Il Governo punta alla chiusura della procedura Ue per deficit eccessivo sulla base dei risultati di bilancio del 2026, come indicato nel Documento programmatico di finanza pubblica. Sul documento si registra lo scontro politico tra maggioranza e opposizioni in vista della prossima Legge di Bilancio
Il Governo vede la possibilità di chiudere la procedura europea per disavanzo eccessivo a carico dell'Italia già sulla base dei risultati di bilancio del 2026. È quanto emerge dal Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), trasmesso alle Camere insieme alla relazione sullo scostamento di bilancio.
Possibile stop alla procedura europea
Nel documento si legge che "ove tali andamenti fossero confermati anche nelle Previsioni di primavera del 2027 della Commissione europea, si ritiene che possano sussistere le condizioni affinché il Consiglio deliberi l'abrogazione della Procedura per disavanzi eccessivi nei confronti dell'Italia sulla base dei dati di consuntivo del 2026". La valutazione è legata all'analisi sul rispetto del percorso di crescita della spesa netta e all'utilizzo delle clausole di salvaguardia nazionale per difesa ed energia.
Via libera a Dpfp e scostamento
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il Dpfp e la relazione sullo scostamento, passaggio preliminare alla prossima Legge di Bilancio. Il documento aggiorna il quadro macroeconomico e di finanza pubblica e definisce gli indirizzi della manovra per i prossimi anni.
Flessibilità per 28 miliardi nel biennio
Il Governo chiede all'Unione europea margini di flessibilità per circa 14 miliardi di euro per il 2027 e 14 miliardi nel 2028. Si tratta dello 0,3% del Pil per la difesa e dello 0,3% per l'energia all'anno.
I rischi legati a energia e mercati finanziari
Nel Dpfp il Governo evidenzia anche un quadro di rischi orientato al ribasso a causa delle tensioni geopolitiche internazionali. Tra gli scenari ipotizzati figura un andamento "meno favorevole" per i prezzi dei beni energetici, in cui "si registrerebbe un tasso di incremento del Pil inferiore, rispetto al quadro di base, di 0,2 punti percentuali nel 2027 e 0,1 punti nel 2028" e poi superiore di 0,1 punti percentuali nel 2029 col rientro dei prezzi energetici. In un altro scenario, che incorpora due ipotesi meno favorevoli sulle condizioni finanziarie come lo spread, "il tasso di crescita del Pil italiano risulterebbe, rispetto al quadro macroeconomico tendenziale, inferiore di 0,1 punti percentuali nel 2027 e di 0,2 punti percentuali nel 2028 e nel 2029".
Le reazioni politiche
Dal Movimento 5 Stelle arriva una dura critica al documento. Il vicepresidente del partito e responsabile economico Mario Turco giudica "folle" l'aumento della spesa per la difesa in una fase caratterizzata da debito elevato, inflazione e perdita di potere d'acquisto delle famiglie. Di segno opposto la posizione di Fratelli d'Italia. Il presidente della Commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini, definisce il Dpfp un passaggio chiave verso la manovra e sostiene la linea del Governo, fondata sul controllo dei conti pubblici, sul sostegno a famiglie e imprese e sull'utilizzo degli strumenti di flessibilità previsti dalle regole europee.