La nuova inchiesta riguarda la presenza o meno di struttura permanente non dichiarata in Italia. Perquisite anche le abitazioni di sette manager della multinazionale
Perquisizioni nella sede milanese di Amazon da parte della Guardia di finanza di Monza che, su delega della Procura di Milano, sta indagando su una presunta evasione fiscale del colosso americano. Si tratta di una nuova inchiesta - per ora senza indagati - che riguarda un aspetto in particolare, ossia capire se Amazon abbia operato attraverso una struttura permanente non dichiarata sul territorio italiano nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024. La contestazione, dunque, riguarda una presunta "stabile organizzazione occulta" tramite la quale la multinazionale avrebbe operato e prodotto redditi in Italia. Le acquisizioni, come anticipato da Reuters, riguardano anche le abitazioni di sette manager della multinazionale dell'e-commerce e gli uffici milanesi della società di consulenza e revisione contabile Kpmg. Se fosse dimostrata la presenza stabile in Italia, il colosso dovrebbe versare cifre ingenti al fisco italiano. Il filone di inchiesta è coordinato dal pm Elio Ramondini.
I precedenti
Lo scorso dicembre, dal punto di vista tributario il colosso ha raggiunto un accordo col fisco italiano, versando 511 milioni di euro. Da un primo filone di indagine, ne è scaturito un altro nei mesi scorsi, sempre a Milano, che ipotizza il reato di "contrabbando per omessa dichiarazione" e che vede al centro, oltre al gruppo dell'e-commerce, anche una settantina di presunti "prestanome". Ossia la rete di venditori di prodotti cinesi che sarebbero stati movimentati da Amazon e su cui non sono stati pagati, per l'accusa, Iva o dazi doganali nell'importazione. In più, Amazon Italia Transport, una delle società del gruppo, dopo essere finita in una delle tante inchieste della Procura milanese sui cosiddetti "serbatoi di manodopera" con un sequestro di oltre 121 milioni di euro per frode fiscale nel luglio 2024, ha versato lo scorso dicembre oltre 180 milioni di euro, come risarcimento in sede fiscale. Oggi, con le perquisizioni "presso terzi" ad alcuni manager non indagati per acquisire documentazione e sequestrare dispositivi, è venuta a galla un'ulteriore e nuova indagine per evasione per una "presunta stabile organizzazione occulta", ossia redditi prodotti in Italia ma senza pagare imposte. Amazon nel dicembre 2017 aveva già versato circa 100 milioni al fisco italiano per contestazioni simili.