Funzioni It e marketing interessate da digital transformation

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White paper di Mylia, società di The Adecco Group 

Si intitola 'Digital transformation nei financial services: il valore delle soft skill' il white paper di Mylia, società di The Adecco Group specializzata in sviluppo e formazione per individui e aziende, che offre una fotografia del coinvolgimento attuale degli operatori del settore bancario, finanziario e assicurativo italiano nel contesto della digital transformation, con l’obiettivo di tracciare possibili strade di sviluppo e crescita.

 

Lo studio, condotto da Mylia in partnership con Assofintech e sotto la direzione scientifica di Cosimo Accoto, research affiliate al Mitdi Boston, esplora e confronta la percezione dell’impatto, in termini di opportunità e complessità, della trasformazione digitale nelle funzioni aziendali dedicate alle aree digital, innovation, It e Hr di aziende che operano nel settore finanziario. Ne emerge una differenza importante: mentre le prime tre funzioni si presentano come attori protagonisti del cambiamento, gli Hr sembrano in affanno e lasciano scorgere il rischio di uno scollamento e isolamento in questo particolare momento storico. 

 

Nel dettaglio, la funzione delle risorse umane risulta essere quella più in ritardo, indicata come in trasformazione solo dal 4% dei rispondenti. Come prevedibile, la funzione che ha maggiormente abbracciato il cambiamento è invece l’information technology, con il 30% delle preferenze, seguita dal marketing (20%) e dalle operations (12%). più indietro in classifica il legal e le vendite, con un 10,5% per parte, e il finance e la ricerca e sviluppo, anche loro appaiate al 6% delle preferenze.

 

 

Lo scollamento tra le diverse funzioni risulta evidente anche nella testimonianza del 66% degli intervistati, che racconta di non riuscire a mettere a fuoco quanto sta accadendo nel resto dell’organizzazione, di non conoscere progetti e sperimentazioni realizzati o in corso di attuazione. All’interno di questa cornice, i ruoli manageriali risultano essere quelli con le maggiori difficoltà di adattamento alla rivoluzione digitale. I capi vengono descritti dal 30% dei rispondenti come le figure che avvertono maggiormente la paura del cambiamento, condizionati dall’ombra dello status, caratterizzati dall’abitudine al controllo e rassicurati dalle strutture organizzative tradizionali. 

 

Il commento Roberto Pancaldi

 

"La vera chiave di successo - ha commentato Roberto Pancaldi, managing director di Mylia - della trasformazione digitale non è la tecnologia, ma l’uomo che la usa e ne massimizza il valore e all’interno dei contesti organizzativi e nel settore finanziario questa consapevolezza oggi non risulta spinta all’azione. Ciò che rischia di mancare è quell’impulso concreto verso la progettualità che consente di guadagnare terreno rispetto ad altri settori che già vivono la digitalizzazione come uno stato di normalità". 

 

"Ecco perché - ha sottolineato - dallo studio che abbiamo condotto emerge che il settore finanziario nei prossimi anni dovrà lavorare sulla formazione che ribalti gli schemi tradizionali dell’apprendimento e che diventi parte integrante della quotidianità lavorativa".

 

 

In questo contesto, il tema delle competenze diventa fondamentale. Mentre quelle tecniche e digitali vanno incontro a un livello di specializzazione sempre più specifico, portando alla creazione di nuovi ruoli operativi e manageriali, le competenze soft e trasversali acquistano un ruolo di maggiore importanza nella risposta alla costante e continua evoluzione tecnologica, privilegiando la capacità di essere più che di fare. 

 

Il commento di Fabio Allegreni

 

"La tecnologia - osserva Fabio Allegreni, segretario generale di Assofintech - applicata al settore finanziario non è più uno strumento utile solo per semplificare o rendere più fruibili i servizi tradizionalmente offerti, ma è diventata il motore per modificarli radicalmente o crearne di totalmente nuovi. Per questo mentre fino a poco tempo fa era accettabile che la spinta al cambiamento tecnologico provenisse soprattutto dall’area tecnica, ora diventa indispensabile che tutte le funzioni aziendali presentino skill in grado di comprendere e governare l’impatto potenziale della tecnologia".

 

Tra le soft skill, risultano cruciali quelle che Mylia chiama 'inner skill', capacità e abilità più inerenti alle caratteristiche e attitudini personali, come la curiosità e l’adattabilità. Dallo studio emerge, infatti, che le competenze fondamentali per affrontare la complessità nel contesto attuale sono learning agility (per 57,5% degli intervistati), elasticità/apertura mentale (52,5%), flessibilità (32,5%) e spirito d’iniziativa (25%).

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