Banco Bpm ferma le trattative con Mps. Credit Agricole gela il risiko: nulla senza di noi

Economia

Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha deciso all'unanimità di interrompere le consultazioni sulla possibile aggregazione con Monte dei Paschi di Siena. Sul risiko bancario italiano pesa la posizione di Credit Agricole, primo azionista di Piazza Meda con il 29,3%, che frena: nessun progetto concreto sul tavolo. Movimenti anche su Unicredit, Axa e Generali

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Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha deliberato all'unanimità di interrompere le consultazioni sulla potenziale aggregazione con Monte dei Paschi di Siena, comunicandolo contestualmente al gruppo senese. Una decisione che raffredda una delle ipotesi più discusse del risiko bancario italiano e che arriva mentre Credit Agricole, primo socio dell'istituto di Piazza Meda, prende nettamente le distanze dall'operazione. La banca guidata resta, si legge nella nota, concentrata sul proprio Piano Strategico e sulla creazione di valore di lungo periodo per gli azionisti.

 

Lo stop del Cda di Banco Bpm

La scelta è stata assunta senza voti contrari dal consiglio, che ha informato immediatamente Siena dell'interruzione dei colloqui. Banco Bpm ribadisce di voler mantenere il focus sul percorso di crescita autonomo delineato nel piano industriale, senza ulteriori dettagli sulle ragioni che hanno portato a fermare le prove di avvicinamento con il Monte.

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Sul dossier pesa la posizione del Credit Agricole, che con il 29,3% è il principale azionista di Banco Bpm. La Banque Verte ha smentito di essere stata coinvolta: "Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm", ha dichiarato alla stampa francese il ceo Olivier Gavalda, aggiungendo di non poter valutare se un'intesa simile creerebbe valore per gli azionisti. Sulla stessa linea il vice amministratore delegato Jérôme Grivet: "Non siamo a conoscenza di alcun progresso concreto in merito a questa proposta di discussione".

 

Il messaggio del gruppo francese è netto: con quasi il 30% del capitale, "nulla può essere fatto contro di noi o senza di noi", pur precisando di non essere l'unico soggetto a decidere. Gavalda ha rivendicato un ruolo da protagonista in qualsiasi operazione che coinvolga la banca, insieme agli altri azionisti, dicendosi pronto ad analizzare "qualsiasi progetto solido" capace di generare valore nel tempo. Sull'ipotesi Mps-Bpm, però, il giudizio resta prudente: in questa fase, ha spiegato, è "molto difficile capire" se possa garantire un valore adeguato ai soci.

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