Pensione anticipata ordinaria, dal 2027 cambiano i requisiti: le novità per uomini e donne
EconomiaIntroduzione
Dal 1° gennaio del prossimo anno si allunga di un mese il requisito contributivo minimo per uscire dal lavoro con la modalità anticipata. Per gli uomini sarà necessario soddisfare un versamento complessivo di almeno 42 anni e 11 mesi mentre per le donne serviranno 41 anni e 11 mesi. Ci sono però eccezioni: ecco quali.
Quello che devi sapere
Nuovo aumento dal 2028
Per chi medita di richiedere la pensione anticipata ordinaria il 2027 non sarà l'unico anno dove sono previsti aumenti dell'età contributiva. Dal 1° gennaio 2028, infatti, per gli uomini saranno necessari 43 anni e 1 mese di versamenti effettivi mentre per le donne occorreranno 42 anni e 1 mese, due mesi in più rispetto al prossimo anno.
Per approfondire: Pagamenti Inps settembre 2026: le date da segnare sul calendario
Requisiti pensione e speranza di vita
A determinare l'innalzamento dell'età contributiva, differente da quella anagrafica in quanto corrisponde al periodo "effettivo" di lavoro, è lo stesso meccanismo che lega i requisiti pensionistici alla speranza di vita in Italia, certificata dall'Istat. Per il biennio 2027-28 il governo ha stabilito un allungamento soft, spalmato in due momenti: un primo mese da subito e gli altri due dall'anno successivo.
Per approfondire: Pensione settembre 2026, l'Inps potrebbe trattenere il 5% dell'assegno: ecco chi rischia
Dal 2029 possibili modifiche
Per i lavoratori "vicini" al traguardo diventa fondamentale vedere in quale anno verrà maturato il requisito. Dopo l'adeguamento straordinario, dal 2029 torneranno infatti in campo i meccanismi relativi alla speranza di vita previsti dalla legge e non sono escluse ulteriori modifiche rispetto all'impianto dei 43 anni e 1 mese per gli uomini e dei 42 anni e 1 mese per le donne.
Per approfondire: Pensioni, ipotesi uscita anticipata a 64 anni: le possibili novità della Manovra 2027
Le eccezioni
Non tutte le categorie di lavoratori sono investite dagli aumenti per la pensione anticipata ordinaria. Per chi esegue attività riconosciute dalla legge come usuranti o gravose l'adeguamento contributivo previsto per il 2027 e il 2028 risulta di fatto congelato. Gli uomini potranno continuare ad accedere con almeno 42 anni e 10 mesi, le donne con 41 anni e 10 mesi. Nello stesso elenco rientrano inoltre alcune categorie di lavoratori precoci che hanno iniziato l'attività prima dei 19 anni e che eseguono mansioni particolarmente pesanti. La fatica fisica è però solo uno dei requisiti per ottenere l'esenzione: altri fattori soggettivi entrano in campo come, per esempio, lo stato di disoccupazione, il ruolo di caregiver o l'invalidità civile riconosciuta almeno al 74%.
La finestra temporale
Un altro elemento da tenere presente è la finestra temporale, il periodo che intercorre tra il raggiungimento del requisito per la pensione anticipata ordinaria e il momento in cui il trattamento potrà effettivamente essere percepito. Per questa modalità di uscita dal lavoro vige, di norma, un lasso temporale di tre mesi prima della decorrenza, che in ogni caso non vanno considerati ai fini del conteggio contributivo.
La finestra nel pubblico impiego
Tempi di attesa più lunghi sono previsti per alcuni lavoratori del pubblico impiego iscritti a specifiche gestioni previdenziali. Dai cinque mesi massimi previsti per tutto il 2026, dal prossimo anno la finestra è destinata ad allungarsi a sette mesi e poi a nove dal 2028.
Differenze tra dipendenti e autonomi
Differenze sussistono anche per quanto riguarda la tipologia di inquadramento professionale. Per i lavoratori con rapporto dipendente l'accesso alla pensione anticipata ordinaria è subordinato alla cessazione dell'attività stessa, requisito non richiesto invece per chi svolge l'attività da autonomo.
Cosa cambia nel concreto dal 2027
Per andare in pensione anticipata non è sufficiente operare un conteggio sugli anni di contributi maturati. Con l'inizio del 2027 si allungano sia i tempi per raggiungere i requisiti minimi sia la finestra temporale di attesa per l'effettiva decorrenza. Pochi mesi possono determinare differenze sostanziali tra l'uscita dal lavoro con le regoli attuali o con requisiti più stringenti. Prima di fare richiesta per questo meccanismo è importante verificare le regole previste dalla propria gestione previdenziale e i contributi effettivamente accreditati oltre a eventuali periodi di riscatto - come gli anni di studio universitario prima del conseguimento della laurea - e la data esatta in cui si raggiungerà la soglia minima richiesta.
Per approfondire: Pensione, cedolino di settembre 2026: come consultare rimborso 730, importi e conguagli