Volkswagen, board approva piano di salvataggio: possibile taglio di 50mila posti di lavoro

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Il Consiglio di sorveglianza della casa automobilistica ha approvato il progetto di risanamento presentato dal Cda del gruppo. Scopo della ristrutturazione è quello di raggiungere gli obiettivi di trasformazione di Volkswagen e di salvaguardia della sua competitività. Possibile inoltre anche l’addio a Seat

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Volkswagen si appresta ad attraversa un duro periodo di trasformazione: il Consiglio di sorveglianza della casa automobilistica ha approvato il piano di risanamento presentato dal Consiglio di amministrazione del gruppo, con l’obiettivo di mantenere la competitività e garantirla in modo sostenibile per il futuro. Il piano - secondo quanto riportato da Reuters - potrebbe prevedere tra le altre cose il taglio di 50mila posti di lavoro, incluse posizioni dirigenziali. "Considerata la crescente pressione competitiva globale, l'evoluzione della domanda e i cambiamenti tecnologici nel settore automobilistico, un significativo adeguamento della capacità produttiva per riflettere le realtà economiche è essenziale", ha spiegato la casa automobilistica.

Il taglio della forza lavoro

Volkswagen ha fatto sapere in una nota che il taglio della forza lavoro a livello globale si è reso necessario allo scopo di raggiungere gli obiettivi di trasformazione del gruppo e salvaguardia della sua competitività. La casa automobilistica europea aveva già annunciato l'intenzione di tagliare 50mila posti di lavoro in Germania entro il 2030: un totale di 100mila licenziamenti rappresenterebbe circa il 15% della forza lavoro del gruppo. Non sono stati forniti dettagli sulle tempistiche di quest'ultima riduzione dei posti di lavoro, né sulla distribuzione territoriale e tra i brand.

Verso l’addio a Seat?

La riduzione della forza lavoro non sarebbe comunque l’unica novità in casa Volkswagen: secondo la rivista tedesca Wirtschaftswoche, infatti, il Cda intenderebbe ritirare dal mercato il marchio spagnolo Seat: fu fondato negli anni '50 dallo Stato spagnolo e dalla Fiat e poi ceduto al gruppo tedesco negli anni '80. La chiusura sarebbe prevista al più tardi per la fine del 2029. Un portavoce di Volkswagen, interpellato dal giornale tedesco, ha frenato dichiarando che non si commentano i documenti interni: "I documenti interni vengono discussi e approvati negli organi competenti. Non anticipiamo questo processo". Il gruppo intenderebbe invece puntare sul marchio Cupra, che nel frattempo ha nettamente superato Seat in termini di vendite.

I dubbi sul futuro degli stabilimenti

Le grandi decisioni in casa Volkswagen, comunque, non sono finite. Il Consiglio di sorveglianza,  che è composto da un numero uguale di rappresentanti dei dipendenti e degli azionisti, ha infatti riconosciuto "l'esistenza di una sovraccapacità produttiva di 500mila veicoli in Europa" e il fatto che "non è attualmente possibile garantire un carico di lavoro produttivo competitivo per il futuro, distribuito tra il 2031 e il 2034", per quattro stabilimenti tedeschi: Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm. Per questi quattro siti, che rischiano la chiusura, "si stanno valutando usi alternativi", ha fatto ancora sapere il gruppo.

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