Decreto Flussi 2026, oggi click day per colf e badanti: come fare

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Come stabilito nel provvedimento approvato dal Parlamento lo scorso novembre, quest'anno è previsto l'ingresso di 13.600 lavoratori subordinati non stagionali nell’ambito dell’assistenza familiare, che diventeranno rispettivamente 14mila e 14.200 nel 2027 e nel 2028. L'invio delle domande, dalle ore 9, spetta unicamente ai datori di lavoro - singoli o attraverso associazioni di categoria - che in precedenza hanno precompilato il modulo sul Portale servizi del ministero dell'Interno

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Scatta a partire dalle ore 9 di oggi, 18 febbraio, il click day per l’invio delle domande per i lavoratori subordinati non stagionali relativamente al settore dell’assistenza familiare. Stabilito dal Decreto Flussi 2026 e approvato dal Parlamento lo scorso 26 novembre, questo click day è l’ultimo di quelli in calendario e porterà in Italia 13.600 lavoratori nel 2026; 14 mila nel 2027 e 14.200 nel 2028. Saranno 497.550 i cittadini di Paesi terzi che giungeranno in Italia nel triennio considerato grazie al provvedimento.

Come fare domanda

Per poter inviare la domanda, ai datori di lavoro, singoli o tramite associazioni di categoria, era richiesto di precompilare entro il 7 dicembre 2025 il modello A-bis sul Portale Servizi ALI del ministero dell'Interno. Dalla stessa piattaforma telematica è possibile accedere all'area riservata con identità Spid o Carta d'identità elettronica (Cie). Una volta effettuato l'accesso, occorre cliccare sulla voce "Sportello Unico Immigrazione" e selezionare il campo "Compila Domande Decreto Flussi 2026/Click-day 2026". Sarà possibile inviare direttamente le domande in giacenza entro le ore 20:00 oppure, in un secondo momento, tramite lo strumento "Ricerca domande".

Requisiti

Come specifica il decreto, per quanto riguarda l’ingresso di lavoratori dipendenti destinati all’assistenza domestica, la domanda di autorizzazione all’assunzione, sia a tempo indeterminato sia a termine, con orario pieno oppure ridotto, deve indicare lo stipendio previsto dal contratto collettivo del lavoro domestico. In ogni caso, la retribuzione non può essere più bassa della soglia minima fissata per l’assegno sociale, pari a 7.002,97 euro annui per il 2025. In relazione alla situazione economica del datore di lavoro, è richiesto un reddito imponibile minimo: almeno 20 mila euro l’anno se il nucleo familiare è composto da una sola persona, cifra che sale a 27 mila euro se ci sono più familiari conviventi. Per raggiungere questo requisito si possono considerare anche i guadagni del coniuge o dei parenti entro il secondo grado, anche se non abitano nella stessa casa, così come eventuali entrate esenti da tasse, ad esempio alcune pensioni o assegni assistenziali. Questo limite di reddito non si applica quando il datore di lavoro è una persona con problemi di salute o disabilità che riducono la sua autonomia e che chiede l’assunzione di un assistente personale. La richiesta può essere presentata anche da un singolo familiare dell’assistito oppure dal rappresentante di realtà comunitarie organizzate come comunità religiose, case-famiglia, convivenze militari o strutture di recupero e assistenza, secondo quanto previsto dal contratto del lavoro domestico.

Le operazioni da non fare

Come evidenzia il ministero dell’Interno, si consiglia di evitare l’aggiornamento della pagina mediante la funzione di aggiornamento presente sul proprio browser, in quanto la pagina potrebbe andare in errore: in questo caso è preferibile utilizzare esclusivamente il tasto “aggiorna pagina” già predisposto nell’ambito dell’Area Riservata. È inoltre inibito l’accesso contemporaneo da più postazioni (o browser web diversi) con la stessa utenza SPID/CIE.

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