Guerra Iran, il caro carburante pesa sui profitti delle compagnie aeree Ue: le previsioni
EconomiaIntroduzione
Dopo oltre sei mesi di guerra tra Stati Uniti e Iran, che con la ripresa degli attacchi incrociati nei giorni scorsi è entrata in una nuova fase "calda", i rincari sul prezzo del carburante rischiano di fiaccare i profitti delle compagnie aeree che operano in Europa. È l’ultima fotografia scattata dagli analisti di Bloomberg Intelligence che per i vettori aerei paventano perdite economiche entro la fine dell'anno se i prezzi nel terzo trimestre 2026 dovessero attestarsi a quota 1.300 dollari per tonnellata.
Quello che devi sapere
Le stime per i prossimi mesi
Per gli analisti la volatilità dei prezzi, alimentata dal blocco sullo Stretto di Hormuz, getta sulle aziende dei cieli un’ombra di incertezza per le stime relative ai risultati dell’intero anno. Per i principali vettori di rete la flessione attesa nei prossimi mesi, relativa al margine operativo lordo, si attesta su una “forchetta” compresa tra il 6 e l’11%. Ad oggi, solo poche compagnie possono dirsi “ben posizionate per compensare il calo dei ricavi dal traffico passeggeri e merci" scaturito dal conflitto tra Washington e Teheran nel Golfo Persico.
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Perdite per la Tap
Tra le compagnie europee che dall'inizio della crisi più hanno risentito dei rincari sulle forniture di carburante c’è la portoghese Tap. Nei primi sei mesi di quest’anno il vettore di bandiera di Lisbona ha registrato una perdita di 99 milioni di euro mentre i costi riconducibili al cherosene sono lievitati di quasi il 19% considerando lo stesso periodo.
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Turkish Airlines
A restare sotto pressione è anche la compagnia Turkish Airlines, più esposta alle turbolenze economiche a causa di una differenza maggiore di prezzo, rispetto ad altre compagnie, tra il cherosene e il petrolio greggio non coperto, il cosiddetto crack spread.
I dati su Iag, Lufthansa, Air France/Klm
Come riporta Bloomberg Intelligence, tra gennaio e giugno 2026 alcune compagnie con sede nel Vecchio Continente sono riuscite a limare del 60% l’impatto derivante dagli aumenti di prezzo del carburante. Come, per esempio, la anglo-spagnola International Airlines Group (Iag) o la tedesca Lufthansa. Ancora meglio ha fatto Air France/Klm che ha superato l’obiettivo compensando i rincari dell’85%.
Calma apparente in Borsa
Almeno per il momento le compagnie hanno limitato l’esposizione al rischio derivante dall'aumento del prezzo sul carburante tramite strumenti derivati su greggio, gasolio e cherosene. In Borsa permane l’ottimismo sulla possibilità di tenere sotto controllo i costi da parte delle società che mantengono gli stessi livelli precedenti allo scoppio, il 28 febbraio scorso, del conflitto in Iran.
Il confronto con le compagnie americane e asiatiche
Nel breve periodo, le compagnie aeree europee sono alle prese con una pressione sui costi inferiore rispetto ai concorrenti statunitensi, a partire dalla United che non ricorre alla copertura attiva. Rischi ridotti nell’immediato si evidenziano anche in confronto ai vettori asiatici che coprono solo il petrolio senza i prodotti raffinati.
Come si stanno muovendo le compagnie
A livello finanziario, in assenza di un punto di caduta sul conflitto nel Golfo, anche le compagnie aeree che operano in Europa si stanno focalizzando, in questa fase, sul mantenimento dei ricavi unitari tramite una spinta ai programmi di efficienza dei costi e di tagli alle rotte meno profittevoli. Come evidenziano gli analisti, tuttavia, le aziende sono destinate a mostrare “maggiore sensibilità ai prezzi, man mano che il comportamento dei consumatori si adatta in risposta alle tariffe elevate”.
Le previsioni sul 2027
Stando all’analisi di Bloomberg Intelligence la copertura finanziaria operata dalle compagnie di volo per compensare i rincari del carburante è destinata a incontrare maggiori ostacoli nel 2027 se la guerra tra Stati Uniti e Iran dovesse continuare. Con il perdurare dell’incertezza relativa al traffico marittimo attraverso Hormuz e altri punti nevralgici globali - come gli stretti di Suez o di Bab el-Mendeb sotto minaccia degli attacchi Houthi - sarebbe a quel punto inevitabile un aumento dei prezzi sui contratti per le forniture destinate agli aerei. Le stime per il prossimo anno indicano prezzi superiori del 38% rispetto al 2025 causati da una crescita, pari al 24%, sul costo del greggio e di un allargamento del 70% dello spread sulla raffinazione.
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