Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, interamente in azioni, sulla totalità dei titoli di Banco Bpm e Banca Generali, per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro. L'obiettivo dichiarato è la nascita di un nuovo gruppo bancario da oltre 810 miliardi di total financial assets. Prevista una distribuzione straordinaria da 4 miliardi agli azionisti Mps. L'assemblea è convocata per il 29 ottobre
Banca Monte dei Paschi di Siena scende in campo con una duplice operazione da complessivi 34 miliardi di euro. Il consiglio di amministrazione dell'istituto senese, riunito il 20 agosto sotto la presidenza di Cesare Bisoni, ha approvato a maggioranza il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente regolate in azioni, sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e di Banca Generali. Il corrispettivo stimato è di circa 25,3 miliardi per la prima e circa 8,7 miliardi per la seconda, sulla base dei prezzi ufficiali del 19 agosto 2026. Ad accompagnare le offerte, il cda ha deliberato una distribuzione straordinaria da 4 miliardi a favore dei propri azionisti.
Un nuovo gruppo da 810 miliardi
Con la doppia operazione, Mps punta a dare vita a quello che definisce un nuovo campione nazionale di riferimento, con competenze distintive e complementari nel banking, nell'advisory e nel wealth management. Il gruppo allargato diventerebbe il terzo operatore bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma di circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi, raccolta diretta a 315 miliardi e total financial assets oltre quota 810 miliardi, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025. Nel disegno industriale, Banco Bpm apporterebbe scala e forza commerciale nelle aree più ricche del Paese, mentre Banca Generali contribuirebbe con una piattaforma di wealth management e ricavi commissionali ricorrenti. A queste si aggiungerebbero le competenze di Mediobanca, la cui integrazione in Mps è già in corso.
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I rapporti di cambio
Il corrispettivo di entrambe le offerte è costituito esclusivamente da azioni Mps di nuova emissione. Per Banco Bpm il rapporto di cambio è fissato a 1,567 nuove azioni Mps per ogni titolo, valore che implica un prezzo d'offerta di 16,729 euro per azione e nessun premio rispetto ai prezzi ufficiali del 19 agosto, una volta considerata la distribuzione straordinaria. Per Banca Generali il concambio è pari a 6,958 azioni Mps per ciascun titolo, con un prezzo implicito di 74,284 euro per azione e un premio del 10% sui prezzi della stessa data. In caso di adesione totale a entrambe le offerte, e tenuto conto della fusione con Mediobanca, gli attuali soci Mps deterrebbero circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e quelli di Banca Generali circa il 12,7%.
La distribuzione da 4 miliardi
Contestualmente alle offerte, il consiglio ha deliberato di sottoporre all'assemblea una distribuzione straordinaria da complessivi 4 miliardi di euro lordi riservata ai soli azionisti Mps già in portafoglio prima del regolamento delle operazioni. La cifra corrisponde a 1,208 euro lordi per azione, di cui 0,302 in denaro e 0,906 in natura, quest'ultima parte attraverso l'assegnazione di titoli Assicurazioni Generali detenuti da Mps tramite Mediobanca. Nel complesso, la componente in contanti ammonta a circa 1 miliardo e quella in azioni Generali a circa 3 miliardi, pari a circa il 4,5% del capitale della compagnia triestina ai valori attuali. Oltre a questa distribuzione, la banca prospetta per gli azionisti erogazioni superiori a 15 miliardi nell'arco 2026-2030, sulla base di un pay-out atteso del 100%.
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Sinergie e impatti attesi
L'operazione, secondo le stime del management, genererebbe sinergie pre-tax run-rate per circa 2,6 miliardi di euro annui, di cui circa 0,8 miliardi riconducibili all'integrazione di Mediobanca in corso. Gli oneri di integrazione una tantum sono valutati nell'ordine di 2,5 miliardi ante imposte, con costi previsti tra il 2027 e il 2029. Sul fronte dei conti, il gruppo combinato punterebbe a un cost-to-income di circa il 36% nel 2025 su base pro forma, contro il 46% di Mps stand-alone, e a un ritorno sul patrimonio netto tangibile in crescita da circa il 13% del 2025 a oltre il 19% nel 2029. La crescita dell'utile per azione attesa al 2028 è stimata attorno all'11%.
I tempi e le condizioni
Le offerte sono soggette all'approvazione dell'assemblea degli azionisti Mps, convocata per il 29 ottobre 2026 ai sensi dell'articolo 104 del Testo unico della finanza. Il perfezionamento è atteso entro metà febbraio 2027 e resta subordinato all'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari e al raggiungimento di una soglia minima di adesioni pari al 50% del capitale della società target più un'azione. L'iniziativa si inserisce nel quadro dell'offerta pubblica di acquisto e scambio annunciata su Mps da Intesa Sanpaolo l'8 giugno 2026. L'amministratore delegato Luigi Lovaglio ha illustrato l'operazione in una conference call fissata per le 9 del 21 agosto. Mps è assistita da UBS Europe e BofA Securities come lead financial advisor.