Recovery Plan Italia, tanti nodi da sciogliere

Economia

Simone Spina

Al Piano per la Ripresa serve il via libera del Parlamento e quello dell'Europa. Una serie di passi che potrebbero modificare il documento col quale si delinea la spesa dei fondi comunitari contro la crisi causata dalla pandemia

La partita del Recovery Plan è tutta da giocare. Dopo il disco verde in Consiglio dei ministri, serve l’approvazione del Parlamento, dove si discuterà anche di uno dei punti ancora da definire: quello della governance, cioè la struttura che dovrà realizzarlo.

Il primo esame di Bruxelles, poi, ci dirà quali modifiche sono necessarie prima di scandire i singoli progetti. E nel mirino potrebbero esserci le riforme, con in testa quella della giustizia che rallenta spesso l’economia.

Ma vediamo cosa prevede il documento col quale l’Esecutivo descrive come spendere nel 2021-2026 gli aiuti europei contro la crisi causata dalla pandemia, con l'obiettivo di dare una spinta del 3% al prodotto interno lordo. 

approfondimento

La corsa degli Stati europei verso il Recovery Fund

Il Piano per la ripresa è articolato su più livelli. Il suo cuore è rappresentato dai 211 miliardi (210,9 per l'esattezza) del Recovery Fund, quattrini che devono ancora arrivare e che sono la quasi totalità del vasto programma di sussidi e prestiti varato dall’Europa la scorsa estate. Stiamo parlando del Next generation Eu, che comprende altre risorse comunitarie, il cosiddetto React Eu (13 miliardi), che l’Esecutivo inserisce nel suo Piano, che sale così a 224 miliardi. Si vogliono poi impiegare anche ulteriori fondi Ue (7,9 miliardi) e i denari (80,05 miliardi) del Bilancio europeo spettanti all’Italia (si tratta di risorse ordinarie), per cui i miliardi complessivi a disposizione diventano quasi 311,9.

Limitandoci al nocciolo del Piano per la Ripresa (i 210,9 miliardi), ecco come saranno distribuiti i fondi. Il capitolo più corposo è quello dell'Ambiente, con oltre 67 miliardi. A seguire ci sono 45 miliardi e mezzo per il Digitale, quasi 32 per le Infrastrutture, 26,6 per Istruzione e Ricerca. Assorbono oltre 21 miliardi Inclusione e Coesione, cioè una serie di interventi che vanno dal lavoro alle case popolari, mentre per la Salute i miliardi sono 18.  

Ciascuno di questi capitoli, come detto, usufruirà poi di altri fondi aggiuntivi e sarà affiancato da progetti di riforma. Oltre alla giustizia, quella delle tasse per chi ha redditi medio-bassi e quella degli ammortizzatori sociali.

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