Caro carburanti, bonus o aiuti a famiglie e lavoratori: le possibili misure del governo

Economia
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Introduzione

Il governo prepara il decreto Energia mentre si avvicina la scadenza dell'ultima proroga al taglio generalizzato delle accise sui carburanti, prevista alla mezzanotte di giovedì 17 settembre. L'esecutivo punta quindi a sostituire lo sconto applicato indistintamente a benzina e gasolio con un sistema di sostegni più circoscritto, destinato alle categorie maggiormente esposte al caro-rifornimenti.

Quello che devi sapere

La necessità di cambiare

La maggioranza condivide la necessità di intervenire rapidamente e di archiviare una misura che, soprattutto nel caso del diesel, finisce per favorire in particolare i contribuenti con maggiore capacità di spesa. Restano però da definire sia i beneficiari sia il meccanismo attraverso cui erogare l'aiuto. A condizionare la scelta sarà soprattutto la disponibilità finanziaria.

 

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Il possibile bonus

Tra le soluzioni esaminate c'è il ritorno di un bonus carburante attraverso i fringe benefit, sul modello di quanto sperimentato nel 2022 durante il governo guidato da Mario Draghi. In quella circostanza erano le imprese private a poter riconoscere ai dipendenti buoni utilizzabili per acquistare carburante, con un vantaggio legato al trattamento fiscale agevolato. Una nuova versione potrebbe prevedere un beneficio fino a 200 euro, sempre passando dalle aziende. Il meccanismo, tuttavia, presenta un aspetto che suscita qualche cautela nel mondo imprenditoriale: il datore di lavoro dovrebbe sostenere inizialmente il costo, recuperando successivamente la somma attraverso il sistema fiscale. Non è inoltre ancora stabilito se alle imprese verrebbe lasciata piena facoltà di concedere il contributo oppure se il riconoscimento diventerebbe in qualche modo obbligatorio. Anche la cifra definitiva non è stata fissata e potrebbe essere modificata durante l'iter del provvedimento.

 

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Chi potrebbe riceverlo

La discussione all'interno della maggioranza riguarda soprattutto l'ampiezza della platea. La Lega spinge per includere anche le partite Iva che utilizzano frequentemente l'auto per lavorare, come agenti di commercio e altre categorie particolarmente sensibili alle oscillazioni dei prezzi. Forza Italia, invece, richiama l'attenzione sui pensionati, considerando il ruolo che molti di loro svolgono nella gestione quotidiana delle famiglie, soprattutto con la ripresa delle attività scolastiche e degli spostamenti dei nipoti. Un'altra priorità condivisa riguarda il trasporto su strada, per evitare che l'aumento dei costi sostenuti dagli autotrasportatori si trasferisca sui prezzi finali dei prodotti. Si valuta inoltre la possibilità di intervenire sul trasporto pubblico locale, ad esempio attraverso riduzioni del costo dei biglietti. Una misura di questo tipo avrebbe una duplice finalità: alleggerire la spesa delle fasce economicamente più fragili e incentivare, dove possibile, l'utilizzo dei mezzi pubblici al posto dell'auto privata.

Come funzionerebbe per famiglie e lavoratori

Un'altra strada allo studio sarebbe quella di concentrare le risorse direttamente sui nuclei familiari con redditi più contenuti. Tra le proposte circolate c'è la creazione, nel 2026, di un fondo da un miliardo di euro per le famiglie con Isee fino a 20mila euro, alle quali potrebbe essere riconosciuto un buono carburante del valore massimo di 100 euro. Si tratta, anche in questo caso, di un'ipotesi e non di una misura già approvata. Il suo funzionamento sarebbe comunque molto diverso da quello del fringe benefit: l'accesso non dipenderebbe dal rapporto con il datore di lavoro, ma dalla situazione economica del nucleo familiare. La scelta della platea sarà quindi decisiva. Un criterio fondato esclusivamente sull'Isee potrebbe infatti escludere una parte del ceto medio che, pur non rientrando nelle fasce economicamente più deboli, sostiene ogni giorno costi considerevoli per raggiungere il posto di lavoro. Il sistema affidato alle aziende sarebbe invece più semplice per i dipendenti, ma non risolverebbe il problema di autonomi e professionisti.

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Il caso delle partite Iva

Per professionisti, artigiani, agenti e piccoli imprenditori non sarebbe possibile riproporre senza modifiche il meccanismo dei fringe benefit. Per queste categorie si potrebbe allora intervenire sul versante fiscale, introducendo una deduzione o una detrazione aggiuntiva per le spese di carburante. In questo scenario il sostegno non comparirebbe direttamente nella busta paga, ma verrebbe recuperato in sede di dichiarazione dei redditi, entro soglie e condizioni stabilite dalla normativa. Sarebbe però indispensabile stabilire quali rifornimenti possano essere considerati effettivamente legati all'attività professionale, distinguendoli dagli spostamenti per esigenze personali. Il tema riguarda una platea significativa di lavoratori per i quali benzina e gasolio rappresentano una voce di spesa ricorrente e strettamente collegata allo svolgimento dell'attività.

La questione delle coperture

A rendere ancora incerta la misura finale è soprattutto il reperimento delle risorse. Gli interventi sui carburanti non possono essere finanziati ricorrendo alla flessibilità europea, che non consente di utilizzare quei margini per spese connesse ai combustibili fossili. Anche l'eventuale ricorso a risorse legate all'efficientamento energetico richiederebbe il confronto con Bruxelles, con tempi incompatibili con un intervento immediato. Il precedente dà la misura delle somme in gioco: le proroghe del taglio delle accise hanno comportato finora un costo complessivo superiore ai 2,6 miliardi di euro, coperto solo in parte dall'aumento del gettito Iva prodotto dagli stessi rincari dei carburanti. Per la quota restante sono state utilizzate altre forme di finanziamento, compresi tagli alla spesa e anticipazioni relative alle imposte sui dividendi dei grandi gruppi energetici. La Lega vorrebbe individuare nuove risorse negli extra-profitti, coinvolgendo sia le società energetiche sia il settore bancario. Forza Italia, invece, non sostiene questa impostazione, salvo che possa essere raggiunto un accordo condiviso attraverso il confronto con i soggetti interessati. Il punto di equilibrio dovrà essere trovato rapidamente: l'obiettivo della maggioranza è arrivare a una soluzione prima della fine della proroga, sostituendo lo sconto generalizzato alla pompa con aiuti più selettivi e calibrati sulla condizione economica o sulle effettive esigenze di chi utilizza il carburante.

 

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