Patto di stabilità, Dombrovskis: "Italia non ha chiesto deroga, risposte siano contenute"

Economia

Il commissario Ue all'Economia ha ricordato che il nuovo quadro di governance economica è entrato in vigore da poco più di un anno e "consente maggiore flessibilità agli Stati membri nel definire le loro traiettorie fiscali", con un orizzonte più orientato al medio termine e un maggiore ricorso a elementi anticiclici

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"Al momento, questo tipo di richiesta non è stata presentata, quindi è difficile commentare scenari ipotetici", A parlare è il commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, interpellato sull'ipotesi che l'Italia attivi la clausola nazionale di salvaguardia per le spese nell'energia e se la Commissione la prenderebbe in considerazione. "La nostra raccomandazione è generalmente quella di mantenere una risposta contenuta e di restare all'interno dei parametri dei piani strutturali di bilancio nazionali", ha aggiunto.

Il contesto macroeconomico

Dombrovskis ha richiamato il contesto macroeconomico, sottolineando che dopo la pandemia e la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina "gli Stati membri presentano livelli elevati di deficit e debito". Il commissario per l'Economia ha quindi evidenziato il cambio di scenario rispetto agli anni del Covid: "Durante il Covid abbiamo adottato uno stimolo fiscale generalizzato, in un contesto di tassi sostanzialmente pari a zero. Ora i tassi sono molto più alti, il che limita anche lo spazio fiscale e la possibilità di finanziamento a debito". Bruxelles invita dunque a interventi mirati, anche alla luce del nuovo quadro di governance economica, che - ha segnalato Dombrovskis - prevede già alcuni margini di flessibilità. Tra questi, ha spiegato, le minori entrate legate al ciclo economico, la componente ciclica dei sussidi di disoccupazione e l'aumento dei costi per interessi "non devono essere compensati". "Ci sono quindi alcuni elementi che consentono, in un certo senso, una politica fiscale più espansiva ancora prima di ricorrere a misure discrezionali", ha concluso il commissario lettone.

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Semplificare e accelerare

"Quello che vogliamo - ha detto ancora Dombrovskis - è avere procedure di infrazione più rapide, più automaticità e anche sanzioni potenzialmente più elevate". L'obiettivo, ha spiegato, è "semplificare e accelerare le procedure" e "essere più rigorosi nel concedere proroghe", che potranno essere accordate solo se accompagnate da "un calendario chiaro e realistico delle misure da adottare". "Può esserci una sola richiesta di estensione del termine", ha precisato. Bruxelles punta anche a un maggiore ricorso ai dialoghi preliminari (l'Eu Pilot), ma "se il dialogo pre-infrazione non ha successo" o se il caso è "improbabile da risolvere" in questa fase, si passerà direttamente a procedure più rapide. "L'anno scorso la durata media di un caso di infrazione era di quasi tre anni", ha ricordato il commissario, aggiungendo che "quasi un quinto dei casi è durato oltre cinque anni". "Per questo vogliamo davvero accelerare queste procedure"

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