Gasdotto Russia-Cina, cosa prevede il progetto Power of Siberia 2

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L'opera è strategica per Mosca come alternativa ai mercati europei e andrebbe ad affiancare l'esistente Power of Siberia 1, che lo scorso anno ha trasportato 38 miliardi di metri cubi

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Vladimir Putin è volato a Pechino per incontrare il presidente cinese Xi Jinping, al centro del colloqui in corso tra i due c'è anche il futuro del gasdotto Power of Siberia 2. L'infrastruttura progettata per trasportare 50 miliardi di metri cubi di gas all'anno lungo un tracciato di 2.600 chilometri, collegando i giacimenti artici di Yamal alla Cina settentrionale attraverso la Mongolia. L'opera è strategica per Mosca come alternativa ai mercati europei e andrebbe ad affiancare l'esistente Power of Siberia 1, che lo scorso anno ha trasportato 38 miliardi di metri cubi.

Il blocco di Hormuz ha reso il gasdotto russo una priorità strategica

Il Cremlino ha preannunciato "discussioni serie e molto dettagliate", con il presidente russo che ha auspicato la finalizzazione di un accordo definitivo durante la visita di questi giorni. I negoziati appaiono favoriti dall'attuale quadro geopolitico: il prolungarsi del blocco dello Stretto di Hormuz minaccia direttamente le rotte marittime attraverso cui transita un terzo del petrolio e il 25% del gas d'importazione di Pechino. Questa vulnerabilità ha spinto il governo cinese a inserire il nuovo gasdotto russo tra le priorità strategiche del quindicesimo piano quinquennale 2026-2030, approvato lo scorso marzo.

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Il prezzo resta un nodo centrale nei negoziati

La pressione per un'intesa è importante anche per Mosca, chiamata a compensare il drastico calo delle esportazioni verso l'Europa, crollate da 157 a soli 18 miliardi di metri cubi dopo l'invasione dell'Ucraina. Gazprom ha avviato i primi studi di fattibilità già nel 2020 e nel settembre del 2025 ha siglato un memorandum vincolante di trent'anni. Da Pechino, tuttavia, non è giunta alcuna dichiarazione ufficiale di conferma al momento della firma e i cantieri sono attualmente in stallo.

Il nodo principale resta il prezzo. Pechino vuole pagare il gas alle stesse condizioni del mercato interno russo, mentre Mosca punta a una formula di mercato, simile a quella applicata per il primo Power of Siberia e per le forniture storiche all'Europa.

US President Donald Trump (L) meets with China’s President Xi Jinping on the sidelines of their visit to Zhongnanhai Garden in Beijing on May 15, 2026. (Photo by Evan Vucci / POOL / AFP)

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Secondo gli analisti, l'avvio operativo non avverrà prima del 2031

Anche in caso di intesa politica imminente, i tempi di realizzazione dell'opera restano ampi. La divisione ricerca della compagnia statale cinese Cnpc ha stimato lo scorso novembre in almeno otto-dieci anni la durata dei lavori per progetti di tale complessità ingegneristica. Gli analisti di S&P Global prevedono un avvio operativo dell'infrastruttura non prima della fine del 2031. Attualmente, la Cina conta su 5 gasdotti attivi che coprono circa il 19% del consumo interno.

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