Pensioni, acconto Irpef ridotto o annullato. Come fare richiesta e le scadenze
EconomiaIntroduzione
L’acconto Irpef di novembre può essere annullato o ridotto ma, per farlo, occorre fare richiesta entro il 10 ottobre. Si tratta del secondo acconto delle imposte sui redditi emerso dal modello 730/2026. Possono fare domanda i pensionati, ma anche i dipendenti, per ottenere la riduzione del conto delle imposte da versare a novembre, sia per il secondo acconto dell’Irpef che per la cedolare secca sugli affitti.
Quello che devi sapere
Come fare la domanda
I pensionati interessati a chiedere l’annullamento o la riduzione dell’acconto Irpef di novembre possono fare domanda direttamente dal sito Inps. A ricordare il termine di scadenza è lo stesso Istituto che nella nota pubblicata online fornisce tutti i dettagli sul cedolino della pensione. Anche lavoratori dipendenti e pensionati che presentano il modello 730 pagano di norma il secondo acconto entro il mese di novembre. Si tratta del secondo importante appuntamento con l’Irpef e la cedolare secca, le imposte dovute che sono calcolate sulla base dei dati indicati in dichiarazione dei redditi.
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Quando è possibile chiedere l’annullamento o riduzione
L’annullamento o la riduzione del secondo acconto Irpef può essere chiesto, per esempio, quando i contribuenti sanno di aver sostenuto un importo elevato di spese detraibili e quindi chiedono di abbattere l’imposta dovuta nell’anno successivo.
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Come accedere al sito Inps per fare la domanda
Entro il 10 ottobre bisogna inviare la richiesta al sostituto d’imposta, in questo caso l’Inps. I pensionati possono provvedere all’invio direttamente dal sito istituzionale, accedendo con la propria identità digitale (SPID, CIE, CNS o eIDAS) al servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile anche nell’app per smartphone e tablet Inps Mobile. L’Inps ha evidenziato che il contribuente che sceglie di versare meno di quanto indicato nel prospetto di liquidazione lo fa sotto la propria responsabilità.
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Come viene calcolato l’acconto 2026
Il modello 730/2026 serve innanzitutto a fare i conti sulle imposte relative ai redditi del 2025. Su questi dati, può poi essere calcolato anche un acconto per il 2026. Praticamente il contribuente anticipa all’Agenzia delle Entrate una parte delle imposte che si presume dovrà pagare sui redditi dell'anno in corso. Per chi ha l'Inps come sostituto d'imposta, l'acconto viene quindi recuperato direttamente sulla pensione.
La seconda rata Irpef
L’acconto Irpef può essere versato in una sola rata o in due. Quando è diviso in due parti, una prima rata è già stata trattenuta, l’altra viene versata normalmente con la pensione di novembre. Il pensionato può intervenire entro il 10 ottobre proprio su questa seconda rata. Nel caso dell’acconto da versare in un'unica soluzione, la richiesta può riguardare direttamente quella rata.
Cosa succede se si paga un acconto inferiore al dovuto
L’annullamento o la riduzione della rata Irpef puà essere chiesto solo nei casi in cui si ritiene che effettivamente il prossimo anno si pagheranno meno tasse perché nel 2026 magari si è perso un reddito aggiuntivo che risultava nel 2025. Il conto vero e proprio sull'Irpef relativa ai redditi 2026 verrà fatto con la dichiarazione dei redditi del 2027. Se il pensionato avrà effettivamente pagato meno acconti di quanto necessario, dovrà poi versare la differenza che emergerà dal calcolo definitivo.
I conguagli di ottobre
L’annullamento o riduzione della seconda rata Irpef non c’entra nulla con i conguagli di ottobre. Nel cedolino di ottobre, se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito, il pensionato può ricevere il rimborso delle somme che gli spettano e che non erano state ancora accreditate. Se invece risulta un debito, l'Inps può effettuare la relativa trattenuta. Ma queste operazioni non hanno nulla a che fare con la scadenza del 10 ottobre: la richiesta entro il 10 ottobre riguarda relativo all'acconto ancora da versare.
I bonus aggiuntivo nel cedolino di ottobre
A ottobre l’Inps paga le somme che derivano dall’applicazione del taglio del cuneo fiscale e contributivo, i cosiddetti “bonus aggiuntivo” e “ulteriore detrazione”. La “somma non imponibile”, anche detta bonus aggiuntivo, spetta a chi ha un reddito non superiore a 20.000 euro annui; L’“ulteriore detrazione” dall’imposta lorda è per i redditi oltre 20.000 euro e fino a 40.000 euro annui. In pratica il cedolino di ottobre 2026 potrebbe essere un po’ più alto del normale.
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