Gas, consumi in salita nei primi 6 mesi del 2026 in Italia: a che punto sono gli stoccaggi

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

A luglio continua a crescere il fabbisogno nazionale di gas, in linea con la tendenza registrata da inizio anno. A dirlo sono i dati contenuti nell'Osservatorio Polaris di Snam, che per il mese scorso indicano un incremento dei consumi pari a 4,4 miliardi di metri cubi, sette punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Quello che devi sapere

Balzo del termoelettrico

Con le ondate di caldo che si sono susseguite nelle settimane centrali dell'estate, il gas è entrato sempre più "in partita" a copertura della domanda energetica in Italia. I dati confermano la crescita, nel mese di luglio, soprattutto nel settore termoelettrico con una produzione aggiuntiva di 0,4 miliardi di metri cubi, il 17% in più in confronto al periodo precedente. 

 

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Integrazione tra fonti differenti

Per rispondere alla domanda di energia nel periodo estivo in cui - complici le scarse precipitazioni - la produzione idroelettrica rallenta, l'apporto del gas ha ricoperto un ruolo rilevante per la salvaguardia del sistema. A questo si aggiunge l'utilizzo sempre maggiore di fonti differenti come testimonia l'aumento delle importazioni di nucleare dalla Francia.

 

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La domanda di gas per settori

Per quanto riguarda i singoli settori, a spingere la domanda di gas in Italia sono soprattutto il residenziale e il terziario. Fa eccezione l'industria che rispetto a luglio 2025 ha chiesto al sistema 72 milioni di metri cubi in meno, sette punti in termini percentuali.

 

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Consumi in crescita nel primo semestre 2026

I dati Polaris-Snam fotografano, come detto, un aumento del fabbisogno di gas a livello nazionale in atto da inizio 2026. Allargando l'orizzonte temporale al periodo gennaio-luglio, la domanda è salita a 37,5 miliardi di metri cubi, in crescita di 0,4 miliardi in confronto ai primi sette mesi del 2025. In questo periodo, la richiesta di gas a supporto del settore termoelettrico (+0,9 miliardi di metro cubi) ha compensato i cali in altre voci, dal residenziale al terziario. I consumi risultano pressoché stabili nel settore industriale, un punto in meno sul 2025. Cala invece l’autotrazione a gas naturale compresso (Gnc), in discesa di sei punti percentuali rispetto allo scorso anno.

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Domanda elettrica record a luglio

Il caldo spinge inoltre la domanda di elettricità, ad esempio a causa di un uso maggiore dei condizionatori. Secondo dati recenti di Terna, la società che gestisce la rete in Italia, il mese scorso si è chiuso con una domanda record di energia elettrica pari a 32,5 terawattora, in crescita di 8,5 punti su luglio 2025.

 

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Gas per sopperire a idroelettrico ed eolico

Per far fronte all'incremento della domanda di energia elettrica, a luglio la generazione tramite il termoelettrico a gas è salita di 2,1 terawattora, il 18% in più in confronto al 2025. Per l'estate 2026, i dati mostrano come il gas sia intervenuto in modo più netto fino a colmare il 41% del fabbisogno totale. Gas e importazioni dall'estero hanno così compensato i cali nella produzione da idroelettrico, in atto da inizio anno, ed eolico.

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Gas immesso nella rete

Sul fronte delle quote di gas immesse nella rete a luglio, l'Osservatorio fotografa dati pressoché stazionari rispetto al 2025, con un calo di 12 milioni di metri cubi, lo 0,2% in meno. Ad aumentare, nello stesso periodo, sono le importazioni via Tarvisio e via Mazara del Vallo, in crescita rispettivamente di 0,3 e 0,1 miliardi di metri cubi. Nello stesso mese flettono le immissioni dal Passo Gries, nove punti in meno, e tramite il gas naturale liquefatto, in calo in entrambi i casi di 0,1 miliardi di metri cubi. Su quest'ultima voce pesano le tensioni intorno al blocco dello Stretto di Hormuz che hanno impattato sui traffici anche delle navi gassiere.

Stoccaggi all'81%

A fronte di un aumento della domanda e di una riduzione nelle importazioni, i dati Snam mostrano come il sistema abbia risposto modulando le iniezioni nei siti di stoccaggio. Con i depositi pieni all'81%, l'Italia si colloca ben al di sopra della media europea (61%) e risulta il primo Paese nell'Unione per volumi di metano stoccato a tutela del sistema. 

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Cresce la produzione di biometano

Nel periodo gennaio-luglio 2026, il gas immesso nella rete si è attestato sui livelli del 2025 con un calo di 0,1 miliardi di metri cubi, mentre aumentano le importazioni di Gnl su cui incide l'attivazione, lo scorso maggio, del nuovo rigassificatore galleggiante di Ravenna. Nell'analisi spicca, infine, il dato sulla produzione di biometano, salita del 34% rispetto al 2025, a conferma della crescente diversificazione negli approvvigionamenti e l'utilizzo di gas in arrivo da fonti sostenibili

 

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