Eruzione Etna e voli cancellati, a quale rimborso e assistenza hanno diritto i passeggeri

Economia
©Ansa

Introduzione

Sono centinaia i voli saltati dall’8 agosto all’aeroporto di Catania a causa dell’eruzione dell’Etna. Una situazione che, ovviamente, sta causando disagi  - direttamente o indirettamente - a decine di migliaia di passeggeri in arrivo o partenza o transito presso lo scalo, e che non sembra destinata a risolversi nelle prossime ore: infatti la Sac, la società che gestisce l'aeroporto di Catania, ha fatto sapere che "a causa dell'attività eruttiva dell'Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a Sud-Ovest (settore C1) e la chiusura del settore B3".

Quello che devi sapere

Fino a quando sarà chiuso l’aeroporto

Dunque la Sac ha fatto sapere che sono "sospese tutte le attività di volo in partenza e in arrivo all'aeroporto di Catania fino alle 16 di domani" (VIDEO). L’azienda ha anche invitato i passeggeri a "verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto". Passeggeri che, in ogni caso, hanno diritto a rimborsi e assistenza.

 

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A cosa hanno diritto i passeggeri

Secondo quanto affermato da RimborsoAlVolo, società specializzata in trasporto aereo, i passeggeri coinvolti nei disagi aerei causati dalle più recenti eruzioni dell'Etna hanno infatti diritto a rimborsi ed assistenza: a prevederlo è il Regolamento Ce 261/2004. Secondo RimborsoAlVolo anche in circostanze eccezionali come quella registrata in queste ore a causa dell'intensa attività vulcanica, se la compagnia aerea cancella o ritarda il volo, quest'ultima ha l'obbligo di garantire assistenza ai passeggeri sotto forma di pasti e bevande in relazione alla durata dell'attesa, sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti, trasferimento dall'aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa, due chiamate telefoniche o messaggi via posta elettronica.    

I diritti dei passeggeri
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Il rimborso delle spese sostenute

Inoltre - come spiegato ancora da RimborsoAlVolo - nel caso in cui la compagnia non fosse in grado di garantire l'assistenza in quel momento e il passeggero abbia dovuto pagare personalmente i pasti, le bevande, i taxi o gli hotel, il vettore è tenuto a rimborsare le spese sostenute, purché ragionevoli e appropriate. A questo scopo è necessario conservare tutte le ricevute attestanti tali spese, meglio se nominative, in particolare per quanto concerne i taxi.    

I diritti dei passeggeri

Cosa succede in caso di cancellazione del volo

Nel caso in cui un volo fosse cancellato a causa dei problemi riscontrati presso lo scalo, la compagnia aerea deve offrire la scelta tra: il rimborso del biglietto e, in caso di coincidenza, un volo di ritorno all'aeroporto di partenza non appena possibile; l'imbarco su un altro volo verso la destinazione finale non appena possibile, oppure l'imbarco su un altro volo in una data successiva. "Non è prevista invece la compensazione pecuniaria fino a 600 euro a passeggero: trattandosi di un caso di forza maggiore, il ritardo o la cancellazione del volo non è imputabile alla responsabilità della compagnia aerea", ha specificato Kathrin Cois, direttore generale di RimborsoAlVolo.

I diritti dei passeggeri
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Perché non si ha diritto a un indennizzo ulteriore

Secondo Altroconsumo, sono già più di 100mila i passeggeri che hanno subito disagi a causa dell’eruzione. L’associazione sottolinea anche che diverse decine i voli dirottati sugli altri aeroporti della Sicilia, soprattutto a Palermo, visto che anche le attività di Comiso nel ragusano sono state fortemente condizionate dal vulcano. Anche Altroconsumo comunque sottolinea che in questo caso per le compagnie aree si configura la cosiddetta “causa di forza maggiore” e dunque i passeggeri non hanno diritto a un ulteriore indennizzo. In ogni caso questo non fa venire meno gli altri diritti previsti in caso di cancellazione del volo, come elencati prima.

I danni al turismo causati dall’eruzione

Intanto, si iniziano a contare i danni economici causati dall’eruzione dell’Etna: secondo Assoercenti Sicilia per via dell’attività vulcanica in quattro giorni "il volume di spesa turistica potenzialmente coinvolto potrebbe collocarsi indicativamente tra 12,8 e 24 milioni di euro". L’associazione ha chiesto di "passare dalla gestione emergenziale alla programmazione preventiva" sull'attività del vulcano, proponendo la "creazione di un 'Piano Etna - Continuità turistica', con una cabina di regia permanente che coinvolga Sac, Enac, Enav, Regione Siciliana, Protezione civile, gli aeroporti di Palermo, Comiso e Trapani, compagnie aeree, Trenitalia e rappresentanze delle imprese turistiche".     

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“Dobbiamo prepararci alle eruzioni”

Il presidente di Assoercenti Sicilia, Salvo Politino, ha dichiarato: “Non possiamo fermare l'Etna e non dobbiamo certamente mettere in discussione i criteri di sicurezza dei voli, ma possiamo però prepararci. Se sappiamo che un fenomeno naturale può determinare la chiusura o la limitazione di Fontanarossa, dobbiamo sapere in anticipo come garantire la continuità dei collegamenti e come proteggere la filiera turistica. Vogliamo trasformare le percezioni in dati concreti e mettere a disposizione delle istituzioni una fotografia reale del costo economico dell'emergenza per le imprese. L'obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema permanente di prevenzione e gestione”.

 

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