Droni a basso costo, come funziona il progetto di Italia, Germania, Francia, Polonia e Uk
EconomiaIntroduzione
Dopo il vertice dei ministri della Difesa dei Paesi E5, che si è svolto a Cracovia il 20 febbraio, il ministro polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha annunciato il via dell’iniziativa Leap (Low-Cost Effectors and Autonomous Platforms). Si tratta di un impegno "per lo sviluppo congiunto di capacità di attacco con droni, di produzione condivisa a basso costo e di approvvigionamento condiviso di effettori per droni". Partecipano Italia, Germania, Francia, Polonia e Uk, ovvero i cinque Paesi europei con la maggiore spesa per la Difesa.
Il ministro della Difesa britannico Luke Pollard ha parlato di un "impegno multimilionario assunto da ogni membro dell’E5 per potenziare la tecnologia. Collettivamente disponiamo di alcune delle migliori attrezzature dell’intero Pianeta per abbattere le minacce aeree". E ha poi aggiunto: "Dobbiamo assicurarci che il costo della difesa sia commisurato al costo della minaccia". Ecco tutti i dettagli del progetto.
Quello che devi sapere
Il primo progetto sarà consegnato entro il 2027
"Abbiamo concordato di lanciare l'iniziativa Low-Cost Effectors and Autonomous Platforms (Leap)" con l'obiettivo di "rafforzare la cooperazione nello sviluppo e nell'approvvigionamento di droni droni a basso costo e piattaforme autonome per ottenere risultati militari”, è stato annunciato nel corso della riunione a Cracovia del gruppo E5. I ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia, Polonia e Gran Bretagna hanno anche spiegato che il progetto prevede lo sviluppo di sistemi avanzati di difesa aerea a basso costo, come droni autonomi o missili, il cui primo progetto sarà consegnato entro il 2027.
Inoltre, il primo obiettivo del programma sarà sviluppare una nuova arma terra-aria. Piuttosto che lunghi cicli di sviluppo, e ispirandosi all’innovazione sul campo di battaglia dell’Ucraina, si darà priorità alla velocità e all’adattabilità.
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La protezione dei cieli europei
Come scrive Politico, l’iniziativa riflette la crescente preoccupazione per la protezione dei cieli europei, dopo una serie di incursioni aeree nei cieli della Nato lo scorso anno. E, come si legge in una nota del governo del Regno Unito, "l'iniziativa nasce mentre in Uk si sta intensificando la cooperazione con gli alleati europei per sviluppare nuove armi di precisione a lungo raggio e ipersoniche, con una spesa per questi progetti che quest'anno supera i 400 milioni di Sterline".
L'E5, si legge ancora, "continua a svolgere un ruolo cruciale nel rafforzare le difese della Nato, aumentare la resilienza industriale e fornire un supporto incrollabile all'Ucraina di fronte alla continua aggressione russa".
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Ministro Difesa polacco: "L'Europa si è svegliata"
"Stiamo mettendo a frutto l'esperienza ucraina e sviluppando il nostro potenziale industriale in modo dinamico. L'Europa si è svegliata", ha dichiarato il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, descrivendo la guerra con i droni come un'esperienza che ha trasformato la condotta delle operazioni in Ucraina. E ha anche affermato che i sistemi senza pilota hanno modificato i presupposti di pianificazione per molte forze armate.
Per il ministro, i droni vengono costantemente modernizzati anziché essere acquistati "di serie", con l'intelligenza artificiale che ora è parte integrante dei sistemi. "Le tecnologie e le tecniche di combattimento stanno cambiando in modo dinamico, dobbiamo rispondere rapidamente e adeguatamente", ha sottolineato.
Il gruppo E5
Il gruppo E5 si era riunito per la prima volta nell'autunno del 2024 dopo la rielezione di Donald Trump. Da allora i membri si sono visiti altre sette volte e il gruppo si è man mano affermato come un organismo chiave per rafforzare la cooperazione europea in materia di Difesa al di fuori delle strutture molto più ampie dell'Ue.
Kallas: "La sicurezza dell’Europa incerta"
Sull'iniziativa è intervenuta anche l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas: "La sicurezza dell’Europa è più incerta di quanto non lo sia stata negli ultimi decenni. Se vogliamo proteggere i nostri Paesi, dobbiamo rafforzare l’hard power europeo”, ha evidenziato. "Stiamo già investendo somme record nella Difesa e l’annuncio da parte di cinque Paesi di sviluppare difese aeree a basso costo per proteggere i cieli europei è un esempio di maggiore responsabilità per la nostra Difesa”, ha aggiunto.
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