Kering, De Meo presenta piano reset per il rilancio: cosa prevede

Economia

 'ReconKering' è il piano strategico presentato in occasione del Capital Markets Day alla stazione Leopolda di Firenze e concepito per riportare il Gruppo su una traiettoria di leadership

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Kering apre un nuovo capitolo della propria storia con il lancio di 'ReconKering', il piano strategico presentato in occasione del Capital Markets Day alla stazione Leopolda di Firenze e concepito per riportare il Gruppo su una traiettoria di leadership di lungo periodo in un mercato del lusso profondamente trasformato. Il piano nasce con l’obiettivo di ristabilire chiarezza, rafforzare la disciplina nell’esecuzione e costruire basi solide per una crescita sostenibile. Al centro della strategia vi è una riconnessione con i fondamenti del 'True Luxury' – creatività, artigianalità, rilevanza culturale ed eccellenza del prodotto – accompagnata dallo sviluppo delle capacità necessarie per guidare il cosiddetto ‘Next Luxury’ fatto di nuove tecnologie, nuove aspettative dei clienti, nuovi mercati e nuove categorie.

Nel primo trimestre ricavi superiori ai 3,5 miliardi

Negli ultimi mesi, il Gruppo, che ha archiviato il primo trimestre dell'anno con ricavi pari a 3,568 miliardi di euro, in calo del 6% su base riportata, ma sostanzialmente stabili a perimetro comparabile rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ha già avviato una profonda trasformazione interna: è stata ridisegnata l’architettura organizzativa, rafforzata la disciplina finanziaria, migliorata la chiarezza su prodotto e pricing, ottimizzata la rete retail e potenziata la governance operativa.

Roadmap precia per riposizionare Kering

ReconKering si innesta su questo slancio, definendo una roadmap precisa per riposizionare Kering come uno dei principali sfidanti nel settore del lusso. “ReconKering è il nostro modo di riconnetterci con ciò che rende Kering unico, abbracciando al contempo ciò che il lusso sta diventando", sottolinea Luca de Meo, ceo di Kering. "Il True Luxury è la nostra missione, e il Next Luxury è il nostro orizzonte. Questo piano unisce i due elementi con l’agilità di uno sfidante, una rinnovata attenzione alla desiderabilità e un impegno più forte nell’esecuzione. Affrontiamo questa nuova fase con ambizione, umiltà e una profonda fiducia nei nostri team, che saranno la forza trainante del ritorno alla crescita e del miglioramento delle performance del Gruppo”. L’ambizione finanziaria del Gruppo, che tra i suoi marchi di punta vanta Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga, tra gli altri, si fonda su una rigorosa disciplina operativa e sulla creazione di valore sostenibile. La desiderabilità dei brand rappresenta il primo pilastro: l’equity di marca viene misurata attraverso un framework strutturato, sviluppato con un’istituzione esterna e basato su tre dimensioni – visibilità, attrattività e forza dell’immagine – consentendo alle Maison di monitorare le proprie performance e attivare leve mirate. 

L'obiettivo sul fronte dei ricavi

Sul fronte dei ricavi, Kering punta a una graduale sovraperformance rispetto al mercato, mentre la redditività sarà ricostruita in modo metodico e strutturale. L’obiettivo nel medio termine è più che raddoppiare la percentuale di margine operativo ricorrente full year 2025 a livello di Gruppo, grazie a un mix più solido, a un’esecuzione più focalizzata e a un rigoroso controllo operativo. Parallelamente, il piano prevede un miglioramento strutturale dell’efficienza del capitale, con un Roce superiore al 20% nel medio termine, sostenuto da fondamentali più robusti, una migliore gestione degli stock e investimenti più selettivi. L’allocazione del capitale riflette chiaramente queste priorità: tra il 5% e il 6% dei ricavi sarà reinvestito in Capex per sostenere la crescita organica delle maison; la crescita esterna sarà altamente selettiva, attraverso acquisizioni mirate di tipo bolt on, volte a rafforzare artigianalità, integrazione verticale e sicurezza nell’approvvigionamento; infine, sarà garantita una remunerazione stabile agli azionisti, con un payout ratio intorno al 50% dell’utile netto ricorrente.

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