Crisi energia, si valuta ora legale permanente: al via iter Camera. Cosa può cambiare

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La Commissione Attività Produttive analizzerà entro giugno impatti energetici, economici e ambientali, alla luce dei dati europei e nazionali. In arrivo audizioni di istituzioni, esperti e associazioni per valutare benefici e criticità della misura

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Il Parlamento  sta valutando l'introduzione dell'ora legale permanente. Il tema torna d'attualità mentre si avvicina il prossimo cambio dell'ora, previsto per il 29 marzo. L'11 marzo la Commissione Attività Produttive della Camera ha approvato l'avvio di un'indagine conoscitiva "sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori". La proposta, presentata lo scorso novembre su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), di Consumerismo No Profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega), dovrebbe concludersi entro il 30 giugno.

Le origini della discussione in Europa e i benefici evidenziati

Il dibattito nasce dalla consultazione pubblica lanciata nel 2018 dalla Commissione Europea, alla quale avevano partecipato 4,6 milioni di cittadini europei: l'84% si era espresso a favore dell'abolizione del cambio dell'ora. Nel 2019 il Parlamento europeo ha approvato una proposta di direttiva che lascia agli Stati membri la libertà di scegliere tra ora solare o legale permanente. Il processo, però, si è arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi, lasciando la questione sospesa. Il documento che avvia l'indagine conoscitiva sottolinea come tre ricerche presentate in sede europea concordino sul fatto che l'abolizione del cambio di orario e l'applicazione di unico sistema per l'intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto. 

L'ora legale in Italia

L'ora legale fu introdotta in Italia per la prima volta nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, per far fronte alla scarsità di materie prime energetiche. Abolita nel 1920, venne reintrodotta durante la Seconda Guerra Mondiale e applicata in modo sistematico dal 1966. Secondo i dati ufficiali di Terna, tra il 2004 e il 2025 l'ora legale ha permesso un risparmio complessivo di oltre 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro. 

Perché un'indagine conoscitiva e le prossime tappe

"Alla luce delle evidenze raccolte, appare opportuno promuovere un'indagine conoscitiva per valutare in modo oggettivo gli impatti dell'ora legale permanente sul territorio nazionale sul comparto energetico e produttivo italiano. Tale studio dovrebbe coinvolgere enti di ricerca e organismi economici, al fine di fornire al Parlamento e al Governo un quadro aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura", si legge nella richiesta approvata alla Camera. Il prossimo passo dell'iter in Commissione saranno le audizioni dei soggetti chiamati ad esprimere un proprio parere e presentare studi, ricerche e dati sugli effetti dell'ora legale permanente: rappresentanti di istituzioni, Autorità indipendenti, Commissione europea e Parlamento Ue, Organizzazioni internazionali operanti nel settore, associazioni di categoria, associazioni dei consumatori ed esperti del settore provenienti dal mondo accademico o da istituti di ricerca.

 

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