Cartelle esattoriali, un anno in più per pagare a rate: cosa cambia dal 2027

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

La disciplina della rateizzazione dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione è destinata a cambiare ancora. Dopo le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 110/2024 e dal decreto ministeriale del 27 dicembre 2024, dal 1° gennaio 2027 aumenterà infatti il numero massimo di rate ottenibili con una semplice richiesta per i debiti fino a 120mila euro. La rateizzazione consente al contribuente di evitare il pagamento in un’unica soluzione e di distribuire nel tempo quanto dovuto al Fisco. 

Quello che devi sapere

Fino a 84 rate nel 2026

Per le domande presentate nel 2025 e nel 2026, chi ha debiti fino a 120mila euro può ottenere, con una semplice dichiarazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria e senza allegare documentazione, un piano fino a 84 rate mensili, rispetto alle precedenti 72. Quando invece il contribuente documenta la propria situazione di difficoltà, la dilazione può arrivare fino a 120 mensilità. In entrambi i casi l’importo minimo della rata è fissato a 50 euro.

 

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Dal 2027 si sale a 96 rate

Dal 1° gennaio 2027 il numero di rate ottenibili senza documentazione salirà ulteriormente: per i debiti fino a 120mila euro sarà possibile ottenere fino a 96 rate mensili, pari a otto anni di pagamento. La nuova soglia si applicherà alle richieste presentate dal 1° gennaio 2027. A fare fede, quindi, non sarà la data di notifica della cartella, ma quella di presentazione della domanda. Chi riceve una cartella a novembre o dicembre 2026 e presenta l’istanza nei primi giorni del 2027, purché entro i normali 60 giorni previsti per il pagamento, potrà accedere al piano fino a 96 rate. Chi presenta invece la richiesta entro il 31 dicembre 2026 resterà soggetto al limite di 84 mensilità. L’allungamento del piano permette naturalmente di ridurre l’importo delle singole rate, tenendo sempre che la cifra comprende gli interessi di dilazione, pari al 4,5%. 

 

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Come presentare la domanda

La richiesta può essere inoltrata online attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, utilizzando Spid o Cie e accedendo al servizio dedicato alla rateizzazione. Il sistema individua automaticamente i carichi dilazionabili e mette a disposizione un simulatore per confrontare piani di diversa durata, calcolando immediatamente l’importo delle rate. L’istanza può essere presentata anche tramite Pec o direttamente presso gli sportelli territoriali. Una volta ricevuta, l’agente della riscossione verifica la presenza dei requisiti previsti dalla legge e può accoglierla integralmente, accoglierla parzialmente oppure respingerla con un provvedimento motivato.

Quando servono i documenti

La semplice richiesta non basta se i debiti superano 120mila euro oppure se, per importi entro questa soglia, si vuole ottenere una dilazione più lunga di quella prevista dalla procedura semplificata. In questi casi bisogna documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria secondo i criteri del decreto del viceministro dell’Economia e delle Finanze del 27 dicembre 2024. Per persone fisiche e ditte individuali in regime semplificato rileva l’Isee; per le imprese l’indice di liquidità e l’indice Alfa; per i condomìni l’indice Beta. Questi parametri servono a verificare la difficoltà e a stabilire il numero massimo di rate concedibili.

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Cosa succede dopo la richiesta

La rateizzazione incide anche sulle procedure di riscossione. Dalla presentazione della domanda, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non può avviare nuove procedure cautelari o esecutive, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti, salvo le eccezioni previste dalla legge, mentre quelle già avviate seguono le regole dei singoli procedimenti.

Con il pagamento della prima rata, l’eventuale fermo amministrativo già iscritto viene sospeso e sarà cancellato definitivamente al termine del piano. La prima rata può inoltre estinguere i pignoramenti in corso, purché non si sia già concluso positivamente l’incanto, non sia stata presentata un’istanza di assegnazione, il terzo non abbia reso dichiarazione positiva e non sia già stato emesso il provvedimento di assegnazione dei crediti. Chi rispetta il piano può infine ottenere, in presenza degli altri requisiti, la regolarità contributiva ai fini del Durc.

La decadenza dopo otto rate

Il beneficio viene meno in caso di mancato pagamento delle rate secondo le condizioni previste dalla normativa. Per le rateizzazioni richieste dal 16 luglio 2022, la legge n. 91/2022 stabilisce la decadenza dopo il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive. In caso di decadenza, il debito residuo diventa immediatamente esigibile e non è possibile ottenere una nuova rateizzazione per gli stessi carichi. Possono inoltre riprendere le procedure di recupero precedentemente bloccate.

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Possibile la proroga del piano

Chi è già titolare di un piano di pagamento può chiedere una proroga se la propria situazione economica peggiora ulteriormente. La proroga è concessa una sola volta e, diversamente dalla prima richiesta semplificata, richiede la documentazione dell’aggravamento: per le persone fisiche è necessario l’Isee aggiornato, mentre per le imprese occorre presentare i nuovi indici economico-contabili. La proroga può essere ottenuta soltanto se non è già intervenuta la decadenza dal precedente piano per il mancato pagamento delle rate.

Rateizzazione e prescrizione

La domanda di dilazione produce effetti anche sul piano giuridico. Secondo l’orientamento consolidato della Corte di cassazione, richiamato dall’ordinanza n. 27504/2024, la richiesta costituisce un riconoscimento del debito ai sensi dell’articolo 2944 del codice civile e interrompe la prescrizione. Non è quindi possibile eccepire una prescrizione già maturata prima dell’istanza, mentre da quel momento decorre un nuovo termine. La rateizzazione non comporta tuttavia un’accettazione definitiva della pretesa tributaria, che può essere contestata, quando ne ricorrono i presupposti, nelle sedi previste dalla legge.

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Uno strumento per favorire la compliance

La rateizzazione rappresenta ormai uno strumento centrale della riscossione. Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha concesso circa 2 milioni di piani, il 70% dei quali attraverso il servizio online “Rateizza adesso”. L’allungamento dei tempi, la semplificazione delle procedure e la possibilità di adeguare il piano a un eventuale peggioramento economico rendono più sostenibile il pagamento dei debiti e favoriscono sia il contribuente, che può regolarizzare gradualmente la propria posizione, sia l’amministrazione, che può recuperare più efficacemente le somme dovute. L’aumento da 84 a 96 rate previsto dal 2027 si inserisce in questa logica, incentivando ulteriormente l’adempimento.

 

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