznicek, Geoof Shaw e Lauren Affe, è un tossicodipendente alcolizzato che sta cercando di venirne fuori. Dall’alcol, dalla droga e dai superpoteri.

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Tra supereroi e dipendenze

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Buzzkill - Il potere dell'ebbrezza arriva in Italia oggi, 1 aprile, edito da Saldapress (108 pagine, 19,90 euro) sull’onda dello straordinario successo ottenuto in America. Ed è qualcosa di così originale e rivoluzionario da aver spinto Mark Waid, autore tra le altre cose di indimenticabili run di Flash e Captain America e del capolavoro della DC Comics Kingdom Come, a dire: “Vorrei averci pensato io”. Che cosa è Buzzkill, forse una storia di supereroi, forse un graphic novel d’autore sulle dipendenze, forse un po’ entrambi e un po’ nessuno dei due. Buzzkill è Buzzkill, tagliente e profondo, violento e spietato, eppure allo stesso tempo delicato e dolce.

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Un supereroe che non vuole esserlo

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La storia di Ruben è quella di un supereroe che non voleva esserlo e suo malgrado ci si è ritrovato, di un uomo con più superproblemi che superpoteri, di un ragazzo segnato da una tragedia personale che per colpa delle sue grandi responsabilità finisce per perdere l’unica persona al mondo che lo faccia sentire migliore; e che fa di tutto per provare a ritrovarla. Quando lo vedi fare a botte non capisci mai se ne abbia davvero voglia o no, se ci provi gusto o piuttosto ribrezzo. Ed è difficile, nella storia, capire quale sia il confine tra il bene e il male, se è vero che ciò che dovrebbe essere bene deriva dal male e nel male, spesso, va a terminare.

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Scrittura e disegni di primissimo livello

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La scrittura di Cates e Reznicek è brillante e riesce a costruire anche un supporting cast dalla caratterizzazione eccellente. In particolar modo, accanto al protagonista, emerge la figura di Doctor Blacq, con la q non con la k, sponsor di Ruben e supereroe che appare come un Doctor Strange costantemente alticcio, capace di distorcere lo spaziotempo senza prendersi mai troppo sul serio nel suo compito di guidare il protagonista attraverso i celebri dodici passi per uscire dalla dipendenza. Se proprio gli si dovesse trovare un difetto, Buzzkill è troppo breve, un centinaio di pagine che scorrono rapidissime, anche grazie all’arte visiva di Geoff Shaw, capace di catturare lo spirito della storia con i suoi disegni crudi e pulp. E quando arrivi alla fine, ti verrebbe voglia di sfogliarne un’altra pagina, ma purtroppo non ce ne sono più.

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