Federico Freni resta il favorito per la successione, ma le resistenze nella maggioranza continuano a frenare la nomina. Nel frattempo si allarga la rosa dei possibili candidati, che comprende anche l'economista Marina Brogi. In caso di stallo prolungato torna in campo anche il nome di Carlo Cottarelli
Da oggi, lunedì 9 marzo, la Consob - la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa - è formalmente senza presidente. Il mandato settennale e non rinnovabile di Paolo Savona si è concluso domenica 8 marzo. Savona ha salutato la struttura già mercoledì 4 marzo, nell'ultima settimana alla guida dell'Autorità di via Martini, per poi tornare ai suoi studi di econometria.
I quattro commissari
In assenza del presidente, la guida dell'Autorità passa ai quattro commissari: Chiara Mosca, Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli. Mosca, in virtù della maggiore anzianità (in carica dal 2021), assume il ruolo di presidente vicario e dispone del voto doppio in caso di parità nelle decisioni.
La nomina del successore
La scelta del nuovo presidente della Consob avviene tramite decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio. Il mandato dura sette anni e non può essere rinnovato. In pole position resta il sottosegretario al Mef Federico Freni, espressione della Lega. La sua nomina, già prevista all'ordine del giorno di un Consiglio dei ministri a fine gennaio e poi bloccata, continua però a incontrare resistenze all'interno della maggioranza. Per assumere la presidenza della Consob, Freni dovrebbe lasciare il suo incarico di governo, come già avvenuto per Savona, nominato dopo avere lasciato il ministero degli Affari Esteri. Accanto al nome di Freni, circolano altre ipotesi. Tra queste, l'economista e docente universitaria Marina Brogi, figura considerata tecnica e apprezzata in ambienti istituzionali. Un'altra possibilità è Carlo Cottarelli, economista ed ex senatore, ritenuto un profilo adatto soprattutto nel caso in cui lo stallo politico dovesse prolungarsi.
Risiko bancario e polemiche
Nell'ultimo anno e mezzo Savona e la Consob sono finiti spesso al centro delle polemiche sulle ops ostili nel settore bancario. Savona ha rivendicato una "costante attività di indagine" su tutte le operazioni e gli esposti, segnalando però difficoltà di dialogo con la Bce sui tempi di risposta, nonostante un memorandum d'intesa per lo scambio di informazioni. In precedenza, sotto pressione per la gestione dell'ops di UniCredit su Banco Bpm, aveva reagito alle critiche della maggioranza lasciando intendere un possibile passo indietro anticipato: "Finché sono gradito resto, quando non sono più gradito vado via".