Prezzi gas e petrolio ai massimi, Borse europee in rosso: cosa sta succedendo

Economia
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Introduzione

Il petrolio vola negli scambi sui listini asiatici dopo la chiusura dell'oleodotto di collegamento est-ovest e il rinvio dei colloqui sul transito nello Stretto di Hormuz che hanno rinnovato le preoccupazioni sulle forniture globali di greggio:  il Wti con consegna a ottobre passa di mano a 102,90 dollari al barile con un avanzamento del 2,8% mentre il Brent con consegna a novembre è scambiato a 107,70 dollari al barile con una crescita del 2,9%. Le Borse asiatiche concludono la seduta in calo, con le quotazioni del petrolio e del gas in progressivo rialzo in scia all'inasprimento della crisi geopoltica in Medio Oriente. Sotto i riflettori anche il tema degli investimenti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Nel corso della giornata il Brent ha continuato a salire ancora.

Quello che devi sapere

Le Borse asiatiche in negativo

Il 14 settembre le borse asiatiche hanno chiuso in negativo a eccezione di Hong Kong. Nello specifico la Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in calo, appesantita dal progressivo rialzo delle quotazioni del greggio, salde sopra i 107 dollari al barile, e la performance negativa della tecnologia, a fronte dei timori di un surriscaldamento degli investimenti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA). L'indice di riferimento Nikkei segna una flessione dello 0,81% a quota 63.492,99, con una perdita di 518 punti. Sul mercato dei cambi lo yen prosegue la manovra di rafforzamento sul dollaro, a 154,20, e sull'euro a 178,20. A contrattazioni ancora in corso scivola Seul (-3,2%). Male anche Shanghai (-0,14%), Shenzhen (-0,10%) e Mumbai (-0,16%). Positiva Hong Kong (+0,34%). 

 

Per approfondire: Stop a oleodotto saudita e rischi intelligenza artificiale, vola il prezzo del petrolio

Cosa succede nelle Borse europee

In avvio di seduta anche le Borse europee hanno mostrato flessioni legate all'escalation del conflitto in Medio Oriente. Le tensioni geopolitiche spingono il prezzo del petrolio e del gas, con il rischio di nuove fiammate dell’inflazione.Tra i listini del Vecchio continente maglia nera per Milano (-1,5%). Male anche Madrid (-1,1%), Francoforte (-0,5%) e Parigi (-0,7%). Si muove in controtendenza Londra (+0,6%). A Piazza Affari scivolano Prysmian e Stm (-5,1%), in linea con il settore tecnologico europeo con i timori per gli investimenti per l'intelligenza artificiale. Lo spread tra Btp e Bund sale a 88 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,41%. Sale Eni (+1%), con la spinta del prezzo del petrolio.

 

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Attesa per la decisione della Federal Reserve

Non si arresta la corsa al rialzo dei rendimenti globali che ha portato il Treasury americano sulla soglia del 5% mentre prosegue la vendita di titoli obbligazionari e crescono le attese di rialzi dei tassi a fronte di un'inflazione in ascesa, in primis per il caro petrolio. Dopo la Bce che ha alzato i tassi di 25 punti base, mercoledì si riunirà la Federal Reserve. Pesa anche la decisione del Segretario al Tesoro statunitense Bessent, criticata dai mercati, di aumentare gli acquisti di obbligazioni statunitensi a lungo termine.

 

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Oleodotto saudita fuori servizio

Sulla situazione pesa anche l’attacco all'importante oleodotto saudita colpito la scorsa settimana e che rimarrà in gran parte fuori servizio per diverso tempo a causa delle riparazioni necessarie. L'oleodotto Est-Ovest, che attraversa il Regno, è fondamentale per la strategia dell'Arabia Saudita di spostare le esportazioni di petrolio verso il Mar Rosso, evitando così lo Stretto di Hormuz (nel Golfo Persico), dove gli attacchi iraniani hanno ostacolato il traffico marittimo.

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Cosa è successo all’oleodotto saudita

L'infrastruttura, lunga 1.200 chilometri, ha una capacità di trasporto fino a 7 milioni di barili di petrolio al giorno. Il 10 settembre l'oleodotto è stato chiuso in seguito a un attacco che l'Arabia Saudita ha attribuito a droni appartenenti a milizie irachene sostenute dall'Iran. I funzionari, informati sulla vicenda, hanno dichiarato che la riparazione dei danni potrebbe richiedere dalle tre alle cinque settimane. Uno di loro ha aggiunto che la linea potrebbe funzionare parzialmente mentre le squadre eseguono i lavori di riparazione.

Cosa comporta la chiusura dell’oleodotto

La chiusura dell’oleodotto saudita potrebbe mettere a rischio fino al 4% dell’offerta petrolifera mondiale. Parallelamente, i crescenti rischi legati alle attività degli Houthi nell’area dello Stretto di Bab el-Mandeb hanno sollevato preoccupazioni riguardo a un’altra importante via di transito.

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Le quotazioni di petrolio e gas in Europa

Con l’apertura delle Borse europee e poi di Wall Street la corsa del petrolio e del gas prosegue con il Brent che viaggia verso i 110 dollari (108,45 dollari), con un rialzo del 3,6%. Sale anche il Wti a 103,53 dollari (+3,5%). Ad Amsterdam le quotazioni del gas sono in crescita del 5,1% a 83,58 euro al megawattora. I timori di una nuova fiammata dell'inflazione tengono in tensione anche i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 88 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,41% e quello tedesco al 3,52 per cento. Poco mosso il prezzo dell'oro che si attesta a 4.296 dollari l'oncia (+0,03%). Sul mercato dei cambi l'euro scende a 1,1551 sul dollaro. 

 

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