Varta, il gruppo delle batterie chiede l'insolvenza dopo aver perso il cliente Apple

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L'azienda tedesca ha presentato quattro istanze di insolvenza al tribunale di Stoccarda. L'azienda, già salvata da una ristrutturazione nel 2024, è stata travolta dalla perdita di Apple, suo cliente principale, che sposterà in Asia le forniture per gli AirPods. A rischio lo stabilimento di Nördlingen, in Baviera

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Il gruppo tedesco Varta, storico produttore di pile e batterie, ha presentato istanza di insolvenza. La richiesta, che riguarda quattro società del gruppo, è stata depositata presso il tribunale di Stoccarda ed è ora al vaglio dei giudici, come confermato da una portavoce. A pesare sui conti dell'azienda, già fortemente indebitata, è soprattutto la perdita del suo principale cliente, Apple, che ha deciso di rivolgersi a produttori asiatici. Sul tavolo c'è anche il futuro dello stabilimento bavarese di Nördlingen, destinato alla chiusura.

 

Varta batterie
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Il nodo dei finanziamenti

A far precipitare la situazione è stata la richiesta dei creditori, che mercoledì hanno chiesto il rimborso dei prestiti concessi, spingendo di fatto l'azienda verso l'insolvenza. Secondo la stampa tedesca, i principali finanziatori del gruppo sono Deutsche Bank e tre fondi d'investimento londinesi: Blantyre, RBC BlueBay e Whitebox.

 

Un'analisi indipendente ha stabilito che a Varta servivano decine di milioni di euro di nuovi finanziamenti a breve termine. Nonostante trattative serrate, nessuno si è però detto disposto a versare capitale fresco. A chiudere le porte sono stati anche gli stessi azionisti: secondo quanto riferito da Reuters, la casa automobilistica Porsche AG e l'investitore austriaco Michael Tojner hanno rifiutato di garantire nuove risorse alla società in difficoltà.

L'addio di Apple e la chiusura in Baviera

Il colpo più duro è arrivato in primavera, con la perdita del cliente più importante. Apple ha infatti deciso di affidare a produttori cinesi la fornitura delle micro-batterie destinate agli auricolari AirPods. Varta continuerà a realizzare le pile a bottone "CoinPower" per le cuffie wireless dell'azienda statunitense fino a novembre, ma in futuro queste verranno con ogni probabilità acquistate in Asia.

 

Le conseguenze si abbattono direttamente sullo stabilimento di Nördlingen, in Baviera, dove lavorano circa 350 dipendenti: l'impianto dovrebbe chiudere a ottobre. Secondo i dati forniti dall'azienda, Varta impiega complessivamente circa 3.260 persone, molte delle quali nella sede centrale di Ellwangen, nel sud-ovest della Germania.

Verso lo spacchettamento del gruppo

Il futuro di Varta appare ora segnato da una possibile frammentazione. Secondo quanto riferito da Reuters, i principali creditori, tra cui Deutsche Bank, punterebbero a rilevare il redditizio business delle batterie per uso domestico, mentre Tojner avrebbe manifestato interesse per la divisione delle microbatterie.

 

Non è la prima crisi per il gruppo. Nel 2024 Varta aveva avviato un piano di ristrutturazione per evitare il fallimento: in quell'occasione i vecchi azionisti persero le loro quote e i creditori rinunciarono a parte dei propri crediti. All'inizio dello scorso aprile l'azienda aveva dichiarato di aver completato il risanamento e di essere tornata sulla strada giusta. Nei suoi ultimi bilanci, relativi al 2024, il gruppo aveva registrato un fatturato di circa 793 milioni di euro e una perdita di 64,5 milioni. Oltre alle batterie domestiche, Varta produce microbatterie per apparecchi acustici e sistemi di accumulo dell'energia.

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