Fondo pensione nuovi nati, l’idea del governo: che cos’è e cosa sappiamo finora
EconomiaIntroduzione
Il governo guidato da Giorgia Meloni sta studiando la possibilità di introdurre un fondo pensione rivolto ai nuovi nati. A dirlo è stata la ministra del Lavoro Marina Calderone, che in una intervista al Corriere della Sera ha spiegato: “Valutiamo la fattibilità del fondo previdenziale alla nascita". E "le coperture si trovano, senza sottrarle ad altri strumenti, tanto più che per far partire il fondo previdenziale alla nascita bastano piccoli importi". Secondo quanto comunicato dalla titolare del dicastero, si tratterebbe di un sistema "in cui la vigilanza sia ovviamente della Covip mentre la gestione del fondo sia in capo all'Inps".
Quello che devi sapere
Cos’è il Fondo pensione nuovi nati
Secondo quanto spiegato dalla ministra Calderone, la proposta del governo si articolerebbe nella creazione di un "fondo previdenziale alla nascita", che verrebbe aperto per ogni nuovo nato con un piccolo contributo iniziale versato dallo Stato e poi alimentato volontariamente da genitori e familiari e infine dal beneficiario stesso quando cominci a lavorare.
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Perché il governo ci pensa
La ministra del Lavoro Marina Calderone nel corso dell’intervista ha anche spiegato quale sia la ragione per la quale il governo sta considerando di muoversi in questa direzione: la proposta infatti viene definita "utile e opportuna", e "nasce dalla preoccupazione che il declino demografico metta a rischio la tenuta della previdenza obbligatoria fondata sul sistema a ripartizione". E la paura per la sostenibilità del sistema è sottolineata anche sul tema del congelamento dell'aumento dell'età pensionabile voluto dalla Lega: “Dobbiamo fare attenzione alla stabilità dei conti e che le scelte non debbono ricadere sui giovani", ha spiegato Calderone.
La reazione dell’Inps alla proposta
L’idea annunciata dalla ministra Calderone è stata accolta con favore del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, Gabriele Fava: la guida dell’Inps ha infatti detto di essere “molto felice che il ministro del Lavoro abbia raccolto positivamente la mia proposta di un terzo pilastro" per la previdenza sociale "e abbia addiritura confermato il fatto che l'Inps può essere il soggetto attuatore di questo terzo pilastro e soggetto gestore".
Le possibili tempistiche della misura
"È una proposta che ho lanciato e che è stata raccolta anche da altri stakeholder (sindacati, associazioni di categoria, fondi pensionistici ndr)”, ha spiegato Fava. “Spero di confrontarmi prestissimo col ministro e con gli altri stakeholder proprio per lavorare insieme sull'attuazione di questa mia proposta". In merito alle prossime tappe per l'eventuale creazione del fondo, il presidente dell’Inps ha spiegato: "Ne parleremo con il governo perché deve partire innanzitutto dal governo, la mia proposta ad oggi è stata raccolta positivamente, ci lavoreremo insieme presto".
“Intervenire sul futuro pensionistico dei giovani”
Sul tema si è espressa anche la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola: “La proposta di un fondo previdenziale per i nuovi nati merita attenzione e apertura. La Cisl da tempo chiede di intervenire sul futuro pensionistico dei giovani, a partire dalla pensione contributiva di garanzia: ogni ipotesi che vada in quella direzione va discussa seriamente, non archiviata come suggestione d'agosto”.
Il possibile ruolo dei fondi negoziali
Secondo la leader della Cisl “il punto vero è la governance. Affidare tutto alla gestione pubblica espone le risorse al rischio che, in futuro, vengano destinate ad altri scopi: è già accaduto con il fondo di tesoreria del Tfr, e le preoccupazioni espresse dal presidente del Mefop non sono infondate. Ma la risposta non può essere consegnare il risparmio previdenziale dei bambini al solo mercato". Per Fumarola "una terza via esiste, ed è italiana: la sussidiarietà. I fondi negoziali, nati dalla contrattazione tra sindacati e imprese, amministrano da trent'anni miliardi di risparmio con costi tra i più bassi d'Europa, una governance partecipata e la vigilanza della Covip. Le parti sociali devono avere un ruolo attivo nella costruzione del nuovo strumento, non un posto in tribuna".
La posizione della Cisl sul tema
Infine, per Fumarola servono “scelte coerenti: una fiscalità di vantaggio per i giovani lavoratori, che aiuti a trattenerli in Italia; il superamento dell'automatismo sulla speranza di vita e il riconoscimento dei lavori gravosi ancora esclusi; una perequazione più forte delle pensioni in essere, in un'estate segnata dal caro vita”. Per la leader della Cisl “con la manovra 2027 vanno corrette le storture introdotte sul secondo pilastro, a cominciare dalla portabilità sul mercato del contributo contrattuale". Dunque “chiediamo al Governo di riaprire subito il confronto, accompagnandolo con una vera campagna di educazione previdenziale rivolta ai giovani e alle famiglie”.
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