Rimbalzano oro e argento dopo la tregua annunciata da Trump

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Il metallo prezioso per eccellenza sale del 3,44% a 4.415,93 dollari l'oncia e l'argento guadagna quasi il doppio, rispetto alle scorse ore, segnando un progresso del 6,71% a 68,38 dollari l'oncia

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Invertono la rotta l'oro e l'argento sulla scia del rimbalzo dei mercati dopo la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump dopo "colloqui molto buoni" con l'Iran. Il metallo prezioso ha azzerato le perdite e ora viaggia  a circa 4.502 dollari l’oncia (+0,2%), dopo aver toccato i minimi da circa quattro mesi (novembre 2025), con un ribasso intraday in mattinata fino al -8% sui 4.100 dollari l'oncia.

L'impatto del conflitto

L'oro dall’inizio del conflitto in Medio Oriente (28 febbraio) ha perso circa il 13%. Risultano ancora negativi i future giugno del metallo giallo, -1,4% a circa 4.543 dollari l'oncia. A pesare sull'andamento dell'oro è "la rivalutazione dei mercati, basata sull’aspettativa di un minor numero di tagli dei tassi della Fed", che "ha spinto al rialzo i rendimenti reali e rafforzato il dollaro, il che sta prevalendo sulla domanda di beni rifugio nel breve termine", ha spiegato Imaru Casanov  di VanEck, che parla di "un contesto complesso" a causa della guerra in Medio Oriente, ma che è comunque "favorevole nel lungo periodo" per il metallo prezioso. Da segnalare, infatti, che l’oro è ancora in rialzo di quasi il 49% su base annua. Tra gli altri metalli preziosi, l’argento spot sale del 3,3% a 70,2 dollari l’oncia, il platino perde l0 0,6% a 1.914 dollari e il palladio guadagna il 4,1% a 1.466 dollari.

 

 

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