Assegno unico universale, importi in calo nei pagamenti di aprile 2026. Le simulazioni

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Per la prima volta da inizio anno, l’Assegno unico universale (Auu) verrà corrisposto con importi più bassi rispetto ai mesi scorsi. Ad aprile, infatti, il contributo riconosciuto per i nuclei con figli a carico ha già "assorbito" le novità introdotte per il 2026 come la rivalutazione Istat, il nuovo Isee e l'erogazione di eventuali arretrati.

Quello che devi sapere

Quando arriva l'Assegno ad aprile

Come reso noto dall’Inps, le date da segnare sul calendario per il mese di aprile sono lunedì 20 e martedì 21 per i nuclei che non hanno subìto variazioni di reddito o di composizione. Dovrà attendere invece fine mese, dal 27 al 30 aprile, chi ha presentato una nuova domanda oppure ha segnalato modifiche del nucleo.

 

Per approfondire: Assegno Unico aprile 2026, calendario pagamenti: date e cosa sapere

Entro quando aggiornare l'Isee

Per continuare a ricevere l’assegno unico rispettando soglie e maggiorazioni, entro il 28 febbraio era richiesto di inviare all’Inps la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), necessaria per consentire l'aggiornamento dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee). In assenza di questo passaggio, obbligatorio per tutti i nuclei, il contributo viene riconosciuto in automatico osservando importi minimi. Fino al 30 giugno c’è tempo per effettuare l’aggiornamento della Dsu e non perdere il diritto a vedere riconosciuti gli arretrati.

 

Per approfondire: Assegno Unico, verso estensione per i figli a carico non residenti in Italia: le novità

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La nuova Dsu

L’aggiornamento della Dsu è importante anche perché sono cambiati i modelli di compilazione alla luce delle novità introdotte nell’ultima Legge di bilancio. Come chiarito nel messaggio numero 799 del 6 marzo scorso, Inps ha reso disponibili i nuovi modelli e aggiornato in automatico le attestazioni Isee di tutte le Dsu presentate da inizio anno.

 

Per approfondire: Pagamenti Inps aprile 2026, le date da segnare sul calendario

Adeguamento maggiorazioni

Va ricordato che la rivalutazione in base all’indice del costo della vita incide, oltre che sull’importo base, anche sulle maggiorazioni riconosciute per i nuclei dove sono presenti figli a carico con disabilità, figli ulteriori al secondo, figli di madri con meno di 21 anni o dove sono attestati i requisiti per il bonus secondo percettore di reddito.

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Nuove maggiorazioni

Nuove maggiorazioni sulle soglie Isee aggiornate per il 2026 sono previste inoltre per i nuclei familiari con figli di età inferiore a un anno. In questo caso l’importo dell’assegno unico raddoppia fino al compimento del primo anno di vita del minore. L’incremento del 50% scatta poi nel caso di nuclei con almeno tre figli e Isee sotto la soglia massima, che quest’anno è di 46.582,71 euro. Per i nuclei con almeno quattro figli a carico viene invece prevista una maggiorazione forfettaria, pari a 150 euro. 

Le nuove soglie

La rivalutazione avvenuta con l’assegno di febbraio 2026 ha rivisto le soglie Isee destinatarie dei vari importi. Il tetto della prima fascia di reddito, per esempio, è passato da 17.227,33 a 17.468,51 euro. A cambiare è anche la fascia di reddito più elevata oltre la quale l’assegno viene erogato con importo minimo. L’ultimo scaglione sale da 45.939,56 a 46.582,71 euro di Isee.

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Gli aumenti degli importi

A mutare per effetto della rivalutazione è anche l’importo minimo riconosciuto in automatico che passa da 57,5 a 58,3 euro. Da questa base gli importi aumentano in proporzione alla diminuzione del reddito fino al raggiungere il massimo mensile di 203,8 euro applicato alla fascia più bassa, pari, come detto, a 17.468,51 euro. Rispetto allo scorso anno, l’incremento sfiora i 3 euro: nel 2025 l’assegno base massimo corrispondeva a 201 euro riconosciuto ad una platea più ristretta (fascia fino a 17.227,33 euro).

Come cambia l’Isee

Per il 2026, l’Isee prevede un calcolo più favorevole, specialmente per le famiglie con figli proprietarie di prima casa, grazie ad un innalzamento delle franchigie immobiliari che per chi vive nelle città metropolitane può raggiungere i 120mila euro. Inoltre, dall’indicatore sono esclusi gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali. Cambiano le scale di equivalenza per i nuclei numerosi e viene confermata l'esclusione di titoli di Stato e buoni fruttiferi postali fino a 50mila euro, elementi che se sommati consentono di spuntare importi più favorevoli anche per quanto riguarda l’assegno unico. 

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Come cambiano le maggiorazioni fisse

Come mostrano le simulazioni de Il Messaggero, tutte le maggiorazioni applicate con il medesimo importo, a prescindere dalla situazione economica del nucleo, hanno beneficiato da febbraio di una leggera rivalutazione. L’importo ulteriore riconosciuto per chi ha figli under 21 non autosufficienti passa da 120,6 a 122,3 euro, quello per i figli con disabilità passa da 97,7 a 110,6 euro (a seconda del livello di gravità). Un leggero ritocco mensile riguarda inoltre la maggiorazione per i figli di madri con età inferiore a 21 anni che sale da 23 a 23,3 euro.

Maggiorazioni variabili in base all’Isee

Il quotidiano romano mette inoltre a confronto gli importi delle maggiorazioni variabili in base all’Isee riconosciute nel 2025 con quelle applicate quest’anno. La maggiorazione per i figli ulteriori al secondo sale, per esempio, da 97,7 a 99,1 euro per la fascia più bassa, e da 17,2 a 17,4 euro per quella più elevata. Lo stesso discorso vale per quanto concerne il bonus secondo percettore dove si parte da una base di 34,9 euro (rispetto al 34,4) per poi scendere nelle fasce superiori.

 

Per approfondire: Assegno unico universale, erogati 14,7 miliardi nel 2025. I dati

 

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