Saldi estivi 2026 al via oggi, affari per 3 miliardi ma solo 1 italiano su 2 è interessato
EconomiaIntroduzione
In quasi tutta Italia prende avvio da oggi, 4 luglio, la stagione degli sconti estivi che avrà una durata differenziata a seconda della regione. Fanno eccezione le province autonome di Trento e Bolzano: nel primo caso spetta ai commercianti determinare liberamente i periodi in cui effettuare i saldi a patto di rispettare il limite di 60 giorni. A Bolzano e in altri ventisei Comuni altoatesini, invece, i saldi inizieranno il 16 luglio.
Quello che devi sapere
Codacons, interessato un consumatore su due
Più che una corsa, la stagione dei saldi 2026 si prospetta una "camminata lenta" verso i prezzi ribassati secondo il Codacons che stima un giro d'affari complessivo intorno ai 3 miliardi di euro. L'associazione per i consumatori calcola che solo 1 italiano su 2 dichiara di essere pronto agli acquisti approfittando degli sconti.
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In 15 anni interesse verso i saldi calato di venti punti
A smorzare l'interesse verso l'iniziativa sono soprattutto fattori di lungo periodo, dalla crescita dell'e-commerce alle offerte veicolate sui social media. A fronte di una quota compresa oggi tra il 50 e il 55%, il Codacons rileva che nel 2011 erano stati oltre sette su dieci gli italiani pronti a comprare prodotti contando sui prezzi di fine stagione.
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Saldi, Codacons: "Strumento obsoleto"
Non solo l'e-commerce. Tra i fattori che contribuiscono a spiegare la crisi dei saldi canonici rientrano i pre-sconti, applicati online o nel punto vendita fisico, una pratica diffusa in molte catene commerciali che di fatto dilata i prezzi scontati lungo tutto l'anno. "Per questo riteniamo che i saldi di fine stagione siano oramai obsoleti, uno strumento del tutto superato dalle opportunità offerte dal commercio moderno e da un mercato che è sempre più digitale, e per questo andrebbero aboliti definitivamente, liberalizzando il settore del commercio", spiega l'associazione.
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Fismo Confesercenti-Ipsos, ribassi già partiti
Come rileva un'indagine condotta da Ipsos e Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti (Fismo), più di un terzo degli italiani, 36%, ha già effettuato acquisti a prezzi promozionali prima del via ufficiale. A trainare la corsa anticipata agli sconti di fine stagione è soprattutto il Mezzogiorno dove il 42% non ha aspettato la data stabilita del 4 luglio, nove punti sopra il Nord e dieci sopra il Centro.
Metà under 35 comprano in anticipo
Secondo la rilevazione Fismo-Ipsos il superamento dei saldi risulta più netto tra i clienti under 35 anni: quasi la metà, il 48%, ha effettuato acquisti in anticipo, diciassette punti in più rispetto a chi ha più di 35 anni.
Negozi abbigliamento e calzature in crisi
Come sottolinea la federazione che fa capo a Confesercenti, i dati danno la misura sulla formula dei saldi da rivedere in profondità nel tentativo di risollevare un comparto in sofferenza strutturale. Dal 2019, ultimo anno pre-Covid, circa 18mila negozi di abbigliamento e calzature hanno abbassato la saracinesca, un calo del 13,5% che ha causato la perdita di 17mila posti di lavoro e lo svuotamento di centri storici e zone commerciali.
Spesa famiglie per moda e negozi indipendenti in calo
Per quanto concerne i consumi, la spesa delle famiglie per il comparto moda e calzature è passata dal 7% al 3,7%. Mentre i negozi indipendenti, che restano circa la metà dei punti vendita, pesano non più del 25% sul mercato, 50 punti in meno degli anni Ottanta.
Recine (Fismo): "Valore vendite di fine stagione eroso"
Per Francesca Recine, presidente nazionale Fismo, "le vendite di fine stagione valgono tra il 25 e il 30% del fatturato annuo di un negozio di moda ma negli ultimi dieci anni, tra promozioni e ribassi anticipati, questo valore si è costantemente eroso, mentre il giro d'affari complessivo di sconti e promozioni è lievitato". "Così saldi e promozioni, senza regole nuove, finiscono per alterare la concorrenza a danno dei negozi di prossimità. Il punto è che la materia non può più restare alle Regioni", afferma Recine che chiede il trasferimento delle competenze allo Stato: "Servono norme nazionali più chiare e semplici, che garantiscano equilibrio concorrenziale".
Saldi estivi, i consigli del Codacons
Tra i consigli per fare buoni acquisti l'associazione Codacons segnala di conservare sempre lo scontrino per eventuali cambi. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se l'operazione non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, esiste sempre il diritto alla restituzione dei soldi, senza passare per un voucher. La scadenza per denunciare il difetto è fino a due mesi dalla data dell'acquisto, non 7 o 8 giorni.
Vietati i fondi di magazzino
Le vendite devono essere realmente di fine stagione. La merce posta in esposizione sotto la voce "saldo" deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Sono da evitare quei negozi con scaffali semivuoti poco prima dei saldi che si riempiono dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
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