Introduzione
Amano viaggiare, si spostano per brevi periodi e mettono al centro flessibilità e autonomia nella gestione della vita lavorativa e privata. Secondo l'indagine di Fiscozen su 1.143 professionisti, sette su dieci hanno aperto la Partita Iva proprio per questa libertà, e quasi quattro su dieci considerano questo stile di vita "senza prezzo". Uno su due prevede di aumentare gli spostamenti nel 2027.
Quello che devi sapere
Identikit del professionista indipendente
Lavorano spesso in viaggio, lontani dalla sede abituale. In Italia, secondo l'Istat, 3,4 milioni di persone lavorano regolarmente da remoto e circa 350mila professionisti non legati a un'azienda si spostano abitualmente per migliorare la qualità della vita: un numero più che raddoppiato in sei anni. Dallo studio, emerge che il 73% dei liberi professionisti ha aperto per la Partita Iva per poter lavorare ovunque, e per il 37% non esiste una cifra che possa far rinunciare a questa libertà. Pur mancando una definizione ufficiale, il profilo coincide con quello del "Location-Independent Professional".
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Il desiderio di avere la valigia pronta
Il motore principale è il bisogno di cambiare ambiente o rigenerarsi (28%), seguito dalla passione per il viaggio (25%). Pesano anche le esigenze lavorative (21%) e la volontà di trascorrere più tempo con familiari e amici (20%). Quattro su dieci indicano come vantaggi principali libertà, flessibilità e una migliore armonia tra lavoro e vita privata. Le difficoltà riguardano invece connessioni inaffidabili, mancanza di spazi adeguati, routine fragili e costi di viaggio aumentati. Nonostante gli ostacoli, il 49% prevede di spostarsi di più nel 2027, mentre il 29% vorrebbe farlo ma non può per motivi economici o familiari.
Tempi e luoghi degli spostamenti
Il desiderio di partire non coincide sempre con la pratica. Il 56% lavora fuori casa per meno di un mese l'anno, spesso durante le vacanze, il 20% tra uno e due mesi. Un 14% trascorre oltre sei mesi altrove, per ottimizzare i costi o vivere stagioni più favorevoli. Anche la durata dei singoli spostamenti è breve: il 73% resta via meno di una settimana, il 18% circa un mese e solo il 3% oltre sei mesi. La meta conta meno della possibilità di muoversi: per quasi quattro su dieci è indifferente. Il 31% preferisce il mare, il 18% la montagna. Meno attrattive le grandi città (9%) e i borghi rurali (6%).
La libertà di scegliere
La possibilità di partire quando si vuole sembra valere più del viaggio stesso. "La libertà è qualcosa di più profondo della possibilità concreta di spostarsi" osserva Enrico Mattiazzi, Ceo di Fiscozen. Secondo Mattiazzi si può non partire mai, o farlo poco, ma sapere di poter lavorare ovunque cambia il modo di vivere il proprio lavoro. Nella realtà intervengono budget, clienti, settore, routine: per questo la libertà professionale non si misura dai chilometri percorsi. Non è il viaggio a definirla. È sapere di poter scegliere.