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Le mostre e i musei da vedere a Milano a gennaio

8' di lettura

Più “pop” o più classiche: la città offre esibizioni e rassegne per tutti i gusti e la scelta è molto ampia. Si passa dai fumetti di Tex Willer, ai dinosauri e i corpi umani; dalle “metamorfosi” di Picasso alle macchine di Leonardo

Da Caravaggio a Banksy, passando per Picasso e Da Vinci: a gennaio Milano offre a cittadini e visitatori una vasta offerta di mostre ed esibizioni. Ce n'è per tutti i gusti, da quelle più pop alle più classiche. Quindi, dopo le abbuffate delle feste, non resta che scegliere e 2assaggiare" tutta l’arte che la città mette a disposizione. Ecco una selezione di alcune mostre in programma a gennaio 2019.

Le mostre più "pop"

Si comincia con le mostre più "pop" che attraggono visitatori con contenuti o modalità di fruizione diverse dal solito. C’è tempo fino al 27 gennaio, ad esempio, per immergersi (letteralmente) nella mostra “Caravaggio. Oltre la tela”. Il pittore seicentesco rivive al Museo della Permanente grazie alla mostra che attraverso un sofisticato sistema di multi-proiezione a grandi dimensioni racconta la vita e le opere dell’artista. Stessa location, mostra diversa: il museo offre anche, per gli amanti dei fumetti e non solo, la mostra “Tex. 70 anni di un mito” che racconta come Tex Willer sia diventato un vero e proprio fenomeno per molte generazioni.

Disegni e graffiti: la collezione Ramo e Banksy

Non solo fumetti, però. “Chi ha paura del disegno?” è il titolo dell’esposizione di più di 100 opere su carta del ‘900 italiano della collezione Ramo (una delle maggiori raccolte private di opere su carta del XX secolo) esposte nella Sala degli Archivi del Museo del Novecento. Il titolo, volutamente provocatorio, ironizza sulla scarsa considerazione riservata a questa forma d’arte. E dopo fumetti e disegni, non possono mancare i graffiti. “A visual protest. The art of Banksy” è la mostra che porta al Mudec le opere di uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea. Politica, cultura, etica e satira fanno da filo conduttore del percorso, alla scoperta dell’artista la cui identità resta un mistero.

Dagli igloo ai dinosauri

Dal Mudec si passa poi al Pirelli Hangar Bicocca: lo spazio ospita la mostra “Igloos”, dedicata a Mario Merz. In 5.500 metri il progetto espositivo pone il visitatore al centro di una costellazione di oltre trenta opere di grandi dimensioni a forma di igloo, un paesaggio dal forte impatto visivo. Dal ghiaccio degli igloo all’invasione dei dinosauri: “Dinosaur invasion” è la mostra dedicata a grandi e piccini che riporta sulla Terra i giganti estinti. Un parco giurassico a grandezza naturale offre un’esperienza unica e di grande impatto: oltre 30 dinosauri sono posizionati ciascuno nel proprio ambiente, ricreato in 17 isole interamente scenografate alla Fabbrica del Vapore.

Torna Real Bodies

E dopo gli amanti del Triassico, qualcosa per gli appassionati di anatomia. Dopo il successo del 2016, è tornato a Milano “Real Bodies, oltre il corpo umano”, la mostra internazionale che presenta una rassegna di 450 elementi, tra cadaveri interi e organi umani conservati con la tecnica della plastinazione. Quest’anno, nello Spazio Ventura X, ci saranno alcune novità: una sezione dedicata a Leonardo Da Vinci, una di biomeccanica e una di anatomia comparata fra organi umani e animali e una sezione sulle discipline scientifiche che studiano come rendere immortale il corpo umano.

Il muro contro i muri: W.A.L.L.

Infine, una mostra a “cielo aperto”: è W.A.L.L. (Walls Are Love’s Limits), opera murale tra le più grandi del mondo dell’artista italiano Eron, visibile all’interno del parco pubblico di CityLife. Un paesaggio raffinato e delicato, dipinto sul muro, che nasconde altro: avvicinandosi si scopre che il disegno è ricoperto da una fitta trama di filo spinato lungo più di 1 km che nasconde una sequenza ripetuta dei nomi dei cinque continenti. Un’opera fortemente simbolica che il 12 aprile del 2020, due anni dopo la sua realizzazione, verrà abbattuta su volere dell’artista.

Il fascino del "classico"

Per chi invece ha gusti più “classici” la città offre diverse occasioni. La Pinacoteca di Brera ospita fino al 20 gennaio “Attorno a Ingres e Hayez. Sguardi diversi sulle donne di metà Ottocento”. Protagonisti di questo “dialogo fra opere” saranno il capolavoro di Francesco Hayez, “Ritratto di Teresa Manzoni Stampa Borri”, a confronto con tre importanti opere ospiti: il “Ritratto di Madame Gonse” di Jean-Auguste-Dominique Ingres, il “Ritratto di Selene Taccioli Ruga” di Francesco Hayez e il busto in gesso di Lorenzo Bartolini “Ritratto di Anna Maria Virginia Buoni Bartolini”.

Nei dintorni del Duomo: Fontana, Carrà, Picasso e Sarfatti

A cinquant’anni dalla sua scomparsa, la Veneranda Fabbrica del Duomo rende invece omaggio a Lucio Fontana, l’artista italo-argentino noto al grande pubblico per i suoi “tagli”. Fino al 27 gennaio la mostra “Arte novissima” racconta la sua attività per la Cattedrale ambrosiana. Lì vicino, a Palazzo Reale, due mostre dedicate a due grandi artisti del passato: Carlo Carrà che rivive con le sue circa 130 opere riunite ed esposte e Pablo Picasso con la mostra “Metamorfosi”, dedicata al rapporto multiforme che il genio spagnolo ha sviluppato con il mito e l’antichità. Si resta in zona, al Museo del Novecento, per “Segni, colori e luci a Milano”, progetto espositivo dedicato a Margherita Sarfatti, scrittrice, giornalista, critica d’arte e promotrice della cultura italiana del XX secolo.

Il primitivismo di Klee e il Romanticismo italiano

Ci si sposta invece al Mudec per ammirare un’ampia selezione di opere di Paul Klee sul tema del “primitivismo”, dal titolo “Alle origini dell’arte”. Le sezioni in cui è suddivisa la mostra raccontano il suo processo di formazione artistica. Dalla caricatura al periodo in cui Klee si definisce anche “illustratore cosmico”, fino a un primitivismo di tipo “epigrafico”, la cui sezione di riferimento è intitolata “Alfabeti e geroglifiche d’invenzione”. Per gli amanti del Romanticismo, poi, c’è l’esposizione omonima al movimento. Alle Galleria d’Italia e al Museo Poldi Pezzoli, infatti, si può visitare la prima mostra mai realizzata sul contributo italiano al Romanticismo. In mostra, i dipinti dei maggiori interpreti della pittura romantica: da Francesco Hayez, a Giuseppe Molteni, passando per alcuni grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia. Prevista anche una variegata rassegna cinematografica legata alla mostra.

La storia della Scala e quella di Leonardo

Al Museo Teatrale alla Scala è visitabile, invece, la mostra dedicata ai 240 anni di storia architettonica del Teatro. “La Magnifica Fabbrica” è il racconto di una struttura che fin dalla sua nascita è stata specchio della città e delle sue trasformazioni. Infine, il nostro giro si chiude con uno dei tanti appuntamenti che la città dedica a Leonardo Da Vinci, nel cinquecentenario della sua morte. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia che porta il nome del genio rinascimentale ritorna alle sue origini esponendo in modo evocativo le due collezioni con cui ha aperto al pubblico il 15 febbraio 1953. La mostra temporanea “Leonardo da Vinci Parade” mette in scena una ricca selezione degli spettacolari modelli realizzati negli anni ’50 interpretando i disegni di Leonardo e affreschi di pittori lombardi del XVI secolo.

L’ottava arte

Non mancano poi mostre ed esposizioni per gli amanti della cosiddetta “ottava arte”, la fotografia. Entro il 20 gennaio è possibile visitare alla Triennale il progetto fotografico “Ti Porto in Prigione: In Transito. un Porto a San Vittore”, che documenta la vita, le attività e le speranze di circa sessanta detenuti con problemi di dipendenza che intraprendono un percorso terapeutico alla Nave, il reparto a trattamento avanzato della Casa Circondariale di Milano. Dagli esseri umani si passa agli animali, nella mostra dedicata al grande fotografo americano Steve McCurry. Al Mudec, “Animals” mette in scena 60 scatti iconici, tra famosi e meno conosciuti che raccontano al visitatore le storie di vita quotidiana che legano indissolubilmente l’animale all’uomo e viceversa. In occasione della ricorrenza della firma alle Nazione Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, avvenuta il 10 dicembre del 1948, la Casa di Vetro di Milano ha invece aperto al pubblico l’esposizione fotografica "Human Rights. La storia dell’ONU (e del mondo) nelle più belle immagini della United Nations Photo Library”. Rivolta al grande pubblico e alle scuole, “Human Rights” si compone di circa 60 immagini e sarà aperta fino al 22 giugno. Dedicata a un protagonista del secolo scorso è invece la mostra “Kennedy Confidential”, all’Institut français presso il Palazzo delle Stelline. L’obiettivo del curatore è quello di raccontare episodi, aneddoti e curiosità sulla vita privata dell’unica royal family degli Stati Uniti d’America e permettere al pubblico di percepire attraverso 200 fotografie la complicità che alimentava la storia d’amore tra John e Jackie. Infine, un appuntamento dedicato al cinema: “Milano e il Cinema” è una mostra che, nelle sale di Palazzo Morando, analizza il rapporto tra il capoluogo lombardo e il mondo della settima arte, attraverso l’esposizione di fotografie, manifesti, locandine, contributi video e memorabilia.

Data ultima modifica 01 gennaio 2019 ore 11:40

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