Gin, i 10 cocktail celebri fatti con questo distillato

Spettacolo

Stefania Leo

Il Negroni secondo il mixologist Rama Redzepi (credits: Rama Redzepi)

Trasparente e profumatissimo, questo superalcolico vanta una lunga storia e sta vivendo un glorioso revival. Ecco i drink che lo esaltano

Il gin è vivo e profuma più che mai. Questo superalcolico secco, ottenuto dalla distillazione di bacche di Ginepro, sta infatti vivendo una seconda giovinezza. È la base per molti, celebri cocktail noti in tutto il mondo, che stanno tornando prepotentemente nelle drink list dei barman. In un'estate in cui il gin sarà tra i must del bicchiere al bar, ecco i 10 cocktail celebri realizzati con questo distillato.

Breve storia del gin

Il gin è un distillato secco che sfrutta gli aromi delle bacche di ginepro, attraverso l'infusione con l'alcool. A questa miscela iniziale si aggiungono i cosiddetti botanicals, erbe aromatiche che vanno ad impreziosire il distillato. La sua gradazione alcolica si aggira intorno ai 37,5% Vol. Il gin si diffuse nell'Inghilterra di fine Settecento ad opera di Guglielmo d'Orange. Il re inglese impose un divieto di importazione per i distillati stranieri e favorì quella del gin dall'Olanda, sua patria d'origine. La sua economicità lo rese diffusissimo soprattutto tra le classi sociali meno abbienti. A metà del Settecento il gin fu vietato a causa del degrado sociale collegato al suo uso. Tuttavia si continuò a produrne clandestinamente: fu l'epoca dei bathtub gin, letteralmente gin da vasca da bagno. Ancora oggi alcuni distillatori avventurosi utilizzano questo metodo.

Gin Tonic

Quando si imparò a gestire la voglia di gin, quelli che oggi sono chiamati mixologist iniziarono a mettere a punto cocktail gustosi e dalla forte presa sul pubblico. Alcuni drink però nacquero per caso, come il Gin Tonic. A crearlo fu il medico olandese Franciscus de le Boë Sylvius, che usò il gin per rendere più gradevole il chinino, rimedio usato contro la malaria. A perfezionare il cocktail, nel 1783 con dell'acqua tonica, fu Johann Jacob Schweppe. Come si prepara: si prendono 4 cl di gin, 10 cl di acqua tonica, una fetta di limone, ghiaccio; tutti gli ingredienti vanno miscelati direttamente nel bicchiere.

Negroni

Cocktail nato per l'irresistibile voglia di gin di un conte avventuriero, il Negroni muove i suoi passi partendo dall'Americano. Camillo Negroni infatti chiese al suo barman di fiducia del Caffè Casoni di Firenze, di aggiungere a vermouth rosso e bitter Campari (ingredienti di base dell'Americano) una spruzzata di gin al posto del seltz. Nel 2019 si celebra il centenario di questo cocktail e numerosi mixologist ne hanno studiato diverse varianti. Ad esempio, Mattia Pastoria ha creato il Negroni del Professore, servito sotto una campana di vetro e immerso in un'affumicatura di caffè tostato. Rama Redzepi ha voluto esaltare al massimo gli aromi del Negroni, servendo il drink in un bicchiere molto particolare. Il New York Times lo preferisce all'Aperol Spritz e secondo Good Food di Bbc bisogna berne tre prima di imparare ad amarlo. Come si prepara: basta prendere 3 cl di gin, 3 cl di bitter Campari, 3 cl di vermouth rosso, una fetta d'arancia.

Angelo Azzurro

Negli anni Novanta era il re delle discoteche. Oggi l'Angelo Azzurro sembra un po' caduto nel dimenticatoio, forse a causa della sua alta gradazione alcolica (19% Vol.) e del suo apporto calorico, pari a circa 205 kcal. In un momento storico in cui vanno di moda i Low ABV cocktail (cocktail a bassa gradazione alcolica), l'Angelo Azzurro sembra decisamente out. Ma i suoi colori lo rendono ancora molto attraente (e instagrammabile, altro trend consolidato). Come si prepara: occorrono 4 cl di gin, 2 cl di Triple sec, una spruzzata di Blue Curaçao e 1 cl di succo di limone.

French '75

Nel French '75 il "rozzo" gin si incontra con il "raffinato" champagne, che fa entrare questo cocktail di diritto nella categoria degli "sparkling" drink (drink frizzanti). A inventarlo fu Harry MacElhone, proprietario dell'Harry's American Bar di Parigi. Deve il suo nome a dei cannoni francesi usati durante la prima guerra mondiale. La sua composizione lo rende un cocktail ideale per l'aperitivo. Come si prepara: miscela 3 cl di gin, 1,5 cl di succo fresco di limone, un cucchiaino di zucchero o sciroppo, 6 cl di champagne.

White Lady

Conosciuto anche come Delilah o Lilllian Forever, è molto simile al Sidecar. La principale differenza sta nell'uso del gin al posto del Cognac. Le origini di questo cocktail sono contese. La prima traccia è stata rinvenuta nel Savoy Cocktail Book di Harry Craddock, ma i conoscitori della materia fanno risalire il drink alle sapienti mani di Harry MacElhone, che lo avrebbe creato nel 1919. Come si prepara: occorrono 4 cl di gin, 3 cl di Triple sec e 2 cl di succo di limone appena spremuto.

Dry Martini

Il Dry Martini è il cocktail perfetto per ogni occasione. La sua nota distintiva è il sapore secco ma anche il freddo necessario per prepararlo. Infatti, gli ingredienti vanno aggiunti nel mixing glass pieno di ghiaccio. Si mescola finché il vetro non si appanna. Poi si serve in una coppetta appena tirata fuori dal freezer. Come si prepara: occorrono 6 cl di gin e 1 cl di vermouth dry da versare sul ghiaccio; il risultato finale andrà guarnito con della scorza di limone.

Gimlet

Questo cocktail prende il suo nome dal suo creatore, il dottor Thomas Gimelette. Agli inizi del Novecento il medico scoprì che allungare la razione di gin dei marinai della Royal Navy con del succo di lime, aiutava a prevenire lo scorbuto, patologia legata alla carenza di vitamina C. Come si prepara: basta shakerare 6 cl di gin, 1,5 cl di succo di lime e 1,5 cl di sciroppo di zucchero; il tutto va versato in un bicchiere, ma senza ghiaccio.

Tom Collins

Per preparare questo cocktail si usa l'Old Tom Gin, distillato inglese addolcito con una piccola quantità di sciroppo di zucchero. A causa del suo potere energetico, questo tipo di gin divenne molto popolare nell'Inghilterra del Settecento. Questo cocktail fu creato dai fratelli Tom e John Collins. Come si prepara: si parte direttamente dal bicchiere, versando 4,5 cl di dry gin, 3 cl di succo di limone, 1,5 cl di sciroppo di zucchero, il tutto rabboccato con del seltz; come garnish, vanno usate una fetta di limone sul bordo del bicchiere e una ciliegina al maraschino adagiata all'interno.

Fogcutter

Il Fogcutter (letteralmente, il tagliatore di nebbia) è un cocktail che mette insieme tre parti alcoliche molto decise: il gin, il rum e il brandy. A questi ingredienti si aggiungono note fruttate di limone, arancia e mandorle. Come si prepara: si mescolano 2 cl di gin, 2 cl di brandy e 2 cl di rum, a cui si aggiungono 4 cl di succo d'arancia e 2 cl di limone appena spremuti, insieme a 1,5 cl di sciroppo di mandorla; dopo aver shakerato il tutto, aggiungere un tocco di sherry.

Aviation

Le origini di questo cocktail sono - ancora una volta - dibattute. C'è chi dice che l'Aviation sia stato creato all'inizio del Novecento, a New York, da un certo Hugo R. Ensslin. C'è chi sostiene che sia il frutto di un guizzo creativo di un barman in un circolo di ufficiali di aviazione inglesi. Qualunque sia la verità, il tocco di Maraschino mette tutti d'accordo sulla sontuosità di questo drink. Come si prepara: vanno shakerati 4,5 cl di gin, 1,5 cl di maraschino, 1,5 cl di succo fresco di limone e 1,5 cl di Crème de Violette (che dà al cocktail il suo caratteristico colore); il tutto va servito in un bicchiere di Martini ghiacciato con una ciliegina al Maraschino come garnish.

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