Tornato invece pienamente operativo lo scalo Pio La Torre di Comiso. A seguito dell'eruzione, dall'8 all'11 agosto sono saltati all'aeroporto catanese circa 700 voli, tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni. Il ministro Musumeci: "A essere fuori posto è l'aeroporto, non il vulcano"
Restano ancora sospese le attività di volo a Catania per l'emergenza cenere lavica dell'Etna. SAC, la società di gestione dell'aeroporto di Catania comunica che, "a causa dell'attività eruttiva dell'Etna e dell'emissione di cenere vulcanica la chiusura degli spazi aerei è stata estesa al settore B3 e che sono sospese le attività di volo in arrivo e partenza all'aeroporto di Catania fino alle 2 di notte del 14 agosto. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree", scrive la Sac in una nota.
Intanto invece lo scalo Pio La Torre di Comiso è tornato pienamente operativo. A seguito dell'eruzione, dall'8 all'11 agosto sono saltati all'aeroporto catanese circa 700 voli, tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni.
Circa 700 voli saltati all'aeroporto di Catania
Secondo il sito della Sac, ne sono stati cancellati circa 400 in partenza e altri 52 lo saranno oggi. I voli riprogrammati in altri scali sono oltre 250: tra questi, più di cento sono stati dirottati dall'inizio dell'emergenza su Comiso e circa 50, nella sola giornata di ieri, su Palermo, e altri 22 voli su Trapani.
I voli dirottati
Circa 50 voli previsti per oggi decolleranno da altri aeroporti: 33 da Palermo, 14 da Trapani e tre da Comiso. E sempre oggi, 40 voli in arrivo sono stati dirottati su Palermo, 12 su Trapani e cinque su Comiso. Tra le compagnie maggiormente interessate dalle modifiche alla programmazione ci sono Ryanair, EasyJet, Ita Airways e Wizz Air, che sono quelle che hanno il maggior numero di collegamenti con il Vincenzo Bellini.
Musumeci: "A Catania è fuori posto l'aeroporto, non il vulcano"
Sull'attività vulcanica dell'Etna e sui disagi per i voli si è espresso anche il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, sottolineando che "ad essere fuori posto non è il vulcano ma l'aeroporto". "Quanto sta accadendo negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo", ha ribadito. Nel 1999 "avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l'Etna", ha ricordato il ministro. Poi ha aggiunto: "Inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo".
Musumeci: "Serve una visione a lungo termine"
Il ministro Musumeci ha poi proseguito sottolineando che "facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove. Quella mia idea non trovò sostegno". Poi ha rimarcato: "Da allora sono trascorsi quasi trent'anni, il traffico aereo e i flussi turistici sono cresciuti enormemente, mentre le conseguenze delle eruzioni dell'Etna continuano periodicamente a condizionare l'operatività degli aeroporti orientali e a renderli, sul piano reputazionale, poco attrattivi in termini di mobilità e accessibilità. Tornai sul tema da presidente della Regione, incontrando la ostilità della società di gestione e l'indifferenza degli enti locali interessati". Musumeci ha poi dichiarato che "il problema esiste e merita una riflessione seria e lungimirante nella programmazione delle grandi infrastrutture, con una visione a lungo termine. Si tratta solo di decidere quale ruolo debba avere la Sicilia nel futuro della crescente mobilità aerea".
Schifani: “Regione attiva per alleviare i disagi dei passeggeri”
Sull'emergenza cenere lavica, è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. "Stiamo responsabilmente facendo il massimo per alleviare i disagi dei viaggiatori dovuti alla chiusura dell'aeroporto di Catania a causa della cenere dell'Etna. Restano ferme le competenze delle compagnie aeree per quanto riguarda l'operatività dei voli e la doverosa assistenza ai passeggeri”, ha dichiarato. "La Regione, pur non avendo prerogative sulla gestione del traffico aereo ha scelto di intervenire collaborando con le società di gestione aeroportuale con collegamenti straordinari e attivando la Protezione civile. Ciò per contribuire ad affrontare una situazione particolarmente complessa che coinvolge decine di migliaia di passeggeri, con circa 700 voli saltati a Fontanarossa, tra cancellati e riprogrammati su altri aeroporti". La Presidenza della Regione ha poi aggiunto che “alle società che gestiscono i trasporti su ferro e su gomma nel nostro territorio l'assessorato delle Infrastrutture, su indirizzo del presidente della Regione, ha chiesto di incrementare i collegamenti tra le città e gli scali siciliani con servizi integrativi e straordinari”. Negli aeroporti, inoltre, sono stati attivati i volontari del sistema regionale di Protezione civile, con circa 30 unità per turno, con appositi gazebo allestiti per distribuire acqua gratuitamente e collaborare con i gestori degli scali nel fornire ai viaggiatori informazioni sui collegamenti attivi.
L'attività vulcanica dell'Etna
Secondo il monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo di Catania, sull’Etna prosegue l’attività effusiva dalle bocche eruttive a quota 2.750, 2.090 e 1.900 metri. I fronti delle colate alimentate dalla bocca di quota 2.360 metri risultano in raffreddamento, mentre i fronti attivi più avanzati, riconducibili alla bocca di quota 1.900 metri, si attestano ad una quota di 1.365 metri, nella Valle del Bove in prossimità di Rocca Capra. Prosegue inoltre, con intensità variabile, l’attività esplosiva del cratere Voragine, con emissione di cenere che si disperde verso Sud. Dal punto di vista sismico, l'ampiezza media del tremore vulcanico non mostra variazioni significative e si mantiene su valori elevati, con una chiara e graduale tendenza all'incremento.
Sac: “Su Etna risposta coordinata del sistema aeroportuale siciliano”
Sull'emergenza determinata dall'attività eruttiva dell'Etna, Sac, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, sta "continuando a lavorare, insieme alle istituzioni, alla Protezione Civile e agli altri scali siciliani, per supportare le compagnie aeree ad assicurare la massima continuità possibile dei collegamenti e l'assistenza ai passeggeri". "Un fenomeno eruttivo di tale intensità e durata - si legge in una nota della Sac - verificatosi in concomitanza con il periodo dell'anno caratterizzato dai maggiori flussi di traffico aereo, rende, infatti, necessario il contributo e il coordinamento di tutti gli attori coinvolti per far fronte all'emergenza”. L’attività eruttiva dell'Etna, “con l'emissione di cenere in atmosfera, sta mettendo sotto forte pressione l'intero sistema aeroportuale siciliano, ma la risposta coordinata di tutti gli operatori dimostra che la macchina organizzativa sta funzionando anche di fronte a un fenomeno naturale straordinario, la cui evoluzione può cambiare di ora in ora. Solo nella giornata di oggi sono stati riprotetti oltre 50 voli tra Palermo, Trapani e Comiso portando il contributo di quest'ultimo a oltre 140 voli dall'inizio dell'emergenza”. La sicurezza, ribadisce la Sac, “resta, in ogni caso, il criterio prioritario di ogni decisione. L'evoluzione del fenomeno vulcanico viene monitorata costantemente e la programmazione dei voli viene adeguata sulla base delle determinazioni delle autorità competenti e delle condizioni di sicurezza. Saccontinua a garantire il presidio delle infrastrutture e la piena operatività di tutte le strutture in attesa che le condizioni permettano la ripresa delle regolari attività".